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Le indomabili
by Daniela Musini
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Il treno dei bambini
by Viola Ardone
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L'idiota
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ma le streghe esistono ancora oggi?
Ma le streghe esistono ancora e se sì perché qualcuno si ingegna a bruciarle come nel Medioevo? Questi gli interrogativi che tolgono il sonno alla commissaria Bardi della squadra di polizia di Firenze e a noi lettori e lettrici. “La donna fu sollevata come in un vortice, s’innalzò quasi in verticale, contornata da una girandola di raggi infuocati, si stagliò per un attimo nel cielo già scuro, un grande fiore rosso violento. Intorno a lei, e molto più su nel cielo, fiamme e scintille accesero la sera che calava. Quando il corpo ricadde bruciava crepitando. Durò a lungo. Restò a terra, scuro, con intorno brandelli di stoffa carbonizzati”. La commissaria Bardi, che abbiamo già conosciuto nel precedente romanzo L’ordine imperfetto, è una bella donna, allegra, alta e un po' irrobustita dagli anni, che di notte già si arrovella con i suoi problemi personali – il divorzio, il difficile rapporto con la figlia, e di giorno, cerca di mettere ordine nel mondo del crimine: una sorta di spazzina che fa pulizie fra i malvagi e punisce i colpevoli, in questo caso si tratta di femminicidi perpetuati in zone molto lontane e apparentemente senza nessi. Ma la sua attenzione ai particolari, l’intuito empatico, l’osservazione attenta e la speranza di raggiungere l’obiettivo, ne fanno una paladina in cerca di giustizia per le tematiche sociali che la interessano particolarmente. Chi sono le streghe? Donne indomite che non accettano condizionamenti e decidono di testa loro del proprio destino, sottraendosi all’autorità maschile che le vuole sottomesse e remissive. Il ruolo di Valeria Bardi è quello di far combaciare le tessere contraffatte, come accade spesso nelle storie familiari, per questo interroga le vecchie, anche se spesso le voci si contraddicono. Ad esempio sul personaggio di Eva, figura misteriosa, una guaritrice, una strega? Forse solo una persona con un’energia capace di convogliare le menti dove lei desidera per il bene dei personaggi?  La strega, un tempo si chiamavano mammane, di solito interpreta i movimenti fatali della vita. Nascita, non nascita e morte, attraverso simboli salvifici. Il cardellino che compare all’inizio è il simbolo della ricerca del bene e fa propendere verso la positività, come per Anna Maria Ortese. Molti infatti i riferimenti letterari, come Petrarca e Pavese, alcuni utilizzati con ironia, cifra caratteristica dell’autrice. Interessante anche la scelta linguistica. Una scrittura fluida, colorita dall’uso di espressioni in vernacolo fiorentino e in napoletano. Molto suggestive, infatti, le ambientazioni in Irpinia, con personaggi particolari e interessanti: presenze matriarcali, guaritrici e uomini vendicativi e ossessionati dalle streghe, appunto. La storia inizia quando la scrittrice Eugenia Ortesi si presenta al commissariato di Firenze per denunciare il ricevimento di una strana cartolina minatoria. Da un lato l’immagine di un paesino dell'Irpinia, Ripalta, e dall'altro la frase "le streghe bruciano al rogo". La coincidenza è che sia la Ortesi che la commissaria Bardi sono cresciute in quelle zone. E poi quelle parole... la Bardi è sicura di averle già sentite. In effetti, nel dossier di un omicidio accaduto a Ferrara, è stato ritrovato lo stesso messaggio, la vittima morta in un terribile incendio. Che ci sia un collegamento? “Ripalta è zona di santi e di ladri, non più del resto della penisola e del pianeta, ma là i santi sono trattati con maggiore confidenza e perciò si installano nelle famiglie come parenti stretti, e i ladri, almeno quelli piccoli, sono conosciuti per nome, dalla gente e dalla sezione dei carabinieri. È anche zona di streghe. Parecchie abitavano nei pressi del noce, al confine tra il territorio di Ripalta e quello di Benevento, dove a San Giovanni e in altre notti fatali celebravano il sabba e talvolta soccorrevano talvolta aggravavano le condizioni dei gobbi locali. Le streghe svolazzavano su e giù sopra le vigne del Greco e del Fiano, con o senza scope, altre alloggiavano in paese, come Eva appunto. Si credette, qualche tempo dopo il suo cattivo matrimonio, che avesse poteri magici. Mia cugina sostiene che in realtà doveva essere una ipnotizzatrice. Né io né lei l’abbiamo conosciuta, se ne andò durante la guerra. Quello che ho saputo me l’hanno raccontato la nonna e la zia Idina, …Raccontò a mia nonna, che una notte, mentre il marito, che aveva il doppio della sua età e l’alito di vino, stava per montarle addosso, Eva capì di essere in grado di impedire ciò che non voleva. Guardò Gaetano coi suoi occhi azzurri taglienti e lui si scansò e si mise a dormire. Lei restò sveglia tutta la notte, perché aveva realizzato di colpo le sue possibilità. Si sentì addosso una forza in grado di compensare le sopraffazioni e la miseria, la fame, le botte e la paura. Raccontò, con una certa vena visionaria che stupì mia nonna, che le era sembrato di sollevarsi nel cielo a osservare dall’alto prima l’orticello e la casupola, poi, oltre le strade del paese, campi, noccioleti, boschetti, vigne sulle colline, il fiume in basso, la grande radura e il noce al confine del territorio. Le pareva di volare, disse, veniva trasportata in cerchio insieme alla terra, alle persone, si sentì prima piccola piccola, poi tornò ragazza. Provò la sensazione di essere rinata.» L’ambientazione dall’Irpinia si sposta di nuovo a Firenze, una città che conserva tutto il fascino della sua bellezza, dove la commissaria Valeria Bardi si muove con intuito psicologico femminile e capacità organizzative, unite a una notevole dose di buon senso. Romanzo ben costruito che trasforma il giallo d’azione in un libro di denuncia legato all’attualità, pensiamo alla vicenda di Sara di Pierantonio, la ragazza uccisa e poi bruciata il 29 maggio 2016 alla periferia di Roma dall’ex fidanzato, condannato all’ergastolo. Una sentenza esemplare, ma non è l’unica donna ad aver subito questo orrore, per questo senso di giustizia l’autrice del romanzo ha voluto dare rilievo alle cosiddette streghe.
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Le streghe bruciano al rogo
by Maria Letizia Grossi
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Caro Pier Paolo
by Dacia Maraini
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un ricordo privato e commuovente
“Caro Pier Paolo” (Neri Pozza) è il libro intenso e commuovente scritto da Dacia Maraini per ricordare l’amico e lo scrittore, regista, poeta, intellettuale Pier Paolo Pasolini, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. La sua morte è stata atroce, lacerante. “Abbiamo perso prima di tutto un poeta e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo. Ne nascono tre o quattro soltanto dentro un secolo. Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta”, gridava ai funerali Alberto Moravia. Personalmente ho ancora in mente l’immagine straziata del suo corpo sulla copertina di un settimanale, data in pasto ai lettori senza rispetto. Guardando gli avvoltoi che sbranavano un agnello ha detto “Un giorno sarò sbranato come lui”. E in Africa, di fronte a un paesaggio grandioso e arcaico, “hai detto che capivi cosa fosse l’immortalità e in un certo senso lo sei diventato immortale”, cioè la tua arte, quello che è concesso a pochi mortali, perché si sa, dico io riprendendo Italo Svevo, “la vita è una malattia mortale, non sopporta cure” e Pasolini sembrava proprio sfidarla la morte. Col passare del tempo la sua figura non si è affievolita, anzi è diventata un faro a cui rivolgersi per trovare delle risposte nei suoi scritti, mai consolatori, ma pieni di suggestioni e riferimenti. Pagine profetiche come è stato sottolineato da molti.
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Ferrovia locale
by Carlo Cassola
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Il sistema periodico
by Primo Levi
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L'opposto di me stessa
by Meg Mason
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Storico o distopico?
Un romanzo che risulta un miscuglio di vari generi e ricorda il racconto dell’ancella di Margareth Atwood, attento alle problematiche femministe, ma senza essere veramente coerente e credibile. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate da tutti, eppure indispensabili. Soprattutto a corte. E qui inizia una serie di delitti che May dovrà decodificare come in un buon romanzo giallo. Ma May non sa leggere conosce solo alcune lettere e cercherà attraverso i segni cosa nascondono e oscurano le dame. Delitti, infanticidi, segreti? “Perché io non posso essere maledetta. Sono già una maledizione fatta persona”. E poi una corte dei miracoli che le ruota attorno. Non sono semplicemente vagabondi: anche loro appartengono alla tribù degli invisibili. Saltinbanchi, lebbrosi, ladri di cavalli, falsari che vendevano licenze di accattonaggio contraffatte. Riecheggiano in sottofondo le note dei romanzi della grande Hilary Mantel, che Campisi ha certamente letto per orientarsi: ricostruzioni fedelissime del tempo, minuzie e documenti fondamentali per capire le vicende.  La Domus Conversorum, ormai diroccata, dove venivano collocati gli ebrei in attesa di conversione, coloro che “nel Libro del Creatore sono chiamati «popolo eletto»; che non sono come noi; e che, un po’ come le fate, in Angliterra non ce n’è più neanche uno”. pensa May e questo ci dà un’idea non solo dello sguardo dal basso ma anche del linguaggio usato nella narrazione. Una lingua versatile, che ha reso molto bene il traduttore. L’inferno è denominato il mondo di Eva “Eva è la peggior peccatrice in tutto il creato, la ribelle originaria, la prima ad allontanarsi dalla grazia del Creatore” e sempre contro le donne carcerate a cui non è concesso nemmeno questo strano rito “Ascolto tutte le condannate a morte, e mi rendo conto che non hanno commesso misfatti peggiori di certa gente che mi ha recitato i propri peccati dal letto di casa. È solo che loro sono state scoperte, quegli altri no. Quasi nessuna ha parenti che possano portare cibi sulle loro tombe affinché alle loro Recitazioni segua un Pasto”. Si legge bene, ma alla fine resta poco di quel che si è letto, l’autrice si pone domande fondamentali e troppo impegnative per il genere e alla fineinsiste su cosa dà senso alla vita: il calore, le parole, gli abbracci che a May sono negati? e soprattutto la libertà “Forse la libertà sta nel poter decidere da sé, anche se le decisioni sono pessime” un po' scontato come finale.  
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Figli del Volga
by Guzel' Jachina
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La custode dei peccati
by Megan Campisi
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Lezioni di letteratura russa
by Vladimir Nabokov
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