Via col libro
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Via col libro

Siamo un gruppo di amiche. Abbiamo un interesse in comune: la lettura. Ogni mese scegliamo un romanzo che ci tenga compagnia. E poi ci incontriamo sulla piattaforma digitale e ne parliamo.

Oct 20, 2021

Italy

Anobian since Nov 12, 2021

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Il richiamo del cuculo
by Robert Galbraith
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Incantevole
Abbiamo avuto modo di scoprire una versione inedita di Circe grazie al romanzo di Madeline Miller! È necessaria una premessa: leggendo Circe, bisogna disporsi con una mentalità aperta e rimettere in discussione le convinzioni sul personaggio, tenendo al tempo stesso ben deste le conoscenze omeriche. È stato interessante confrontare quanto appreso nell'Odissea con questa ispirata riscrittura della Miller. Nel poema omerico, Circe è solo l'ennesimo ostacolo che porta Ulisse a ritardare il suo ritorno a Itaca. Nel romanzo che ci ha accompagnato in questi mesi, invece, Circe diventa protagonista. Oltre a essere una pharmakis, una maga, è anche una ninfa, figlia del titano Elios e dell'oceanide Perseide. I suoi poteri sono, ahimé, pochi; tanti, invece, i tratti che la accomunano agli esseri umani. Circe ci viene presentata come la figlia “diversa” e per questo emarginata. Fin da bambina anela affetto da un padre e da una madre avari di attenzioni. Le sue disastrose relazioni familiari generano ferite che la rendono tormentata dalla sua solitudine affettiva e dal bisogno di innamorarsi. La Miller ci regala il racconto di una vita travagliata e unica dove, però, una caduta può diventare un'opportunità e questo è quello che realizza Circe quando viene esiliata a Eea. Riesce a sbocciare in quell’isola che, invece di divenire prigione, si rivela una grande occasione. Circe, infatti, vive la sua rivoluzione proprio nell’esilio e, grazie alla sua perseveranza, comprende di essere più forte di quanto abbia mai ritenuto possibile. La Miller riesce a portare a termine un lavoro di ricostruzione fisica e psicologica minuzioso e coinvolgente: una protagonista delineata a tutto tondo e colta nelle sue frustrazioni, nelle sue tensioni amorose, nelle sue delusioni più amare, nelle vittorie conquistate. Un volto che, dopo alcuni capitoli, sembra materializzarsi e far dimenticare al lettore di trovarsi nel mezzo di un racconto mitologico, tanto è lo spessore umano e concreto che assume il personaggio. Circe è una titana, ma prima di tutto è una donna che scopre la forza per combattere e sopravvivere. Sa riconoscere i propri errori, è capace di amare in maniera totalizzante, a differenza degli immortali, ma deve guarire le sue ferite per poter capire davvero cosa sia l'amore e, per farlo, trova la forza per prendersi cura di sé, anche sbagliando. Si mette a nudo e ci mostra le sue ansie, i suoi timori, i punti deboli che tutti noi possiamo comprendere, ma anche la grande sicurezza, che cresce pagina dopo pagina, verso la sua magia, che fondamentalmente è un talento. Tra le pagine troviamo l'esempio su come questo vada riconosciuto, accolto, ma soprattutto coltivato. Il personaggio di Circe colpisce proprio perché riconducibile alla vita di molte donne, con alti e bassi, con difficoltà e con incontri sbagliati, ma soprattutto contraddistinta dalla forza delle scelte che alla fine ti permettono di diventare quello che vuoi e puoi essere. Inoltre, mentre la maga Circe amplia la sua tempra ed il suo potere, la donna Circe affronta da sola la maternità e proprio questa è la sua sfida più ardua. Quello della maternità è il tema trattato con maggior coraggio, tutto umano, per nulla divino o magico, ma nel quale non è difficile rispecchiarsi, almeno in parte. La penna non edulcora, ma scava l'intimità della sua protagonista senza censure. Il romanzo ci fa anche entrare in un mondo fatto di litigi, guerre fratricide, amori, gelosie comuni sia agli dei che ai mortali. Gli dei sembrano vivere di ingiustizie verso i mortali e godono negli spargimenti di sangue che li coinvolgono per essere chiamati a dipanare questioni terrene. Un mondo dorato solo in superficie, dove ognuno prende ciò che vuole, cercando sempre di non far adirare Zeus e le divinità maggiori. Olimpi e Titani, in un equilibrio precario, si contendono la scena, a discapito di tutti coloro che potrebbero ostacolare il loro cammino. Ci siamo chiesti se questi temi siano metafore per esprimere una critica alla società e al potere che travalica il mito rendendolo attuale. La lettura è scorrevole come se fosse una storia raccontata da una amica alla quale alla fine si riesce a voler bene e che ci accompagna nella scoperta di un mondo molto complesso eppure alla portata di tutti. La scrittura è impreziosita da un linguaggio elegante, ma non aulico. Al contrario, lo stile sa farsi coinvolgente e trasporta all'interno di atmosfere da sempre affascinanti. In alcuni frangenti, la penna si attarda un poco oltre misura, generando un calo del ritmo, ma nulla che vada ad intaccare il romanzo godibile che ne nasce. Un finale inatteso, ma coerente con la protagonista, ci ha fatto chiudere le pagine di Circe con un appagante senso di compiutezza. È un libro completo che ci ha fatto compagnia e che abbiamo fatto fatica a riporre, perché è come separarsi da una cara amica.
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Circe
by Madeline Miller
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Racconti di Natale
by Louisa May Alcott
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by Madeline Miller
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Un giallo davvero frizzante
Un romanzo che ha accarezzato il cuore del Club del Libro con il suo tocco leggero e delicato, come la sua autrice che ci ha deliziato con la sua brillante presenza alla nostra riunione. La protagonista del libro è Anna, una donna di quaranta anni che ha saputo trasformare un inciampo in una opportunità, reinventando sé stessa e rivoluzionando la sua vita. Nella sua veste di aiuto detective, Anna ci accompagna alla ricerca dell’assassino di Armando, insieme al proprio capo Cantoni, con cui battibecca di continuo, a quel gigante buono di Tonino e... a Otto l’alano, alle tartarughe Tarta e Rughina, agli asini Marat e Robespierre e poi al salice piangente, ai piccioni, al cane Rocky, al gatto Banzai... perché Anna non è un'investigatrice come la altre, lei risolve i misteri con l’aiuto ed il consiglio di piante e animali. Un giallo in piena regola, con l’immancabile colpo di scena finale capace di lasciarci senza parole, ma anche un libro completo, perché l’autrice, nel narrarci le investigazioni della sua Annarella, con grande maestria e delicatezza, intreccia alla storia principale anche un romanzo di tipo familiare che affronta con grande simpatia il rapporto con il figlio, con il marito, con la sorella e non da ultimo i rapporti con gli amici, quelli di una vita e quelli occasionali. Un romanzo che, con la sua allegria, comicità e delicatezza, affronta argomenti che toccano il cuore di ogni lettore, lasciando spazio a riflessioni su temi più profondi di quelli che ci si aspetta. Un giallo che è anche un libro di riflessione su questa vita in cui ci barcameniamo come tanti acrobati su di un filo. Magistrale.
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Racconti di Natale
by Louisa May Alcott
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Gli insospettabili
by Sarah Savioli
(*)(*)(*)(*)( )(99)

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Coinvolgente
"Il morso della vipera" è un romanzo che convince per l’ambientazione, i personaggi, l’amore per i libri e la trama. La storia si svolge sullo sfondo di una Torino d’altri tempi, dove le ragazze di buona famiglia sono “più innocenti di due goccioline d’acquasanta scivolate dal bordo di una fonte battesimale” e dove le mamme fissano con le spille da balia le scollature e le gonne degli abiti delle figlie di modo che non si sollevino “più dello stretto necessario per camminare”. Una Torino in cui aleggia lo spettro del fascismo, che ancora non ha manifestato tutta la sua anima nera. I personaggi sono delineati in maniera così vivida che ti rimangono in testa anche dopo aver finito il libro. C’è Corrado, bello, atletico, ligio alle regole del regime, ma buono, che viene da chiedersi da che parte starà quando il fascismo si presenterà per quello che è: un regime totalitario. C’è Sebastiano, che all’inizio sembra essere un paladino del fascio. ma poi si rivela tutt’altro. C’è Julian, americano di contrabbando. Ci sono i personaggi di fantasia, come la Canaglia Fantasma. E poi ci sono le donne: Anita, Clara, Candida. Sono forti, tenaci, combattive, intelligenti e “in gamba perché hanno capito come trovarsi la loro libertà”. Sono donne che hanno qualcosa in più: l’amicizia con altre donne, che le rende più forti, più combattive e che le aiuta a affrontare meglio la vita, perfettamente condensato nel monito dell’autrice “siate autonome, siate sveglie e siate unite”. E poi ci sono i libri, anche loro protagonisti, intesi come via verso la libertà. Ci sono libri proibiti, libri stranieri, libri di poesia, ma soprattutto ci sono libri che insegnano. A condire il tutto un giallo da risolvere, un cold case come direbbero oggi, che si dipana tra eroi di guerra e ragazze assassinate e che vuole “rendere giustizia in tempi in cui di giusto c’è ben poco”. Con un avvertimento: se vi aspettate gli ingredienti del classico libro giallo, rimarrete delusi. Scordatevi i dieci piccoli indiani di Agata Christie, per intenderci. Qui il giallo pare piuttosto fare da sfondo alle vicende dei protagonisti, ne fa emergere il carattere e ne disvela la loro maturazione. Prendete Anita, che dal voler essere una moglie perfetta (e basta), abbraccia la consapevolezza che lavorare non è poi così male e che i racconti “sembra quasi che abbiano qualcosa da insegnarle”. In conclusione un libro brillante, con uno stile fluido e con protagonisti che vi rimarranno nel cuore.
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Il morso della vipera
by Alice Basso
(*)(*)(*)(*)( )(296)

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Il morso della vipera
by Alice Basso
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Da gustare con calma
Accoglienza tiepida, per non dire freddina, quella ricevuta dal best seller giapponese Finché il caffè è caldo da parte del Club del Libro. Forse è per via del divario di sensibilità che realmente esiste tra Oriente ed Occidente (alla faccia della globalizzazione, noi, vestite come Fusagi, non ci andremmo mai in giro…); forse è per via del momento storico in cui tutti siamo meno pronti a digerire i drammi che i personaggi del libro incontrano nel loro presente/passato/futuro; forse è per via della difficoltà di associare nomi a volti e persino a generi (e vabbè che la fluidità è tema caldo, tuttavia in un romanzo tradizionale quanto alla partizione tra uomini e donne, capire prima e meglio chi apparteneva a cosa avrebbe di certo agevolato la lettura…), fatto sta che la maggioranza di noi non ha manifestato particolare apprezzamento per il libro dei viaggi nel tempo, possibili solo nella caffetteria più famosa di Tokyo. Eppure, se il tema è da sempre fonte inesauribile di ispirazione cinematografica e letteraria (non dite in giro di non aver ancora visto DARK_ꓘꓤꓯꓷ…o comunque dichiarate di essere stati impegnati nottetempo con la Regina degli Scacchi), quello che colpisce dell’approccio del breve romanzo di Kawaguchi (ebbene sì…dalla collocazione in copertina si direbbe sia il cognome) è come esso contraddica quasi ogni aspettativa del lettore. Il punto non è raccontare lo stupore di scoprire che si può andare in avanti o indietro (che infatti non contraddistingue alcuno dei protagonisti-avventori), né far presa con raffinate o credibili modalità “tecniche” di viaggio (una seggiola da cui non potersi alzare e un rituale del caffè sembrano preludere ad una bella pennichella piuttosto che ad avventurosa esperienza di vita). Il punto è come un’improbabile esperienza nel tempo può cambiarci definitivamente nel nostro modo di vedere noi stessi, nel presente, in relazione agli altri, alle scelte che facciamo ed al modo con cui approcciamo e percepiamo la vita. E, forse, allora il breve romanzo lascia sedimentare più riflessioni di quante possano apparire ad una prima lettura e si offre, con un garbo con cui tutti dovremmo avere più dimestichezza, ad una accorta meditazione sulla fugacità dell’esistenza e del tempo che ci è dato per comprendere appieno chi siamo e cosa possiamo donare a noi stessi ed agli altri, senza aspettare che il caffè si raffreddi.