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Jun 14, 1969

Cagliari, Italy

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Le case del malcontento
by Sacha Naspini
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colpo di fulmine!
 Ci sono dei libri che leggi perché ne hai sentito parlare, perché conosci l’autore e vai sul sicuro oppure perché te li ha consigliati un amico poi ci sono quelli che scopri per caso, che pochi conoscono e che vorresti tenere per te e ne diventi quasi geloso, come se diventassero cosa tua, dei piccoli gioielli preziosi. Santa Carogna è uno di questi, una scoperta casuale e una folgorazione. E’ la storia di Santa? Santa è una ragazza minuta, libera, disordinata che dipinge, vive la vita appieno e ascolta tanta musica ma poi c’è l’altra, la Santa carogna, quella che vive nascosta, che compare quando meno te lo aspetti, respira il tuo respiro e urla fino a quando non la stai a sentire. Intorno a Santa c’è un mondo a colori, a volte c’ è l’arcobaleno dell’amicizia, dei joint, della libertà, del sesso vissuto senza inibizioni, a volte c’è il grigio del dolore che ti mangia l’anima, della solitudine, della paura, della consapevolezza del proprio essere e dei propri limiti. Ho amato subito questo personaggio così particolare, controverso. Santa è un caleidoscopio, è la meraviglia e lo stupore di guardare dentro le persone e scoprire volta per volta un mondo meraviglioso ma anche terribile. E’ un libro speciale, potente, a tratti crudo che parla di unicità, di solitudine e di come tutto nella nostra vita si traduca nel bisogno di essere amati. Grazie Giorgia Giuntoli per avermi regalato questa emozione sotto forma di libro.
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Santa carogna
by Giorgia Giuntoli
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Santa carogna
by Giorgia Giuntoli
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bello ma molto faticoso
Sono una fan di Hanya Yanagihara da quando mi innamorai perdutamente di Una vita come tante, il suo secondo romanzo, che mi fece piangere così tanto da non riuscire a leggere altro per un po' di tempo e che elessi come uno dei miei libri del cuore. Quando a gennaio è uscito Verso il paradiso mi sono quindi fiondata a comprarlo e ad iniziare la lettura con aspettative altissime. Ora posso dire a chi ha amato Una vita come tante e si accinge a questa nuova lettura, di dimenticare completamente il primo per non disattendere aspettative e restare delusi, è tutta un’altra storia!! Ammetto di aver fatto molta fatica a leggere questo libro e arrivata a metà sono stata tentata più volte di abbandonarlo ma c’era sempre qualcosa che mi spingeva a continuare la lettura di 765 pagine infinite in un tempo brevissimo, anzi alla fine, devo dire che questo libro l’ho proprio amato per diverse ragioni. Perchè è originale, controverso perchè ti scoraggia e ti carica allo stesso tempo, perchè ti viene voglia di abbandonarlo ma poi ti tiene incollata alle pagine come un magnete e perché è intriso di temi e quesiti etici e morali molto importanti. Per motivi che non rivelo per non non rischiare lo spoiler, il quotidiano inglese The Guardian, definisce Verso il paradiso, “il romanzo che arriverà a rappresentare l’epoca attuale, le sue ossessioni, le sue ansie.” Chi avrà voglia di leggere questo tomo, capirà perché. Il romanzo è diviso in tre parti, tre macro capitoli ambientati in tre periodi storici diversi: uno alla fine del 1800, uno agli inizi degli anni 90 del 900 quando tutti venimmo a conoscenza per la prima volta di un acronimo terribile che è l’AIDS e l’ultimo, il più lungo e coinvolgente di tutti ambientato in un futuro prossimo distopico e angosciante. Tutti e tre potrebbero vivere di vita propria o forse no e sta proprio qui la particolarità di questo romanzo che per la sua struttura rappresenta un vero e proprio esercizio di stile per l’autrice e un vero percorso ad ostacoli per il lettore il quale, quando pensa di aver capito cosa lega i vari personaggi che viaggiano nel tempo, si ritrova a dover ricominciare da capo a ricostruire fatti, emozioni, sentimenti. C’è una cosa che li accomuna tutti e che forse accomuna tutti gli esseri umani che è la ricerca della felicità e la ricerca di quella strada che, come suggerisce il titolo, porta verso il Paradiso, sempre che questo esista. Non è un libro facile e non sono sicura di poterlo consigliare. Ai futuri lettori l’ardua sentenza.
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Verso il paradiso
by Hanya Yanagihara
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Verso il paradiso
by Hanya Yanagihara
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Bellissima scoperta
Nato come romanzo d’appendice nel 1887 e pubblicato come romanzo vero e proprio negli anni successivi, Il capello del prete di Emilio de Marchi, è stato una meravigliosa scoperta all’interno del mondo sempre più sorprendente degli audiolibri. Considerato il primo giallo della letteratura italiana, il romanzo narra del protagonista, il Barone di Santafusca, detto “U Barone”che dissoluto e sommerso dai debiti, decide di uccidere l’avaro prete Cirillo, personaggio sordido, usuraio, che specula sull’ignoranza e superstizione della povera gente accumulando tanta ricchezza, per impossessarsi dei sui averi e rimettere in sesto le proprie finanze. Nel mettere in atto il suo delitto perfetto, U barone dimentica però di eliminare un oggetto importante, il cappello del prete appunto, il cui ritrovamento tormenterà come una sorta di incubo i pensieri e i comportamenti del protagonista e che aleggerà e il lettore in tutta la vicenda fino all’epilogo finale. Nonostante i suoi centoventi anni (e oltre ), questo romanzo sembra scritto oggi per il suo stile, la sua struttura, la sua trama perfetta, avvincente e molto attuale per gli argomenti che tratta: traffici finanziari, usura, gioco d’azzardo, superstizione, avidità il tutto condito dalla vitalità e dall’ironia tipicamente napoletane. Bellissima la narrazione, l’intreccio dei fatti ma, secondo il mio modestissimo parere, ottima la caratterizzazione dei personaggi, descritti talmente bene che anziché leggere (o in questo caso ascoltare), sembra di assistere ad una rappresentazione teatrale. La descrizione dei luoghi, dei colori, dei paesaggi ricorda un po’ il Manzoni di cui l’autore era un grande estimatore ma è nella descrizione dell’”io” più profondo dei personaggi, in particolare nei tormenti, nelle allucinazioni mascherate da sensi di colpa che questo noir ante litteram si rivela un piccolo capolavoro ricordando vagamente (scusandomi nell’azzardo dell’accostamento) la grandezza di Dostoevskij. Io l’ho amato molto e lo consiglio vivamente, soprattutto agli amanti dei gialli classici.
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Il cappello del prete
by Emilio De Marchi
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Il cappello del prete
by Emilio De Marchi
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Lo stupore della notte
by Piergiorgio Pulixi
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Adrenalinico
LA PAZIENTE SILENZIOSA - Alex Michaelides. Alicia Berenson è una pittrice di successo, ha una bella casa, ama riamata suo marito Gabriel famoso fotografo di moda e vive in una zona lussuosa di Londra. Un giorno la polizia, chiamata dai vicini, la trova con una pistola in mano vicino a suo marito morto, legato ad una sedia e con il volto distrutto da 5 colpi di pistola. Le prove ci sono, l'arma del delitto pure per cui il caso è praticamente chiuso da subito, i media si scatenano e Alicia finisce in un ospedale psichiatrico dove per 6 anni, si chiude in un mutismo assoluto senza che nessuno riesca in qualche modo a sentire la sua versione dei fatti. Alicia non parla più e non tenta neanche di difendersi. Ad alimentare un minimo di curiosità resta solo un dipinto misterioso, l'ultimo da lei dipinto intitolato Alcesti, che riproduce una donna nuda (la stessa Alicia) con un pennello sporco di rosso che potrebbe essere sangue. Il silenzio di Alicia fa si che l'interesse mediatico vada via via spegnendosi fino a quando arriva presso l'ospedale uno psicologo le cui intenzioni sono quelle di far parlare Alicia, di "rompere" il silenzio in cui si è rifugiata perché il silenzio può essere tutto e niente, può significare ammissione di colpa ma anche arrendersi al pensiero comune. Thriller incalzante e adrenalinico porta il lettore a divorare pagina dopo pagina senza riuscire a fermarsi e lo trascina in un vortice di emozioni contrastanti e all'esplorazione della parte più oscura della mente umana. C'è qualcosa che non mi convince ma non posso dirlo per il rischio spoiler! Comunque lo consiglio perché è un racconto avvincente e originale e come prima lettura dell'anno non potevo scegliere di meglio! Grazie a chi me l'ha regalato, e per chi scegliesse di leggerlo, buona lettura❤
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La paziente silenziosa
by Alex Michaelides
(*)(*)(*)(*)( )(436)

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Una donna e un'artista appassionata
 La passione di Frida - Caroline Bernard. Ho sempre affermato di non riuscire a leggere i libri a comando, siano essi quelli più in voga, quelli ricevuti in regalo o quelli comprati per l'ispirazione del momento in libreria. I libri che ho letto mi hanno sempre "chiamato" quando arrivava il loro momento e dopo un anno ecco arrivato il SUO momento. Letto in un weekend, La passione di Frida è un libro che consiglio perché è avvincente e appassionante e un ottimo strumento di conoscenza di una donna particolare, diventata un'icona per tante generazioni. È quasi una biografia sotto forma di romanzo che racconta la vita di Frida, pittrice dalla vita travagliata e figlia della rivoluzione messicana. Nata e vissuta nella prima metà del secolo scorso, ha vissuto la storia, quella del suo paese da lei profondamente amato e quella di un mondo apparentemente lontano dove si sentivano gli echi del conflitto mondiale. Ha rappresentato un modello di forza, indipendenza e volontà. È stata il simbolo della riappropriazione di se, del proprio corpo imperfetto e malato, delle cicatrici e dei dolori della vita soprattutto in un momento storico in cui il ruolo della donna era unicamente quello di avere un uomo con il quale "sistemarsi". C'è chi la considera sopravvalutata come donna e come artista, chi la conosce solo come un volto sulle magliette o come donna brutta con i baffetti e il vistoso monociglio. Ma Frida era molto di più, era un corpo fragile provato dalla malattia fin dalla nascita e da un terribile incidente che ne ha precluso l'esistenza fino alla morte a soli 47 anni nel 1954. Spirito indomito, visse la vita senza remore, incondizionatamente e con tutta la passione di cui era capace. È stata una donna e un'artista coraggiosa capace di trasformare la sofferenza in ispirazione e le sconfitte in capolavori. Nel 1928, appena 21enne, si iscrisse al partito comunista messicano e conobbe l'amore della sua vita, il più famoso pittore muralista messicano, Diego Rivera con il quale visse per tutta la vita un amore totalizzante, intenso, carnale e a tratti "malato" fatto di passione ma anche di gelosia, tradimenti e rabbia. A tal proposito celebre fu la frase in cui Frida disse: "Ho subito 2 grandi incidenti nella mia vita, il primo è stato quando un tram mi ha travolto, il secondo e stato Diego Rivera!". È stato detto che la sua arte fosse infantile, pasticciata, macabra e hanno provato a catalogarla (naif? Impressionista?) Ma lei ha sempre rifiutato ogni forma di catalogazione: "io dipingo per me stessa e per il mio Messico. I miei dipinti mi rendono invulnerabile davanti alle avversità della vita, mi rendono indipendente". Questo romanzo racconta di vita, di dolore, di colori, di amore e di tradimenti. Io l'ho molto amato e spero possa piacere anche a voi. Grazie a chi me l'ha regalato un anno fa e...come diceva Frida: Viva la vida!❤
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La passione di Frida
by Caroline Bernard
(*)(*)(*)(*)( )(25)

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La passione di Frida
by Caroline Bernard
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L'eresia del cannonau
L’eresia del Cannonau Chi rimase affascinato dall’originalità e dall’incanto de “La teologia del cinghiale”(2015), non rimarrà deluso dalla lettura del nuovo libro del bravissimo Gesuino Nemùs, al secolo Matteo Locci, dal titolo L’eresia del cannonau. Ancora una volta Nemùs, i cui libri sono di difficile definizione, affascina con il suo modo di raccontare la “sardità” uscendo dai luoghi comuni oppure utilizzandoli in maniera eccellente dando prova ancora una volta di grande capacità narrativa e stilistica. La storia si svolge in un brevissimo lasso di tempo (circa una settimana) in una Telèvras contemporanea e pacifica con i personaggi di sempre più qualche nuovo ingresso, che portano al racconto un’aria di novità. Accadono nel paesino due fatti anomali che sconquassano la quotidianità che lo caratterizza da sempre: la scomparsa di una bambina, figlia di due venditori ambulanti africani e l’arrivo di un ex galeotto che dopo 26 anni di carcere, arriva in paese dove ha l’unico contatto rimastagli con un vecchio compagno di cella. La scomparsa di Jasmine, in realtà non è il fulcro del racconto ma rappresenta quasi un pretesto per raccontare una comunità che si unisce e accoglie tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dal ceto di appartenenza, dal passato che ognuno si porta dietro. Tutto è accettabile se condiviso, rispettato e festeggiato con un buon bicchiere (uno si fa per dire!) di Cannonau, di quello buono. L’autore ha una grande capacità di trattare argomenti delicati quali, l’integrazione, il razzismo, la malattia con una delicatezza e una leggerezza che non possono che coinvolgere in pieno il lettore. Divertente e coinvolgente ma a tratti anche commovente, consiglio questo romanzo soprattutto a chi ha voglia di stare bene, a chi sente ancora forte il senso di comunità che purtroppo sta sparendo. Azzeccatissimi i personaggi di Aedo Pistis, il centenario brontolone e di Padre Carlo, per non parlare del mitico cane Bregù (da “bregungia”che in sardo vuol dire vergogna) che è il vero protagonista della vicenda e bellissima il brano che fa da colonna sonora “ghetta tassa” (riempi il bicchiere) che esiste veramente ed è interpretato da una artista, Claudia Aru e che consiglio di ascoltare su You Tube per esempio.
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L'eresia del cannonau
L’eresia del Cannonau Chi rimase affascinato dall’originalità e dall’incanto de “La teologia del cinghiale”(2015), non rimarrà deluso dalla lettura del nuovo libro del bravissimo Gesuino Nemùs, al secolo Matteo Locci, dal titolo L’eresia del cannonau. Ancora una volta Nemùs, i cui libri sono di difficile definizione, affascina con il suo modo di raccontare la “sardità” uscendo dai luoghi comuni oppure utilizzandoli in maniera eccellente dando prova ancora una volta di grande capacità narrativa e stilistica. La storia si svolge in un brevissimo lasso di tempo (circa una settimana) in una Telèvras contemporanea e pacifica con i personaggi di sempre più qualche nuovo ingresso, che portano al racconto un’aria di novità. Accadono nel paesino due fatti anomali che sconquassano la quotidianità che lo caratterizza da sempre: la scomparsa di una bambina, figlia di due venditori ambulanti africani e l’arrivo di un ex galeotto che dopo 26 anni di carcere, arriva in paese dove ha l’unico contatto rimastagli con un vecchio compagno di cella. La scomparsa di Jasmine, in realtà non è il fulcro del racconto ma rappresenta quasi un pretesto per raccontare una comunità che si unisce e accoglie tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dal ceto di appartenenza, dal passato che ognuno si porta dietro. Tutto è accettabile se condiviso, rispettato e festeggiato con un buon bicchiere (uno si fa per dire!) di Cannonau, di quello buono. L’autore ha una grande capacità di trattare argomenti delicati quali, l’integrazione, il razzismo, la malattia con una delicatezza e una leggerezza che non possono che coinvolgere in pieno il lettore. Divertente e coinvolgente ma a tratti anche commovente, consiglio questo romanzo soprattutto a chi ha voglia di stare bene, a chi sente ancora forte il senso di comunità che purtroppo sta sparendo. Azzeccatissimi i personaggi di Aedo Pistis, il centenario brontolone e di Padre Carlo, per non parlare del mitico cane Bregù (da “bregungia”che in sardo vuol dire vergogna) che è il vero protagonista della vicenda e bellissima il brano che fa da colonna sonora “ghetta tassa” (riempi il bicchiere) che esiste veramente ed è interpretato da una artista, Claudia Aru e che consiglio di ascoltare su You Tube per esempio.
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Serenata senza nome
by Maurizio De Giovanni
(*)(*)(*)(*)( )(824)

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Non perdiamoci di vista
by Federica Bosco
(*)(*)(*)(*)( )(111)

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L'eresia del Cannonau
by Gesuino Némus
(*)(*)(*)(*)(*)(30)

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Prima di noi
882 pagine di un romanzo molto bello. Gli darei 5 stelle se non fosse per l’ultima parte, circa 150 pagine, che hanno rallentato la lettura fino ad allora scorrevole e coinvolgente. E’ un romanzo storico moderno se posso permettermi di usare questa definizione, che narra la storia di 4 generazioni, dal 1917 al 2012, di una famiglia del Nord, i Sartori tra la Friuli rurale e la Lombardia contemporanea. Si parte con la storia di Maurizio Sartori, il capostipite, che dopo la sconfitta di Caporetto, diserta e si rifugia in un paesino di campagna dove seduce la figlia del fattore che lo ospita e si arriva ai giorni nostri con la figura della pronipote Letizia, laureata precaria nel millennio della globalizzazione. Si attraversa quindi un periodo lunghissimo che vede la prima guerra mondiale, la seconda, Mussolini, la Resistenza, la lotta partigiana fino ad arrivare alla ricostruzione, alla rinascita passando per gli scioperi nelle fabbriche, le rivolte studentesche e il ‘68, gli anni di piombo, le stragi di mafia e gli anni 2000. Tutti questi eventi vengono solo sfiorati, non approfonditi nè giudicati dall’autore il cui intento, credo, non sia quello di dare giudizi politici o sociali ma quello di raccontare un viaggio, un viaggio lungo un secolo di una famiglia italiana che vive e spesso subisce la propria condizione, spesso con dignità, altre con vergogna ma che combatte e lotta per quello in cui crede. Tutto il romanzo è attraversato da un sentimento di inquietudine quasi che tutto il dolore, la rabbia e e la fatica di vivere siano l’unico filo che lega queste 4 generazioni di famiglie. L’ho trovato intenso e molto triste ma coinvolgente e ben scritto. Gli eventi storici narrati fanno venire voglia di ripassare un po’ la storia del nostro paese (o forse di conoscerla per la prima volta!). Io lo consiglio.
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Prima di noi
by Giorgio Fontana
(*)(*)(*)(*)( )(311)

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L'amurusanza
by Tea Ranno
(*)(*)(*)(*)( )(69)

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