Andrea Endriu
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Andrea Endriu

Feb 10, 1986

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Andrea Endriu
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Spaventoso.
Che non ci si dovesse fidare granché di TV e giornali ne avevo già sentore, per non dire certezza, ma forse il più grande errore è stato quello di sottovalutare il potere dei media di distorcere la realtà e manipolare l'opinione pubblica. Quello dell'immigrazione è un problema serio, è un problema che riguarda tutti ed è frutto di guerre che pochi hanno voluto, che sono gli stessi, in fin dei conti, a trarne profitto. Il danaro investito in finanziamenti militari causa impoverimento nei paesi ricchi, vedasi i tagli all'istruzione, alla sanità, alla cultura e cagiona morte e distruzione nei vari teatri di guerra. Se la tua nazione viene sistematicamente bombardata e rasa al suolo impedendoti di ricominciare daccapo, c'è chi ha tentato svariate volte nell'impresa di ricostruirsi una vita in patria, cosa ti resta se non l'estrema opzione di abbandonare tutto e tentare la fortuna altrove? Nulla è come casa, ma se quella casa è stata distrutta dovrai pure dare alla tua famiglia di che sostentarsi e quindi si parte alla volta di un posto migliore. Il dramma è che sovente il "posto migliore" altro non è che una vana speranza poiché nella migliore delle ipotesi è un inferno, nella peggiore è morte. Si apre così un abominevole giro di sfruttamento del lavoro, maltrattamenti, torture, malattie e rimpatri volontari che di volontario hanno solo il nome. Basti pensare a quei profughi costretti a restare anni chiusi nell'isola di Nauru, ventun chilometri quadrati del più totale nulla, rientranti nella politica australiana del NO WAY. Ovvero: "Sì, insomma, noi ti abbiamo accolto, ma se dopo tre anni di nulla più totale seduto sulla pietra costretto all'inerzia decidi di tornare a casa tua non puoi certo prendertela con noi". Cecilia Strada ha saputo ben spiegare in queste pagine il dramma della guerra e di ciò che ne consegue, passando per immigrazione, ospedali, campi profughi, inoltre toccando temi scottanti anche per noi italiani: chi finanzia la guerra? Chi esporta le armi? Informatevi perché rischiamo di essere tutti colpevoli.
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La guerra tra noi
by Cecilia Strada
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La guerra tra noi
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I bugiardi del clima
by Stella Levantesi
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La meraviglia e la trasformazione
by Ilaria Capua
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Bufale bestiali
by Graziano Ciocca
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Una piacevole scoperta.
Se pensate che il peggior flagello della storia sia stata la guerra vi sbagliate di grosso. Virus e batteri hanno assassinato di gran lunga più di qualsiasi scontro bellico e la storia umana è costellata di epidemie e pandemie mortali. Il progresso scientifico ha fatto sì che noi ora si abbia le armi per poter contrastare questi nemici invisibili, ma è fondamentale fidarsi dei rimedi che la Scienza offre e soprattutto imparare a farne uso. Con umiltà Barbara Gallavotti ci spiega quanto l'umanità abbia patito in passato a causa della totale assenza di vaccini, ripercorrendo la storia dalla peste Antonina sino a Jenner, tuttavia saggiamente pone l'accento anche sul risvolto della medaglia. Se è vero che ignorare una cura quando esiste sia folle, altrettanto pericoloso è far della stessa un uso scriteriato. L'abuso scellerato degli antibiotici, ad esempio, ha prodotto batteri resistenti, un serio pericolo per la salute dell'umanità intera in un prossimo futuro (basti pensare alla tubercolosi). Sono conscio del fatto che in questo periodo particolare molti siano restii a leggere libri del genere ed io non giudico nessuno, ma credo che la dottoressa Gallavotti una possibilità la meriti, una delle poche voci rispettose di tutti a prescindere dal pensiero.
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Tragedia meno nota di quanto dovrebbe.
Quanti di voi hanno sentito parlare di isocianato di metile, fosgene, monometilammina e cianuro? Probabilmente di alcune di esse più e di alcune altre meno, ma ciò che senza dubbio sarete in grado di intuire è che queste sostanze hanno un punto in comune: sono elementi chimici altamente tossici. In realtà di punti in comune ne hanno più di uno, ad esempio sono le protagoniste dell'agghiacciante vicenda di Bhopal. Bhopal è una città dell'India, qualcuno dice essere bellissima, dove una multinazionale statunitense, la Union Carbide, decise di costruire una fabbrica per la produzione di antiparassitari. Il prodotto finito, che prenderà il nome commerciale di Sevin, è totalmente innocuo. A non essere affatto innocuo è invece il ciclo di produzione, ed è qui che entrano in scena gli elementi citati in apertura. Con il passare degli anni la Union Carbide si rende conto che la fabbrica è in perdita e decide di chiuderla e dimenticarla, lasciando stivate in alcuni serbatoi sotto terra 62 tonnellate di isocianato di metile. L'isocianato ha un pessimo carattere, è una sostanza molto sensibile, che reagisce violentemente al contatto con qualsiasi tipo di impurità, compresa l'acqua. Nonostante la fabbrica sia chiusa è comunque necessario fare pulizia e allo scopo vengono inviati due operai totalmente inesperti. I tubi sono incrostati di sporco e l'acqua che gli operai riversano nelle condutture non trova una via d'uscita, riversandosi così in uno dei serbatoi. L'isocianato di metile reagisce con l'acqua, immantinente si sprigiona una mole spropositata di gas che non trova una via di fuga poiché per risparmiare sulle perdite il bruciatore e qualsiasi altro sistema di sicurezza sono stati disattivati. Il gas raggiunge presto una pressione incontenibile ed esplode riversando sulla città una nube mortale. Le vittime sono migliaia, si sospetta che ancora oggi le persone continuino a morire a causa delle conseguenze di quella notte. Io vi ho dato uno spunto, se volete approfondire vi consiglio di guardare lo spettacolo di Marco Paolini "2 dicembre 1984" e/o di leggere il libro qui proposto.
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Simpatico.
Questo libro mi fu regalato in occasione del mio compleanno. Capii che si trattava di un libro dal modo in cui era stato impacchettato ed io già stavo pregustando la sorpresa. Effettivamente sarebbe potuta essere anche una cravatta od una sciarpa accuratamente inscatolate, e probabilmente in quel caso sarei rimasto ancora più sorpreso, ma no. Si rivelò essere un libro. Se mi si vuole fare felice mi si regali un libro, sarà sempre bene accetto. A meno che non si tratti di un libro sulle cravatte. Resterei sorpreso sì, ma deluso. Spacchettai il regalo con tutta la delicatezza possibile, ovvero distrussi completamente la carta e strappai via il nastro. Con mio stupore mi trovai davanti agli occhi Gesù che mi fissava. Mi sentii subito in colpa. Va bene, il regalo era stato impacchettato con cura appositamente per me, ma scomodare il Messia per questo mi pareva eccessivo. L'autrice del pensiero non ebbe nemmeno bisogno ch'io aprissi bocca, la mia espressione era eloquente: "Sì, so che sei ateo e so come la pensi in fatto di religione, ma credimi. Questo libro ti piacerà". "Ma..", "Ma niente ma! Fidati!" "Agli ordini!" Mi fidai. E feci bene, direi. È bello concedersi una vacanza di tanto in tanto, nevvero? Tutti ne abbiamo bisogno. Ci si rilassa, ci si gode il tempo libero, si sorseggia un drink nel proprio luogo di villeggiatura favorito. Quando dico che ne abbiamo bisogno tutti, intendo proprio TUTTI. Persino LUI. No, non quel lui. Lui Dio! Ebbene sì, Dio è partito per una vacanza di una settimana, per i comuni mortali equivalente a cinque secoli, e torna felice e beato nel proprio ufficio. Chiama al proprio cospetto la segretaria, ascolta i messaggi, si fa consegnare le scartoffie, controlla le pratiche e ORRORE: il mondo sta andando a rotoli. Omicidi, sterminii, pestilenze, inquinamento, deforestazione, estinzioni e problemi abbastanza seri persino nella Chiesa. "È mai possibile che io non possa concedermi una vacanza che tutto vada a catafascio? Fai venire qui mio figlio e digli di muoversi!" Chiamate Gesù! Gesù? Sicuramente si tratta di un Gesù un po' particolare. Un Gesù scherzoso, alla mano, un vero simpaticone e forse anche un po' ingenuo, viene spedito tra gli esseri umani letteralmente a calci nel fondoschiena dal Supremo con un imperativo: "È meglio che al tuo ritorno tu abbia risolto ogni singolo problema". Come farà? Cosa si inventerà per riuscirci? Ammesso che ci riesca. Gli esseri umani sanno essere cocciuti. E poi gli crederanno? Chissà!