Francesca SSL
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Francesca SSL

Jul 1, 1991

Roma, Italy

Anobian since Mar 8, 2017

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by Marcello Fois
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"Libera l’anima mia dalla spada e il mio amore dal potere del cane"
Concludo - per ora - in bellezza, il mio filone Western con la lettura di "Il Potere del Cane". Un romanzo difficile da dimenticare, una scrittura serrata che cattura ed imprigiona nel vortice delle passioni: gelosia, invidia, odio, repulsione, si impastano in ogni personaggio, ognuno ambiguo a suo modo. L'oscillazione morale di tutti è il pregio maggiore di un romanzo in cui i ruoli di vittima e carnefice si sparigliano ed il sadismo dei più deboli supera in definitiva quello dei prepotenti. Rappresenta un'eccezione rispetto al genere: non vengono sparati colpi di pistola, né gli indiani fanno scalpi, non si impiccano dei banditi, la violenza che si legge è prettamente psicologica. ****** Interessante riflettere sul titolo. Phil divide le persone in due categorie: chi è abbastanza intelligente da scorgere il profilo di un cane tra le colline e chi non ha una vista (e quindi una mente) a tal punto perspicace. Quel cane roccioso rappresenta sia l'essenza della solitudine umana sia la prontezza all'inseguimento della propria preda per sopravvivenza. "Libera l’anima mia dalla spada e il mio amore dal potere del cane" è inoltre un salmo del Book of Common Prayer (il testo di riferimento dottrinale e liturgico delle Chiese aderenti alla Comunione Anglicana) con cui si prega la liberazione dell'uomo da tutti gli impulsi incontrollabili e segreti che possono distruggere fede ad anima.
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Il potere del cane
by Thomas Savage
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Il potere del cane
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Odissea Western
È assodato che si deve al cinema, soprattutto hollywoodiano, la straordinaria diffusione del genere western: la letteratura di genere solo sporadicamente è riuscita a conquistare il grande pubblico.  Lonesome Dove nasce proprio come fortuito connubio tra cinepresa e penna. Il regista Peter Bogdanovich commissionò a Larry McMurtry, romanziere e sceneggiatore (dai cui lavori erano già stati tratti film di successo come “Hud il selvaggio” con Paul Newman e “L'ultimo Spettacolo” con Jeff Bridges), lo script per una pellicola che avrebbe dovuto intitolarsi “Streets of Laredo” con, nei ruoli di protagonisti, i già acclamatissimi James Stewart, Henry Fonda e John Wayne. Fu il defilarsi dal progetto di John Wayne a far ritirare i finanziatori e distruggere l’intera iniziativa. Dieci anni più tardi, nel 1985, McMurtry, che da sempre aveva creduto nel progetto, rimaneggiò la sceneggiatura e la fece approdare nelle librerie sotto forma di romanzo. Pubblicato in Italia inizialmente con il titolo “Un volo di colombe”, il libro divenne subito un caso editoriale in ogni dove, vincendo meritatamente il Pulitzer. Lonesome Dove è l’Odissea del West: leggenda e realtà, eroi e fuorilegge, indiani e pionieri che si susseguono nel corso di un lungo e tormentato viaggio ricco di avventure all’epoca dei trasferimenti delle grandi mandrie dal polveroso Sudovest verso il Nord ricco di praterie d'erba. Sono novecento pagine, tante, ma scorrono così facilmente che quando si arriva alla fine si prova quel senso di nostalgia per i protagonisti, tipico solo dei romanzi veramente belli.
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Lonesome Dove è l'Odissea del West e la cosa strabiliante è che per goderselo non si deve essere amanti nè dell'Odissea nè del Western..
È assodato che si deve al cinema, soprattutto hollywoodiano, la straordinaria diffusione del genere western: la letteratura di genere solo sporadicamente è riuscita a conquistare il grande pubblico. Lonesome Dove nasce proprio come fortuito connubio tra cinepresa e penna. Il regista Peter Bogdanovich commissionò a Larry McMurtry, romanziere e sceneggiatore (dai cui lavori erano già stati tratti film di successo come “Hud il selvaggio” con Paul Newman e “L'ultimo Spettacolo” con Jeff Bridges), lo script per una pellicola che avrebbe dovuto intitolarsi “Streets of Laredo” con, nei ruoli di protagonisti, i già acclamatissimi James Stewart, Henry Fonda e John Wayne. Fu il defilarsi dal progetto di John Wayne a far ritirare i finanziatori e distruggere l’intera iniziativa. Dieci anni più tardi, nel 1985, McMurtry, che da sempre aveva creduto nel progetto, rimaneggiò la sceneggiatura e la fece approdare nelle librerie sotto forma di romanzo. Pubblicato in Italia inizialmente con il titolo “Un volo di colombe”, il libro divenne subito un caso editoriale in ogni dove, vincendo meritatamente il Pulitzer. Lonesome Dove è l’Odissea del West: leggenda e realtà, eroi e fuorilegge, indiani e pionieri che si susseguono nel corso di un lungo e tormentato viaggio ricco di avventure all’epoca dei trasferimenti delle grandi mandrie dal polveroso Sudovest verso il Nord ricco di praterie d'erba. Sono novecento pagine, tante, ma scorrono così facilmente che quando si arriva alla fine si prova quel senso di nostalgia per i protagonisti, tipico solo dei romanzi veramente belli.
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Lonesome Dove
by Larry McMurtry
(*)(*)(*)(*)(*)(335)

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Un fuoco che brucia lento
by Paula Hawkins
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Le braci
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Il giardino dei Finzi Contini
by Giorgio Bassani
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Nudi e crudi
by Alan Bennett
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Bello.
“La femmina è una brocca: chi la rompe se la piglia”, dice la madre di Oliva Denaro, il nuovo personaggio letterario di Viola Ardone, la autrice che, come già fatto – furoreggiando – con il fortunato romanzo d’esordio “il treno dei bambini”, ripercorre pagine della nostra vicenda nazionale attraverso episodi esemplari. Il suo ultimo lavoro ci porta, stavolta, A Martorana, in una Sicilia rurale dei primi anni Sessanta, in una casina modesta, circondata da un giardinetto e qualche gallina, abitata da gente onesta. Le ragazze, dopo l’arrivo del marchese, devono stare molto attente a non “rompersi” per evitare di diventare oggetto di chiacchiere durante i velenosissimi rosari, per non far parlare di sé in quel paesino che è un coro di sguardi e di voci. Ci sono delle regole: bisogna essere silenziose, modeste e prudenti in questa subordinazione strutturale tramandata di madre in figlia. Concepire un’alternativa è pressoché impossibile. Eppure Olivia, senza alcun cipiglio eroico (anzi...), sovverte la storia cambiandone il finale. Viene rapita da Pino Paternò, figlio dello strozzino del paese (il malaffare in pasticceria mi riporta inevitabilmente all’“Amica Geniale”) che la brama intensamente, viene sequestrata e fatta oggetto di violenza per poterla piegare ad uno sposalizio che rifiutava, perché, si sa, il matrimonio è l’unica via per riparare l’onore di una ragazza “rotta” e della sua famiglia. Ma Olivia Denaro questo non lo accetta, lei “non la vuole la cassata, preferisce la pasta di mandorla”. Nonostante lo sdegno della madre, i consigli delle coetanee, di Don Ignazio e persino del Maresciallo, con l’aiuto di Maddalena Criscuolo (la stessa militante dell'Udi già incontrata in Il treno dei bambini), e del suo amato e mite padre (personaggio meraviglioso, che mi spiace menzionare solo di sfuggita), denuncia il suo aggressore e si fa artefice del suo destino e futuro, ricordando a noi lettori Franca Viola, la prima donna che negli anni Sessanta rifiutò il matrimonio riparatore e denunciò il violentatore. Pur sconfinando a tratti in un'intenzione pedagogica, la bellezza del romanzo risiede nella semplicità con cui Olivia Denaro affronta la sua scelta, come dicevo prima, mai intenzionalmente eroica, non ideologica perché sprovvista di una coscienza politica. Olivia nella sua cristallina incertezza vacilla, sembra non capisca cosa sta facendo, attribuisce la responsabilità di cotanto coraggio più ad un tacco della scarpa che alla propria coscienza. La rivincita definitiva, la comprensione di quello che è stato, arriva con la maturità, nelle ultime pagine del libro, a distanza di 20 anni dal fattaccio (stesso stratagemma utilizzato ne “il treno dei bambini”) quando la protagonista vaglia la porta della Pasticceria Paternò per comprare quella cassata rifiutata in passato. Evviva i romanzi così che sottolineano quanto è stato fatto con pochissimi strumenti a disposizione e danno la forza per dare sempre di più.