Nefer02's Reviews55

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Boris Cortese, chef di un rinomato ristorante del centro di Varese, si risveglia in una stanza sconosciuta, con la testa annebbiata e assolutamente ignaro di cosa gli sia successo nelle ultime ore. Solo che le persone che incontra, una ragazza dai capelli viola e un energumeno poco incline al dialogo e con qualche problema di gestione della rabbia, lo chiamano con un nome diverso, Raul. E vogliono qualcosa da lui. Cioè da Raul. E non sembrano voler capire che lui è Boris, non Raul. Ambientato in un futuro poco distante, in cui la tecnologia è leggermente superiore alla nostra, ma le questioni umane sono rimaste le stesse, questo romanzo sfugge a qualsiasi possibile classificazione. Non è un poliziesco o un giallo, anche se ci sono rapimenti, furti ed esponenti della malavita; non è un romanzo di fantascienza, anche se ce n’è un pizzico (dopotutto è ambientato nel futuro); non è sicuramente un romanzo d’amore, anche se l’amore c’è; non è un romanzo comico, eppure si sorride e si ride tanto. Boris è Raul? É un sosia? Personalità multipla? Nel momento in cui si pensa di essere arrivati a capire qualcosa, ecco che i due autori ribaltano la prospettiva, aggiungendo ogni volta un tassello a una trama complessa. I colpi di scena si susseguono a ripetizione, fino ad un finale inatteso e sorprendente. Francesco Manarini e Massimo Rodighiero sono due equilibristi. Camminano insieme su una corda sottile tirata a 20 metri d’altezza, senza imbragature di sicurezza e con neanche un tappeto elastico sotto di loro. Questo romanzo avrebbe potuto scivolare molte volte nell’incomprensibilità e nella contraddizione, ma grazie alla loro bravura non succede. Ne sono sicura, perché l’ho letto tre volte nell’arco di due settimane. È il terzo libro che leggo di questa magica coppia di scrittori (a cui va aggiunto un distopico scritto solo da Francesco, La casa dei normali). Ogni volta riescono a stupirmi, perché non si ripetono mai. Ogni loro libro è diverso dall’altro, e ogni volta rimango piacevolmente sorpresa dalla loro bravura e originalità. Sono particolarmente legata al romanzo numero due, Poco prima dell’alba, un bellissimo “giallo” ambientato nella provincia di Varese, tra la città e la Schiranna, e con alcuni personaggi memorabili. E Boris Cortese non fa che confermare le loro abilità letterarie. Danno l’idea di divertirsi mentre scrivono, e questo permette loro di fare quello dovrebbe essere la prerogativa di un romanzo: intrattenere il lettore, avvincerlo, obbligarlo a rimanere sulle pagine fino alla chiusura del libro. E lasciarlo con un senso di soddisfazione.
Nefer02Nefer02 wrote a review
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L'arte di scrivere un romanzo di oltre 300 pagine in cui non succede NULLA. Le vicissitudini dei miei vicini di casa sono notevolmente più interessanti
Nefer02Nefer02 wrote a review
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"Il confine tra il bene e il male, tra il giusto e l'illecito è un confine, come dire...sgranato" (lo Slavo) Gli esseri umani sono abituati a schematizzare, a stabilire limiti: buio e luce, bianco e nero, giovane e vecchio, bene e male, giusto e sbagliato. Ma la vita è giocata più sul confine, sulla linea d'ombra che separa le tenebre dall'alba e il bene dal male. Le persone apparentemente perbene nascondono segreti, il vicino di casa tranquillo ("una così brava persona") potrebbe essere il mostro, chi vive ai margini della (il)legalità potrebbe non essere il cattivo. E poi ci sono le persone comuni, quelle che cercano di fare le cose per bene, quelle che sanno cosa è buono e cosa cattivo, ma che vengono stritolate da eventi inattesi, da un attimo di distrazione che stravolge la vita, e anche se sanno cosa è giusto scelgono di sbagliare. Questo bel romanzo giallo ambientato nella provincia di Varese, tra la nebbia del lago e le colline che non sono ancora montagne, ha tutto ciò che serve per appassionare il lettore: svolte, imprevisti, colpi di scena, capitoli brevi e privi di digressioni estranee alla storia, sprazzi di ironia in momenti inaspettati e soprattutto personaggi credibili e, in alcuni casi, affascinanti in modo inquietante (lo Slavo). Consigliatissimo
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La tesi di Steven Pinker, docente di psicologia ad Harvard, è molto semplice: gli anni in cui viviamo (il libro è del 2012) sono i più pacifici da quando Homo sapiens ha iniziato a conquistare il mondo. Sfata alcuni miti che vedono le società di cacciatori-raccoglitori passate e presenti più pacifiche perché prive di potenti armi. Dati e grafici alla mano dimostra come il tasso di omicidi o di morte violenta in queste società è di gran lunga superiore a quello delle democrazie. Analizza in modo estremamente approfondito numerosi argomenti: "moralità" biblica, torture, pena di morte, violenza verso donne e bambini, genocidi, eccidi e guerre...nessun argomento che riguardi la violenza viene dimenticato. Altrettanto approfonditamente analizza le cause storiche e sociali della violenza e soprattutto le cause del declino della violenza, le possibili minacce alla Nuova Pace (scontro di civiltà con l'Islam, terrorismo nucleare ecc..) e perché è poco probabile che siano una reale minaccia. Molto interessanti i capitoli finali, in cui parla della natura neuro-fisiologica della violenza e della "cattiveria" (i demoni interiori) e infine dei "migliori angeli" (il titolo originale The better angels of our nature), cioè le basi dell'empatia/simpateticità, dell'autocontrollo e dell'arma a doppio taglio della moralità. In particolare definisce la moralità come l'angelo folle, in quanto dovrebbe essere quella "parte della natura umana che sembra avere più titoli per essere definita la fonte della nostra bontà, ma che di fatto può essere più diabolica del nostro peggiore demone interiore", come ad esempio considerare immorale qualcosa senza una valida ragione (ad es. l'omosessualità) e quindi sforzarsi di trovare le cause per cui lo è (è scritto nella Bibbia, è tabù, ecc..). Notevole il lavoro di ricerca, bibliografia ricchissima, l'unica pecca è qualche lungaggine di troppo in alcuni capitoli.
Il declino della violenza
by Steven Pinker
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Nefer02Nefer02 wrote a review
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Spoiler Alert
Dai tempi di Wells e The time machine, i viaggi nel tempo sono sempre stati un argomento piuttosto spinoso. A parte lo stesso Wells, mi vengono in mente pochi autori che hanno saputo trattare con successo il tema: ad esempio Ray Bradbury con Dinosauri e Stephen King con 22/11/63. L'autrice della Moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo non è tra questi. L'idea di partenza è bella, in quanto il protagonista maschile, Henry, viaggia nel tempo a causa di un'alterazione genetica, ma non è in grado di controllare i suoi viaggi. Ecco il motivo della seconda stella, altrimenti mi sarei fermata a una. Il resto è noia. Invece di pagine e pagine di descrizioni inutili su pranzi natalizi e vita coniugale di routine, avrei preferito qualche avventura in più di Henry a spasso nel tempo...per essere uno che non può controllare i suoi viaggi finisce curiosamente sempre più o meno negli stessi posti e incontra sempre le stesse persone, cioè sua moglie Clare a vari stadi di età, se stesso a vari stadi di età, i suoi parenti e amici...Le persone attorno a lui sembrano accettare la sua anomalia senza battere ciglio, senza porre un dubbio...Magari non sarebbe stato male metterci qualche svolta imprevista che avrebbe potuto rovinare l'idillio tra lui e Clare, ma niente, neanche un litigio. Ma soprattutto la regola fondamentale dei viaggi nel tempo è che non è possibile alterare il corso degli eventi, perché quando lo si fa i risultati sono disastrosi...ma Henry contravviene continuamente a questa regola. Clare si innamora di Henry a sei anni (e lui ne ha 40, lasciamo stare) e passa tutta la sua giovinezza ad aspettare gli incontri successivi e soprattutto ad aspettare di incontrarlo quando anche lei è adulta, inoltre sa già che nel futuro è suo marito, Henry aiuta se stesso bambino...questo non è influenzare gli eventi??? Non ho trovato particolarmente coinvolgente neanche la scrittura, il tono generale è piatto, in alcuni punti sembra più una cronaca che un romanzo e il doppio punto di vista è uguale per entrambi (che parli Clare o Henry il tono non cambia). Anche i pochi momenti drammatici (la difficoltà di Clare nell'avere un bambino) sono raccontati in modo quasi distaccato e frettolosamente, il che è curioso visto quanto si dilunga su altri momenti del tutto banali. I capitoli più intriganti sono il primo e l'ultimo, francamente un po' poco per un romanzo di 500 pagine.
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
by Audrey Niffenegger
(*)(*)(*)(*)(*)(8,345)
Nefer02Nefer02 wrote a review
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Trama impossibile da raccontare per un romanzo in cui trovano posto, tra gli altri, un uomo che avrebbe dovuto morire, ma è vivo, il suo fantasma che si innamora della sua ex, un cane parlante, viaggi avanti e indietro nel tempo, la Morte ferita e via così... di assurdità in assurdità...ma in senso buono, eh. Cit: "la gioia, la vera gioia, arriva così raramente nella vita che ne piangiamo la morte per lungo tempo"
The Ghost in Love
by Jonathan Carroll
(*)(*)(*)(*)( )(60)
Nefer02Nefer02 wrote a review
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Un giovedì Kevin, pochi giorni prima di compiere 16 anni, con lucida e metodica precisione uccide sette compagni di scuola e due adulti. A raccontare la storia, tramite una serie di lettere scritte al marito, è la madre di Kevin, Eva. Di chi è la colpa se una ragazzo di sedici anni uccide i suoi compagni? Della madre, che forse non l'ha mai saputo amare veramente e per cui è sempre stato un rebus inquietante? Del padre, che ignora tutti i segnali che Kevin lancia? Della società americana, che permette a chiunque di avere delle armi (Kevin usa un arco e non un fucile, come troppi adolescenti hanno realmente fatto, ma il concetto è quello)? Degli insegnanti? Dei compagni di classe, le vittime? Oppure è semplicemente che alcuni individui sono naturalmente cattivi, sociopatici che mancano di empatia e rimorso, narcisisti dall'ego smisurato, che tolgono la vita alle persone con cui non possono competere? L'ultimo capitolo lascia inebetiti e letteralmente senza parole
Dobbiamo parlare di Kevin
by Lionel Shriver
(*)(*)(*)(*)(*)(797)
Nefer02Nefer02 wrote a review
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Ho amato tantissimo Shining (l'ho letto una mezza dozzina di volte), ma alla fine di quel libro restava un senso di curiosità sulla sorte di Danny e Wendy Torrance (mai come sulla sorte del protagonista di Pet Sematary, comunque). A distanza di parecchi anni, King riprende le fila di quel discorso, raccontandoci cosa è successo a Danny negli anni dopo l'Overlook Hotel, del suo lavoro e dei suoi problemi e dell'incontro con Abra, una bambina con uno shining molto forte, braccata da un gruppo di vampiri psichici. Ho cercato di centellinare il più a lungo possibile Doctor Sleep, imponendomi di non leggere più di tot pagine per volta e ci sono riuscita fino a poco più di metà libro, ma King è un maestro nell'inchiodarti alle pagine, nel farti tirare le ore piccole perché vuoi sapere cosa succede e nel far scomparire il mondo attorno a te perché in quel momento diventi Danny Torrance o Abra...e il resto non ha più importanza.
Doctor Sleep
by Stephen King
(*)(*)(*)(*)( )(1,692)
Nefer02Nefer02 wrote a review
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C'è da sperare che il futuro immaginato da Francesco Manarini, un futuro non troppo distante, sia così solo nella fantasia dell'autore. Non è un futuro post-apocalittico, in cui un pugno di eroi stanchi cerca di sopravvivere a orde di zombies affamati. Non è un futuro ipertecnologico, non troppo almeno, dove la forza del pensiero ti permette di teletrasportarti su Marte per incontrare nel tuo bar preferito alieni provenienti da galassie lontane. Non è così. E' un futuro dove regna il vuoto assoluto intellettivo, dove governano una democrazia dittatoriale e un'unica religione, dove il razzismo è legalizzato e la giustizia qualcosa di astratto, dove essere "normali" è accettare tutto questo senza un pensiero proprio, un dubbio, un fievole tentativo di ribellione. Il libro è costruito solo sui dialoghi. L'autore, con molto coraggio, usa un linguaggio non facilmente comprensibile all'inizio (ma dopo poche pagine si ingrana e diventa "normale"), con amara ironia e a tratti un perverso senso dell'umorismo ci racconta le vicende della normale famiglia Rovato, troppo, troppo somigliante a famiglie realmente, tristemente esistenti ai giorni nostri. Da brividi gli intermezzi dedicati ai telegiornali e ai programmi televisivi. Consigliato. Voto 4,5/5
La casa dei normali
by Francesco Manarini
(*)(*)(*)(*)(*)(23)
Nefer02Nefer02 wrote a review
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Moore è il tipo di scrittore che riesce a far sembrare credibili una serie di personaggi assurdi e strampalati e del tutto plausibile un lucertolone preistorico che vive in fondo all'oceano.
The Lust Lizard of Melancholy Cove
by Christopher Moore
(*)(*)(*)(*)( )(453)