Jafnhar's Reviews85

JafnharJafnhar wrote a review
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'Aspettando i barbari' appartiene a quel genere di libri scritti in quello stile particolare che mi ricorda un sasso smussato acciottolato nel greto di un fiume, o una caramella tenuta in bocca della quale si consumano le forme man mano che passa il tempo. Uno stile che mi ricorda il Mediterraneo, e scrittori latini, quale Arturo Perez Reverte. Morbido, a colori caldi. Peccato che il parallelo con Reverte si limiti a questo, perché ho trovato il libro di una noia straziante. Più che finirlo mi è parso di annaspare nelle sabbie mobili di situazioni uguali, pensieri di un personaggio vittima del suo egocentrismo, totalmente fuori dalla realtà. Nessuna empatia, niente, zero.
Aspettando i barbari
by J. M. Coetzee
(*)(*)(*)(*)(*)(950)
JafnharJafnhar wrote a review
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Questo libro ha un fascino enorme, se si ha la cura, voglia e capacità di osservarne i dettagli. Innanzitutto il formato a copertina rigida, con un bel bianco e blu in tela a collegare copertina e costa, tipico della collana. La carta spessa e piacevole al tatto e al movimento, il carattere pulito e le fotografie nitide. Alla facciazza di chi ormai legge solo ebook, questo è a priori un bell'oggetto. Poi il libro in sé, che nella mia limitata esperienza letteraria, si accosta idealmente a quel capolavoro di GEB come 'meta-libro', con la differenza di applicarsi non alla matematica e cibernetica, ma alla letteratura ed alla fotografia. 'Punto d'ombra' funziona come uno stereogramma, che però, ad essere più precisi, dovrei chiamare, con neologismo: stereoverbogramma. La pagina sinistra, col testo e la lapidaria identificazione delle coordinate spazio-temporali, e la pagina destra, con una nuda fotografia al centro, sono piacevoli, ma abbastanza bidimensionali. Viste, insieme, tuttavia, sfocando l'uno nell'altra, creano una enorme profondità, spostano l'attenzione verso qualcosa che sta oltre, o dentro di sé. Se, infine, si ripensano tutti gli stereoverbogrammi insieme, man mano che si incontrano, emergono altre dimensioni ancora, limitate solo dalla propria immaginazione e dal tempo che si vuole loro dedicare. Illuminante, per capire questo processo, è stata l'introduzione, senza la quale sono piuttosto certo sarei rimasto irritato dalla sfocata dissonanza del testo che non compendia bene, o a volte neanche lontanamente, l'immagine ad esso associata. È un esperimento, ed in quanto tale (...) non ripetibile da tutti né allo stesso modo. Però se funziona, risulta davvero una bella esperienza.
Punto d'ombra
by Teju Cole
(*)(*)(*)(*)( )(8)
JafnharJafnhar wrote a review
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Testo illuminato, scritto con lucidità e competenze straordinarie. Imprescindibile per l'argomento trattato.
Vita di Gesù
by Ernest Renan
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JafnharJafnhar wrote a review
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Questo libro è uno specchio, pulito, immobile, silenzioso. Le parole scorrono nella tua testa, non sulla carta, le torsioni tra sanità e malattia sfumano e si allargano come se l'inchiostro della stampa si diluisse in pagine d'acqua, e il tracciato dei confini perde significato col trascorrere delle parole. Lo specchio riflette la malattia della figlia in tutti i familiari ed i tutti coloro che con lei vengono a contatto, riflettendo inevitabilmente se stessi e su se stessi. Si riflette nelle accuse che vengono mosse al padre di giudicare quando sembra essere, invece, così delicatamente attento alle cornici e sensibile alle vibrazioni di movimenti e di immobilità. Perché riconoscere è comunque un giudizio e l'aggettivo un marchio. Si riflette in Sally su se stessa, e nella sua condizione prima e dopo, in forma distorta tra lei e lo zio, lo specchio si inverte nella relazione tra il padre e la ex moglie, e si allarga, in un modo che ancora non comprendo del tutto, con Pat. È una storia breve, che non chiede giudizio, non cerca una morale, non pretende di insegnare, spiegare, dare speranza o conforto. È ciò che è accaduto. In uno specchio vedi ciò che vuoi.
Il giorno in cui mia figlia impazzì
by Michael Greenberg
(*)(*)(*)(*)( )(383)
JafnharJafnhar wrote a review
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Mah, carino, ma non mi ha coinvolto come avrei voluto..
La via per Isfahan
by Gilbert Sinoué
(*)(*)(*)(*)(*)(143)
JafnharJafnhar wrote a review
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Grazie per avermi regalato due ore di grandi risate e divertimento.
Correre
by Jean Echenoz
(*)(*)(*)(*)( )(443)
JafnharJafnhar wrote a review
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A good starting idea, lot of things already in other fantasy books, flat characters. I hope the second book will be better or i'll give up.
The Warded Man
by Peter V. Brett
(*)(*)(*)(*)(*)(22)
JafnharJafnhar wrote a review
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Non riesco ancora ad abituarmi allo stile giapponese. Probabilmente in lingua deve risultare estremamente poetico, ma tradotto a me ricorda i disegni giapponesi d'epoca (bellissimi), dotati di sapiente maestria nel tratto singolo, ma tanto vuoto intorno. Perché l'orrore lo devi riempire tu che leggi: diversamente sembrerebbe caduta una bombetta, non 60 kg di uranio 235 e settantamila morti in un istante di luce. Di certo, comunque, questo stile un obiettivo lo raggiunge. A fronte di quello che era appena successo, la vita, torta su se stessa dal calore di un sole, non smetteva di scorrere.
L'ultima estate di Hiroshima
by Hara Tamiki
(*)(*)(*)(*)( )(60)
JafnharJafnhar wrote a review
Che due balle...
Chiedi alla polvere
by John Fante
(*)(*)(*)(*)( )(10,148)
JafnharJafnhar wrote a review
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Un libro assolutamente straordinario se sei un vecchio nerd (inevitabilmente) malinconico. Verificarlo è facile: se trovate questo scambio assolutamente geniale, non fatevi scappare questo volume, altrimenti statene bene al largo: " You’re evil, you know that?” I said.  She grinned and shook her head. “Chaotic Neutral, sugar. "
Player One
by Ernest Cline
(*)(*)(*)(*)(*)(2,133)