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Dopo anni in cui ho ingannato me stesso una mattina mi sono detto basta, non ingannerò mai più me stesso, facendolo di nuovo proprio in quel momento.

Nov 14, 1993

City of London, United Kingdom

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incredibile quanta indifferenza per questo autore tesoro della lingua italiana
Recita dell'attore Vecchiatto
by Gianni Celati
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Triste come lei
by Juan Carlos Onetti
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Triste come lei
by Juan Carlos Onetti
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Nel loro saggio La nascita della distopia una coppia di vecchi cantanti analizza il fenomeno della propaganda dal punto di vista artistico, una scelta che ha salvato gli autori, Kurt@ e Courtney@, dalla denigrazione ma li ha anche condannati a marginali accuse di elitismo e in maggior parte all'indifferenza. A me il loro saggio è piaciuto, anche perché è soltanto in formato elettronico e ci sono molti rimandi a delle canzoni in streaming che mi piacciono e apprezzo sempre al massimo livello il buon gusto musicale. Curioso è il fatto che questo saggio in agenzia non lo abbia letto nessuno. In fondo tratta di propaganda, come mai in un'agenzia pubblicitaria nessuno ne sappia niente è più che curioso. Io ho il vizio di scrivere a chi mi interessa, soprattutto a chi mi interessa tramite i propri lavori, e l'ho fatto naturalmente anche in questo caso e senza volere davvero niente in cambio. Cari Kurt e Courtney... Ma sarebbe stato meglio che non mi avessero risposto e invece mi hanno risposto. Si sono detti lusingati, perché infatti il loro lavoro è stato direttamente ispirato da me, dalla mia situazione attuale, tanto che non sapevano come contattarmi tanto era la loro ammirazione per il modo in cui mi comporto. Allora ho capito che sono pazzi e questo mi ha deluso un po' perché il loro saggio non mi era parso per niente sconclusionato e anzi molto bello, scritto bene, una lettura consigliata per chi vuole qualcosa di attuale.
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La crisi dell'utopia
by Luciano Canfora
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Non fai che leggere e lavorare o lavorare e leggere, ha detto la ragazza a cui sono stato costretto a fare il training e che rappresenta una delle poche costrizioni rimaste qui a lavoro, poche, ma determinanti, come le definivo io mentre Vivian, la ragazza che mi ha trovato lavoro qui e che è il mio capo, una volta le ha definite generatrici, che per me, in quel momento, nello spazio in cui ero, da cui guardavo, da molto molto in alto e da dove mi capita di rado di essere, era la stessa cosa, e lei invece subito ha detto non proprio, c'è così tanta differenza tra l'una e l'altra che potremmo stare qui a parlarne per tutta la vita senza arrivare al fondo, un'eventualità che d'istinto subito mi allettava ma che poi è diventata impossibile perché lei tipo cinque più tardi si è rimangiata la parola in un solo boccone, dentro uno dei tacos che ultimamente a pranzo la fanno impazzire (quel giorno aveva la gonna), dicendo poi a bocca piena shame on me parlo come il mio ex (ex-cosa?). Alla ragazza a cui faccio il training ho detto sì è vero, e talvolta leggere e lavorare sono addirittura la stessa persona. Ma ogni tanto invece sono due razze diverse, provenienti da ceppi estranei, pianeti lontani, quando sono fortunato oppure baciato dal caso (ora mi rifiuto di pensare che accada invece per una qualche regola, al massimo soltanto come sua eccezione), addirittura costellazioni anni luce distanti. Lei mi faceva il video mentre le parlavo. Mi sono reso conto che non so niente di lei. Per ora mi sta bene così, rimaniamo al sicuro. Dall'accento però mi pare spagnola, e per il mio orecchio straniero spagnola può essere così tante provenienze diverse che un po' la invidio. Io che vengo da questo vecchio continente ho i miei fratelli in un posto ben preciso e subito ben distinto da quello da cui vengono i vicini, vicinissimi eppure così lontani chiusi in altre bolle senza poterci baciare o colpirci l'un l'altro. Un romanzo in spagnolo può baciare o colpire un quarto di mondo in un solo gesto, per colpire o baciare questo continente in una volta non so cosa ci vuole, forse al momento mi pare impossibile, fatichiamo ancora a trovarci d'accordo sulle sciocchezze come la moneta, le policy, forse fra mille anni avremo una disciplina collettiva, e quindi una morale, e allora forse la possibilità di baciarci e colpirci senza mediazioni e agenzie, ma fra mille anni esiste ancora questa sciocca idea del romanzo? Domande che non fanno per me, ma che la tizia in training ha ripreso in video e dice che fa partire un sondaggio tra i suoi fan. In questo suo intento mi è sembrata un po' triste. Mi è venuta voglia di leggere.
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Triste come lei
by Juan Carlos Onetti
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Jacob e l'altro
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Ho ascoltato i rarissimi lamenti mentre vedevo alle tue spalle le tarantole cadere nella borsa socchiusa, come stai? come va la giornata? hai trovato un modo per salvarti? fra dieci o venti giorni sarà tutto più sacro e tu sarai come al solito lì legata ai polsi, alle spalle, alle caviglie, alle cosce nude, in una stanza vuota e intorno le luci tagliate, piedi di persone che si piantano e poi si muovono ancora, era meglio se non ti seguivo in quell'ora misteriosa, anche se ho il sospetto di non aver seguito ma di essere stato attratto, sei stata tu? neanche mi importa, fa caldo, incontriamoci sotto la pelle del mondo quando le tarantole saranno scappate, tra le fronde degli alberi con cui danzo per vedere la luce del sole mi acceca la vista, perdonami per questa svolta nel labirinto, ma capita di sentirmi spesso intrappolato nella ragnatela e allora sogno di perdermi, sono immobile, immobilizzato, pronto al veleno, il momento in cui vado a velocità talmente alte che un nome si sdoppia senza farsi vedere, elimina il rimpiazzo, certe volte, mi dici, me stessa sono tutto quello che vedo, o almeno è così che mi sento, e non ricordo più il mio nome, mi dici che sono venuto fuori dal sangue della terra, ma al contrario di quello che pensi tu non sei così diversa, abbiamo lo stesso marchio dalla nascita, ti senti brutta, senti tutti i tuoi punti neri, ma sono soltanto le fronde dell'albero, danza nell'ombra perché questa è soltanto una canzone un po' malinconica e con tanti bei suoni.
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Dopo tre mesi o tre mesi e mezzo di programmazione e di costruzione meticolosa del pattern una mia collega, per l'esattezza una mia superiore, ha deciso di rompere improvvisamente il pattern, di interromperlo bruscamente e con tutta la violenza di cui mi ha detto è stata capace e che tradotti nel suo contesto e nella grammatica delle regole a cui deve sottostare sono diventati un solo gesto che naturalmente ha lasciato interdetti tutti quelli che pensavano invece che la situazione sarebbe stata la stessa per sempre. Un modo di vivere che secondo la mia amica equivale e somiglia a quello che molti immaginano sia la vita dopo la morte. Quindi uno immagina la vita dopo la morte come la vita che già sta vivendo, liberata soltanto da qualsiasi sia il fardello che ci opprime, che sia di fare la spesa, svegliarsi la mattina, superare il dolore eccetera. Conveniente, sembra un commercio perfetto, ma ci vuole davvero una fantasia ridottissima e quasi vicina al nulla per pensarla così. Sarà proprio questo che affascina? Non lo so, ha detto la collega superiore, ma almeno vorrei che mio marito non si sorprendesse più di questi miei risvegli, non è la prima volta che mi capitano e anzi a dire il vero accadono regolarmente. Quanto regolarmente? le ho chiesto, realizzando soltanto dopo aver aperto bocca che cosa avevo fatto, realizzando cosa ho innescato soltanto quando ho visto la mia collega superiore smettere di parlare e guardare con gli occhi spalancati un punto sul muro, come se dietro a quel muro avesse visto qualcosa di mostruoso o anzi come se il suo sguardo ora fosse rivolto assolutamente all'interno del suo corpo, cosa che si sa non è possibile per l'occhio umano, e infine cascare dalla sedia a peso morto. Ma non è morta, penso, l'hanno portata via in ambulanza e non mi aggiornano perché lei mi è superiore di quattro o cinque gradi e io posso venire a sapere qualcosa soltanto dei miei colleghi che mi sono superiori o inferiori di tre.
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Parlando della guerra si pensa sempre che a scappare vogliano essere quelli che la guerra la subiscono, gli attaccati, i presi di mira, e tutto sommato è comprensibile pensare che vogliano scappare proprio quelli che una notte mentre dormivano hanno sentito il fischio di una bomba le urla e il terrore e una chiazza di sangue dell'amico sulla propria faccia, un pezzo di carne maciullata, ci siamo capiti; ma talvolta chi vuole scappare è quello che ha marciato insieme ai compagni, quello che attacca, quello che farà saltare in aria il viso della tua amata, quello che a un certo punto ha detto no e solo dopo aver detto no ha capito che no era una parola proibita. Da quel momento, da quando ho risposto di no, è cominciato l'inferno, ha detto Lo Jun, questo soldato nord coreano che Vivian ha portato l'altra notte in uno degli uffici. Mi ha detto che per un po' lo avremmo tenuto con noi. Per quanto tempo? ha chiesto la tizia a cui devo fare il training per 272 giorni e che deve stare ventiquattr'ore su ventiquattro con me (chi lo sa quanti ne sono passati già, spero moltissimi, ma ho il sospetto che sia trascorsa a malapena una settimana), e Vivian per prima cosa le ha preso il cellulare per cancellare i video fatti al soldato. Ma volevo metterli su Internet, si è lamentata quella, l'ho promesso agli abbonati, e Vivian se l'è presa con me perché le permetto di esasperare questa sua abitudine di fare video a qualsiasi cosa. Ha avuto un'idea, ha detto poi, vi occuperete voi della strategia per cambiargli identità. Una strategia che è già cominciata all'inizio di questo piccolo paragrafo e di cui confesso l'inizio soltanto perché sono paragrafi nel buio. Oltre al nome e alla nazionalità e alla provenienza cambieremo molte altre cose di questo soldato di nome Lo Jun. Ci ha confidato che vorrebbe scrivere racconti d'amore, che ne ha già alcuni che ha scritto durante le notti di paura, l'idea dell'amore lo aveva aiutato a sopravvivere, aveva detto, e la tizia a cui faccio il training ha preso due racconti del soldato e dopo averli editati li metterà in vendita nella realtà virtuale. Vivian era così soddisfatta di questa idea brillante che le ha ridato il telefono, ma non fare mai video di me se io me ne accorgo. Più tardi siamo andati al ristorante messicano a mangiare tacos, in questo periodo dice è drogata di tacos. Il primo racconto pubblicato si chiamerà Marinella o Fernandella, già me lo sono scordato, non riesco a pensare ad altro che ai tacos adesso perché i tacos erano buonissimi.
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Per questa notte
by Juan Carlos Onetti
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Per questa notte
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Jacob e l'altro
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The Portrait of a Lady
by Henry James, Regina Barreca
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World Apartment Horror
by Katsuhiro Otomo, Satoshi Kon
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Durante un'esplorazione nel virtuale, ero in un pub e lavoravo dietro il bancone, sono andato in pausa e camminando sono arrivato nella mia vecchia casa dove sono cresciuto. Non c'era nessuno e questo è stato un sollievo, ma qualcosa non andava, c'era odore di carne cruda. Nella mia vecchia camera, quella che per un po' ho condiviso con i miei fratelli, un maschio e due femmine, e per un breve periodo anche con un cane e una tarantola che tenevo in una teca, un messaggio era scritto sul muro col sangue. Era scritto sulla parete dove io da piccolo appendevo i miei disegni e diceva che sebbene era tutto molto difficile da spiegare, prima o poi avrei ottenuto la risposta alla mia domanda, a patto che tutto questo cresca. Per fortuna ricordo ancora bene le strade del mio vecchio quartiere e ne sono uscito facilmente. Sono tornato in quel pub virtuale dove ho messo in vendita tre cocktail di mia invenzione. Un giocatore di calcio del Paris Saint Germain ha comprato il token non fungibile per una somma che mi permetterebbe di lasciare questo lavoro ma che è stata quasi interamente confiscata dal mio superiore, SphiroX, che di recente è più amaro del solito perché ha scoperto il tradimento della moglie. Avrei voluto bere fino a dimenticare quella brutta digressione sanguinosa e anche bere alla faccia di SphiroX, ma a quanto pare in questo pub virtuale si può soltanto chattare e vendere codici.
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Dizionario dei simboli
by Juan-Eduardo Cirlot
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Io qui all'agenzia ho molto tempo libero e questo è uno dei motivi maggiori per cui già due volte mi sono lasciato convincere a non dare le dimissioni. Seguendo questo motivo ogni tanto mi ritrovo in parti dell'agenzia mai viste, alcune, a quanto pare tante che contarle sarebbe inutile, sono raggiungibili soltanto con treni interni e voli interni e gira addirittura la leggenda che almeno due sezioni di questa vasta agenzia possono essere raggiunte solamente con delle botole sottomarine che io non prenderò mai perché il fondo del mare mi fa un po' paura. Ieri seguivo questo motivo maggiore e anche un po' sognante, soprattutto per via della progressione armonica e una scelta sonora fatta di compionamenti, e mi sono ritrovato nell'area dei centralinisti. Già mentre mi avvicinavo sentivo le suonerie dei telefoni, una cacofonia in un certo senso affascinante. Mi ha accolto un collega con un inchino e io gli ho detto no no, non sono qui per nessuno scopo preciso ma soltanto perché ho molto tempo libero. Perplesso quello mi ha detto vai dove vuoi, l'importante è che non parli a qualcuno che risponde a una chiamata. Io neanche avevo intenzione di disturbare nessuno, solo di guardare un po' quella parte, e devo dire avevo ragione a essere curioso perché lì tutto è diverso, le scrivanie i computer gli schermi c'è persino un ologramma di una bambina molto molto graziosa, mi viene di definirla graziosa perché era vestita un po' all'antica, sembrava un personaggio di qualche romanzo dell'ottocento, ma alla fine ho disturbato. Mi sono messo a spiare una donna quando quella ha preso il telefono. Subito si è presentata, ha chiesto come poteva essere d'aiuto e io già sentivo dall'altra parte un uomo che esponeva il problema, non capiva se il protagonista di un film era davvero andato a letto con il personaggio femminile o no. La centralinista ascoltava il problema e diceva di aver capito il problema, ripetendo la formulazione del problema, e poi faceva qualche domanda. A ogni risposta diceva di aver capito il problema, lo ripeteva, e domandava, fino a quando l'uomo dall'altra parte aveva detto che senza sapere in modo definitivo se i due protagonisti avevano davvero fatto sesso lui avrebbe disdetto l'abbonamento, e doveva venirlo a sapere in meno di dieci minuti, senza specificare perché entro dieci minuti. Io mi sono lasciato sfuggire proprio quella frase, perché entro dieci minuti? E la centralinista credo mi abbia sentito, oppure no, so soltanto che per via di quei dieci minuti è entrata in una specie di panico, l'ho vista tremare, soprattutto quando stava per dire di nuovo di aver capito il problema. Alcuni suoi colleghi dovevano aver avvertito il nervoso e si voltavano un po' verso di lei, ma nessuno l'aiutava. Quando è arrivata a riformulare il problema si è proprio bloccata, non riusciva a dare un senso a quei dieci minuti, improvvisamente ha detto perché entro dieci minuti? perché? e l'uomo dall'altra parte che rispondeva sono affari miei perché, e in quel momento ho sentito un suono molesto, un feedback assordante, ho fatto in tempo a sentire che veniva dall'ologramma della bambina e poi dal dolore ho chiuso gli occhi. Quando li ho riaperti la centralinista non c'era più. Al suo posto vedevo l'uomo dell'accoglienza che parlava al telefono e chiedeva se poteva essere d'aiuto con qualcos'altro. Poi aveva salutato e augurato buona giornata. Allora gli ho chiesto come aveva risolto la questione e quello mi ha detto beh, gli ho fatto capire che la risposta al suo dubbio è in quello che desiderava. E tu dovresti saperlo, mi ha detto poi questo tizio, visto che lavori ai reparti più alti. Non è quello che fanno i tuoi superiori tutto il tempo? Aveva ragione. Era per questo che la centralinista era stata sostituita? Si è lasciata distrarre, ha detto il tizio dell'accoglienza, tu sei sicuro di non averle mai rivolto la parola? Apriremo un'investigazione comunque, dobbiamo capire che cosa ha causato la possibilità di questa distrazione. Io a sentirlo parlare stavo progressivamente sentendo la noia e anche un po' la repulsione. Mi dispiaceva per la centralinista, dove era stata mandata? In attesa dell'investigazione, mi ha risposto il tizio. Sì ma dove? gli ho detto io, e il tizio non mi ha voluto rispondere. Chiedi a Holly, mi ha suggerito poi, e io allora sono andato di fronte all'ologramma e gliel'ho chiesto e soltanto in quel momento ho notato quanto fosse cambiata la sua espressione, ora non più graziosa ma psicopatica, quando mi ha risposto dicendomi so cosa è successo, so cosa è successo, pagherai per lei? pagherei per lei? e devo ammetterlo ho avuto un po' paura e ho desiderato che mi chiamasse Vivian per tirarmi fuori da quel guaio ma lei non mi ha chiamato e io non ho voluto disturbarla. Ho ignorato Holly e le sue accuse e ho chiesto dove era stata portata la centralinista. Per non so quanto tempo la nostra conversazione è stata questa, so cosa è successo, pagherai per lei? dove l'hai portata? so cosa è successo, pagherai per lei? dove l'hai portata?, fino a quando intorno a noi s'è raggruppato tutto il personale e Holly ha emesso di nuovo quel suo suono mostruoso da sirena. Quando ho riaperto gli occhi tutti erano di nuovo al loro posto, anche la centralinista, e il tizio dell'accoglienza mi ha detto la ringraziamo della visita, c'è altro con cui la possiamo aiutare? e visto che mi faceva male la testa ho detto no, me ne vado, e quello mi ha salutato augurandomi buona giornata.
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La Neve di San Pietro
by Leo Perutz
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Preacher
by Garth Ennis
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All'agenzia è arrivato un nuovo assunto che ha il compito di insegnare o allenare o diciamo anche addestrare alcuni di noi alla traduzione delle pubblicità estere. Questo nuovo assunto si porta dietro esperienze e traguardi per cui molti miei colleghi hanno spalancato la bocca. Per esempio lui è stato nella squadra di Steve Bannon durante la campagna elettorale di Donald Trump e a quanto ci hanno detto è stato proprio questo nuovo assunto che un giorno ha consigliato a Steve Bannon di andare in giro con una Fiat Punto e di far pendere dallo specchietto retrovisore un acchiappasogni. E sapete da dove ho preso l'idea? ci ha chiesto lui, da Lupin Il castello di Cagliostro del regista giapponese d'animazione Hayao Miyazaki, un'informazione che io credevo fosse davvero ridondante e che invece mi sono ricreduto era dovuta, perché di quasi tutti i partecipanti all'addestramento eravamo forse un ventesimo a saperlo. Ora ci sarebbe tanto da dire su quel film. La pressione della casa produttrice. L'insoddisfazione del regista. Un'idea di sceneggiatura mai realizzata e ancora oggi segreta. Fujiko, personaggio principale femminile, che non è porno e che per questo ha gettato nel panico molti di noi innamorati. La fluidità dell'animazione che fa quasi impallidire tutta la serie televisiva. Aspetti che a noi non interessano, ha detto l'addestratore nuovo assunto. A noi interessa che nella serie televisiva Lupin guida una Mercedes Benz mentre Miyazaki lo mette in una Fiat 500. Secondo voi perché? L'addestratore ci ha fatto saltare nei cerchi e poi ci ha dato l'osso. Il più bravo di tutti noi ha preso il biscottino. Naturalmente è stato quello che si fa chiamare per nickname SphiroX e che se lo chiamiamo per nome lui ha attacchi epilettici violentissimi e per niente falsi, questo lo ha confermato uno dei medici dell'agenzia, e io ogni volta che SphiroX si mette in mostra in questo modo ho voglia proprio di chiamarlo con il suo nome (che non scrivo perché sospetto che legga e il medico ha garantito che se SphiroX legge il suo vero nome diventa un pericolo non soltanto per se stesso ma anche per gli altri). Lui è un mio superiore, ma soltanto quando siamo in attività nella realtà virtuale, Vivian infatti mi ha spiegato che molti gradi della gerarchia acquistano senso soltanto in un determinato contesto (un'idea di organizzazione che ha ammesso è venuta a lei, per mantenere i rapporti di lavori fluidi, e di cui non è più tanto sicura). Nel contesto dell'addestramento SphiroX e io siamo colleghi alla pari. Ma devo ammettere che io non ho il modo di esprimermi che ha lui. Avevo capito anche io il motivo del cambio Mercedes-Fiat, ma non sarei mai stato in grado di parlare con tanta convinzione di fronte agli altri e di questo non posso che dargli merito (o forse per questo dovrei compatirlo? non lo so). L'addestratore è stato molto soddisfatto di questo centro fatto da SphiroX e ci ha lasciato ancora qualche minuto a pensare all'equazione Lupin Fiat 500 Steve Bannon Fiat Punto e io lo ammetto ho persino pensato che lui volesse farci arrivare a qualche conclusione mostruosa sugli orientamenti politici di Miyazaki, conclusione che ho visto tirare da molte più persone di quante l'umanità si merita e che per la sua frequenza dimostra davvero quanta noia e frustrazione e mancanza di immaginazione ci sono in giro, e mentre ragionavo così l'addestratore fa tu, che stai pensando a tutt'altro, tu sei quello della famosa proposta degli autobus, in piedi. Si riferisce alla mia idea che io credevo sciocca, innocente, nel migliore dei casi funzionale, e che poi si è rivelata invece fatale e malvagia e di cui per adesso non voglio parlare perché ancora non posso credere a come sono andate le cose e di questa ingenuità mi vergogno. Tu, mi ha detto l'addestratore, adesso che abbiamo capito la Fiat Punto, hai qualche idea riguardo all'acchiappasogni? che cosa traduce? mi ha chiesto, con la promessa che se rispondevo bene mi dava una scatoletta di manzo di prima qualità col riso e me la dava da mangiare in una ciotola dorata tutta per me. Io questa cosa dell'acchiappasogni non potevo saperla. Non so neanche cosa è un acchiappasogni. Suona una roba un po' magica, ma mi baso soltanto sulla parola. Di certo non volevo fare la figuraccia di fronte a SphiroX. Quando sono nervoso mi metto sempre le mani in tasca e quando sono nervosissimo mi metto le mani nelle tasche posteriori. Lì ho toccato il lettore digitale e mi è venuto in mente l'ultimo libro che ho letto. Una nota del traduttore (grandissimo traduttore, riesco a leggere questo autore soltanto tradotto da lui) dice che alcune vie della città in cui è ambientata la storia non esistono, errore dell'autore, dice il traduttore, e anche se è vero che le vie non esistono, ho chiesto conferma ai miei tre amici di Roma (dove è ambientata la storia) tutti e tre a loro modo delinquenti e quindi molto esperti delle vie della città, secondo me il traduttore si sbaglia in maniera grossolana sul fatto che sia un errore. Come si sbagliavano e si sbagliano in maniera grossolana ancora tutti quelli che leggendo Il ragazzo rapito o L'isola del tesoro di Stevenson criticano l'incorrettezza delle mappe, le loro scale non realistiche, mancando il punto in maniera talmente imbarazzante da giustificare benissimo le loro posizioni influenti in accademia e nell'informazione di massa. Messo alle strette ho parlato proprio di questo, ho pensato così: piuttosto che rimanere zitto tanto vale parlare di qualcosa che mi interessa e che per un po' mi ha dato fastidio, almeno mi levo il sassolino dalla scarpa, come si dice. E l'addestratore l'ho visto ha cambiato espressione, sorrideva, e da un cassetto ha tirato fuori la ciotola d'oro con dentro il manzo di altissima qualità, bravo, mi ha detto, ti sei meritato questa prelibatezza, più tardi puoi andare a fare i bisogni senza guinzaglio nel cortiletto qui fuori. Ho visto SphiroX che digrignava i denti e per un momento sono stato contento di avergli fatto invidia, ma già appena mi sono voltato ho desiderato che a vincere fosse stato lui, di tornare indietro al mio posto, di non aver mercanteggiato una mia personale riflessione per un premio e un sentimento di pari pochezza, e mi sono ripromesso di non farlo mai più ma non sono sicuro per niente di poter mantenere questa promessa.
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Un romanzetto canaglia
by Roberto Bolano
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La coppa d'oro
by Henry James
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