Giulia Macchi
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Giulia Macchi

Apr 10, 1965

Italy

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Sono comuni le cose degli amici
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Tutti i russi amano le betulle
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Provi piacere ?
Firdaus Storia di una donna egiziana, Nawal Al Sa'dawi Nawal Al Sa'dawi medico, psichiatra, scrittrice, politica e attivista egiziana, raccoglie in questo breve libro, il racconto di una condannata a morte per omicidio, una donna di nome Firdaus. Inizialmente Firdaus rifiuta di riceverla, poi apre il vaso di Pandora e le svela l’abisso di violenza fisica e psicologica che è stata la sua vita, fino alla catarsi, la condanna a morte, per la quale si rifiuta di chiedere la grazia. Non voglio essere rilasciata» disse, «e non voglio alcun perdono per i miei crimini. Perché quello che chiami il mio crimine non era un crimine.» «Hai ucciso un uomo.» «Se farò ritorno alla vostra vita, non cesserò di uccidere. Che cosa serve inviare un appello al presidente perché mi perdoni?» «Sei una criminale. Meriti di morire.» «Tutti dobbiamo morire. E preferisco morire per un crimine commesso da me, piuttosto che morire per un crimine commesso da voi.» E’ durissimo il percorso di Firdaus, un oggetto, un corpo a disposizione dei maschi da usare e sfruttare a proprio piacimento, come figlia e servitrice, come moglie, come prostituta, nessuno si salva, nemmeno l’unico uomo che ama e che la tradirà nel modo peggiore. Non può che essere durissimo quindi il suo giudizio sugli uomini, non ne salva nemmeno uno, con giusta ragione, direi, visto quello che ha vissuto Dico che siete dei criminali, tutti voi: padri, zii, mariti, magnaccia, avvocati, dottori, giornalisti, e uomini di tutte le professioni.» Dissero: «Sei una donna feroce e pericolosa.» «Dico la verità, e la verità è feroce e pericolosa.» Ed è uno shock anche per chi legge, non perché questa storia sveli qualcosa di ignoto, ma per il fatto che costringe a pensare a quante donne nel mondo subiscono la stessa sorte di Firdaus, senza arrivare alla condanna a morte, ma trascorrendo la vita intera in balia dell’ignoranza e alla grettezza maschile che le circonda, come oggetti, peggio di oggetti, ai quali almeno non si chiede nulla Ad ogni movimento continuava a ripetermi la stessa stupida domanda: «Provi piacere?» E io chiudevo gli occhi e dicevo: «Sì.» Ogni volta lui ne gioiva come un povero idiota e ripeteva la domanda, col fiato ansimante. E ogni volta gli davo la stessa risposta, Sì. Ad ogni momento la sua idiozia cresceva e con essa la sua convinzione che le mie rinnovate dichiarazioni di piacere fossero sincere. Ogni volta che dicevo sì, mi sorrideva come un idiota e un momento dopo potevo sentire il peso del suo corpo calarmi addosso ancora più pesantemente di prima. Non potevo più sopportarlo e, mentre era sul punto di ripetermi la stessa stupida domanda, scattai con rabbia: «No!» Un libro scritto nei primi anni 70, Firdaus verrà giustiziata (che brutta parola, cosa c’entra con la giustizia ?) nel 1974. Cosa è cambiato da allora ? Come non provare ancora oggi, la stessa rabbia dell’autrice ? Le strade erano piene di gente indaffarata, piene di giornali, appesi a banchetti di legno, con titoli altisonanti. Ad ogni passo, dovunque andassi, potevo vedere le menzogne, potevo seguire l’ipocrisia all’opera. Schiacciai furiosa il piede sull’acceleratore, come se volessi investire il mondo e distruggere tutto. Ma un attimo dopo, sollevai il piede, frenai bruscamente e l’automobile si fermò.