Bernardo Romizi
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Bernardo Romizi

Reality is just a point of view (P. K. Dick)

May 30, 1981

Perugia, Italy

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Bernardo Romizi
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Finalmente nero su bianco le arringhe dell'Avvocato dell'atomo! Go nuclear!
Cosa ha portato in poco più di due anni una semplice pagina facebook scritta in italiano a diventare la più seguita fonte di divulgazione al mondo sul tema dell'energia nucleare? Luca Romano, fisico teorico, anima e motore de "L'avvocato dell'atomo" ha finalmente messo nero su bianco il suo enorme lavoro di divulgazione che inaspettatamente ha contribuito a far rinascere l'attenzione sul nucleare civile anche in Italia, unico paese al mondo ad aver interrotto un programma nucleare attivo ed efficiente. In questo trattato affronta tutti i luoghi comuni come il falso problema delle scorie, i costi, la sicurezza, le tempistiche e qualsiasi altra critica che da decenni l'Italia muove al nucleare senza però aver mai avuto un contraddittorio, lasciando questo importantissimo campo scientifico alla mercé di associazioni pseudo ambientaliste che hanno saputo soltanto demonizzare una fonte di energia senza mai basarsi sui numeri, sui fatti, sulle evidenze scientifiche. L'Avvocato dell'atomo nasce proprio per questo: per confutare scientificamente tutte le balle dette sull'energia nucleare in Italia negli ultimi decenni ed anche grazie a lui ormai è sempre più difficile trovare chi demonizza nei social l'energia nucleare senza che venga finalmente criticato da tante persone che ogni giorno di più si interessano al tema. Questo libro è certamente di parte ma teniamo a mente due aspetti: 1. Ogni affermazione è sempre corredata di note e fonti scientifiche accreditate. 2. Il nucleare lo si detesta solo quando non lo si conosce e più lo si studia più se ne diventa sostenitore. Vi interessa il tema? Pensate di saperne poco e vorreste capirci un po' di più? Questo è il libro che fa per voi, scritto in modo sempre comprensibile (forse a volte fin troppo ma è questo lo stile della pagina), sempre molto interessante e che scorre via veloce come una reazione di fissione. Sicura, ecologica, affidabile, economica e la più potente fonte di energia che ci possa aiutare nella lotta al cambiamento climatico...go nuclear!
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L'avvocato dell'atomo
by Luca Romano
(*)(*)(*)(*)(*)(2)

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La luna e i falò
by Cesare Pavese
(*)(*)(*)(*)( )(8,849)

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L'avvocato dell'atomo
by Luca Romano
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Una vita romantica, punk e decadente
In questa avventura lunga una vita, Carrere ci racconta un po' di sé e tanto di Limonov, un sognatore, un rivoluzionario, un estremista, per certi versi un punk ante litteram che dall'Ucraina vivrà poi in tanti altri posti e ricoprirà tanti ruoli diversi portandosi dietro un'aura sia tragica che vincente, in una perenne rincorsa di qualcosa che conquisterà solo in parte e mai definitivamente. Non perdiamo neanche un dettaglio, compresi quelli più scabrosi, della vita di questo personaggio che non ha mai conosciuto mezze vie e seppur spesso si sia posto dalla parte sbagliata della storia, almeno in alcune parti tutti noi ci possiamo rivedere in Limonov e nella sua voglia di affermarsi, di contare qualcosa, di essere contro qualcosa per punto fermo. Viviamo con lui le partenze ed i ritorni struggenti, gli amori che si consumano e che tristemente poi giungono al capolinea, l'ebbrezza di arrivare vicini alla cima ma poi scoprire che di questa cima ne siamo solo i maggiordomi. Alla fine una vita avventurosa non può che lasciare in bocca un sapore agrodolce per tutte le sfide che non si riesce a vincere e questo incontenibile Limonov lo sentiamo vicino anche noi che magari non abbiamo vissuto un decimo delle sue peripezie ma grazie a Carrere ci sentiamo un po' tutti rivoluzionari sgangherati. Un uomo solo non cambia la storia ma ne può vivere tantissime di storie. Grazie per questo strampalato viaggio romantico.
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Limonov
by Emmanuel Carrere
(*)(*)(*)(*)(*)(2,913)

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L'impazienza della gioventù
Cento e più anni sono passati dal mondo che descrive Zweig in questo romanzo eppure in un attimo l'autore ci fa sentire tutti tornati ai nostri venticinque anni, questi pochi anni che caratterizzano il protagonista, giovanissimo tenente pieno di timori, energia ed incertezze. In poche righe ci rende partecipi della sua ebbrezza nel partecipare ad un ballo inebriato da musica, incontri e movimento; in pochi capitoli ci rapisce con la forza dell'illusione e poco importa se parliamo di un paese rurale dell'Austria di cento anni fa, noi lettori siamo tutti lì, come se quel mondo fosse il presente, come se il tempo si fosse fermato. Viviamo con i protagonisti il fremito della conoscenza, l'impeto dei nostri sentimenti e bruciamo di amarezza mentre anche noi leggendo capiamo che l'amore non si comanda, che non si ricambia per volontà, che niente ferisce più di una passione non corrisposta, incapace di consumarsi ed esplodere. Ci addentriamo progressivamente nei lati oscuri del sentimento e soffriamo con questi uomini e ragazzi, così meravigliosamente descritti dalla penna di un autore che a quanto pare compensava la sua misoginia nella vita reale con una profonda conoscenza dell'animo umano, di quello maschile e femminile, capace di far comprendere ad ogni lettore la forza e la fragilità di ogni sesso, narrati come due parti complementari dell'amore che dona e toglie allo stesso tempo. Il cuore è impaziente, il cuore è indomabile, il cuore è imprevedibile soprattutto quando immerso nella gioventù ed è forse questo che rende questo libro così intenso, ovvero la capacità di farci sentire giovani e ardenti pagina dopo pagina, con la consapevolezza che finiremo comunque per bruciarci della nostra stessa passione.
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L'impazienza del cuore
by Stefan Zweig
(*)(*)(*)(*)(*)(198)

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Più dimensioni, stessi difetti
Pointlandia, linelandia, flatlandia, spacelandia e che altro più? In questo viaggio a più dimensioni Abbott prende tutte le convinzioni di onnipotenza della società e le "appiattisce" ad un livello inferiore. Avere più lati, e quindi più intelletto e prestigio, rende l'individuo al riparo da bassezze e meschinità? Sarà vero che le donne, rappresentate nella flatlandia da semplici linee, non abbiano altre qualità che l'emotività e ciò che ne deriva? Un racconto di quasi 150 anni fa che non è invecchiato di un giorno e che ci pone davanti alla cruda, e piatta, realtà che sia verso la propria dimensione, quella umana, che nei confronti delle altre dimensioni, ad esempio quella animale o vegetale, l'individuo si muove e giudica attraverso il suo livello di potere, sempre pronto ad aggirare e soggiogare chi si ritiene inferiore e sviluppando invece una sudditanza verso gli individui considerati socialmente superiori. Una sudditanza che diventa poi cieca ottusità quando l'intelletto inizia ad ipotizzare nuove dimensioni che porrebbero in discussione la realtà accettata e gerarchizzata. Così gli individui a una dimensione considerano impossibile l'esistenza di una seconda dimensione, la stessa cosa succede per la terza e così via. Una visione della società e delle sue ipocrisie netta, lineare e senza spigoli. Proprio come piace a noi moderni flatlandesi.
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Flatlandia
by Edwin A. Abbott
(*)(*)(*)(*)( )(3,561)

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Il cielo non ha preferenze
by Erich Maria Remarque
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L'amore della gioventù come una luce tra le macerie
È il terzo libro che leggo di Remarque ed è quindi per me chiaro il suo stile struggente, filosofico e fortemente romantico. Non avessi letto quel meraviglioso capolavoro di "Il cielo non ha preferenze", dove a mio avviso il suo stile tocca l'apice in uno scenario finalmente non di guerra, avrei giudicato forse con una stellina in più questo libro. Al di là di questo appunto anche in questo caso Remarque descrive bene l'insostenibile senso di vuoto che colpisce l'uomo nel momento in cui si ferma a riflettere sul perché della guerra che sta vivendo, che sia al fronte o a casa propria, che sia fisica o emotiva. Attimi di leggerezza sventrati dai boati delle bombe, speranze di tranquillità che bruciano insieme ai tetti delle case e ricordi che affondano e riaffiorano insieme alle città che soccombono inesorabilmente sotto i bombardamenti. Graeber ed Elizabeth sfidano la sorte aggrappandosi alla loro giovinezza ed al loro coraggio, facendo l'amore al suono delle sirene e dimenticandosi, per qualche breve scampolo di tempo, del mondo che impazzisce e che li strappa via dalla vita che avrebbero meritato e desiderato. Remarque prova a raccontare la guerra per l'orrore quale questa è ma evidentemente è così forte in lui l'attrazione per la vita che anche di fronte alle miserie dell'umanità ci scalda il cuore descrivendo due giovani innamorati e la loro struggente voglia di non arrendersi al dolore. Graeber ed Elizabeth, nei miei ricordi resterete sempre abbracciati e dolorosamente innamorati.
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Tempo di vivere, tempo di morire
by Erich Maria Remarque
(*)(*)(*)(*)(*)(310)

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Tempo di vivere, tempo di morire
by Erich Maria Remarque
(*)(*)(*)(*)(*)(310)

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Tempo di vivere, tempo di morire
by Erich Maria Remarque
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by Edwin A. Abbott
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Tempo di vivere, tempo di morire
by Erich Maria Remarque
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La scienza e la sua imprevedibile umanità
Ho letto questo libro di getto senza sapere nulla dell'autore né dell'oggetto del libro stesso. Il risultato è stato un mirabolante viaggio dentro gli intrecci della scienza che ad ogni passaggio ti fanno sbalordire tante sono le casualità e coincidenze che caratterizzano le grandi scoperte. Più ci si addentra nel libro e più ci si rende conto che la fantasia prende il sopravvento sulla realtà ma che dipinge in modo brioso quella che poi è diventata la storia della scienza del Novecento. Il messaggio di fondo che mi ha lasciato è che la natura umana è così complessa e interconnessa che né il grande scienziato né la sua grande scoperta possono essere classificabili e descritti da un solo punto di vista, pensando di poter catalogare una vita e la sua opera sotto una singola chiave di lettura. Scopriamo quindi che grandi scoperte portarono a grandi dolori e che grandi scienziati non erano che semplici uomini con in mano una invenzione inspiegabile dal futuro imprevedibile. Alla fine dei conti anche in questo caso aveva ragione Heisenberg con il suo principio di indeterminazione: se osservi un qualcosa, lo stai già modificando con la tua osservazione. Un principio che evidentemente vale per gli atomi quanto per gli uomini.
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La scienza e la sua imprevedibile umanità
Ho letto questo libro di getto senza sapere nulla dell'autore né dell'oggetto del libro stesso. Il risultato è stato un mirabolante viaggio dentro gli intrecci della scienza che ad ogni passaggio ti fanno sbalordire tante sono le casualità e coincidenze che caratterizzano le grandi scoperte. Più ci si addentra nel libro e più ci si rende conto che la fantasia prende il sopravvento sulla realtà ma che dipinge in modo brioso quella che poi è diventata la storia della scienza del Novecento. Il messaggio di fondo che mi ha lasciato è che la natura umana è così complessa e interconnessa che né il grande scienziato né la sua grande scoperta possono essere classificabili e descritti da un solo punto di vista, pensando di poter catalogare una vita e la sua opera sotto una singola chiave di lettura. Scopriamo quindi che grandi scoperte portarono a grandi dolori e che grandi scienziati non erano che semplici uomini con in mano una invenzione dal futuro imprevedibile. Alla fine dei conti anche in questo caso aveva ragione Heisenberg con il suo principio di indeterminazione: se osservi un qualcosa, lo stai già modificando con la tua osservazione. Un principio che evidentemente vale per gli atomi quanto per gli uomini.
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La macchina del tempo
by Herbert George Wells
(*)(*)(*)(*)( )(1,367)

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La settimana bianca
by Emmanuel Carrere
(*)(*)(*)(*)( )(1,101)

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