Cinematografo
by Mario Soldati
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Un cronista curiosamente sensibile, che ha il gusto della precisione giornalistica e un istinto infallibile per le complicazioni dei sensi e della ragione, va stendendo negli anni, pezzo dopo pezzo, un "romanzo cinematografico": con attori e attrici, vecchi registi, doppiatori, truccatori e tecnici. Un "romanzo" nel quale Soldati, scrittore e cineasta, e attore di se stesso, si mette in scena nella parte di un "amico intervistatore"; di un regista e sceneggiatore, oltre che di uno spettatore cinematografico o "regista-nascosto in mezzo-al pubblico", che tanto ha visto e vissuto, e tanto può raccontare: tra partecipazione e distacco umoresco; tra idiosincrasie, pudori, introspezioni, sentimenti segreti e rivelazioni. «Soldati è uno dei pochi scrittori che vive la sua autobiografia», abbreviava Ennio Flaiano: arriva cioè ad «autenticare la propria finzione», esplicita Domenico Scarpa. Quello che Scarpa qui assembla, scegliendo dalla produzione di Soldati, recuperando e organizzando, è un inedito «romanzo» involontario, preterintenzionale. Uno splendido «libro apocrifo», nel quale «il cinema parla attraverso la scrittura». Salvatore Silvano Nigro

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