101 storie di gatti che non ti hanno mai raccontato
by Lilli Garrone, Monica Cirinnà
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Gli Egizi li chiamavano Myou, per il loro dolce miagolio, e li paragonavano alla Sfinge per la loro natura misteriosa. I Greci li adoravano: Erodoto racconta che quando ne moriva uno, le persone della casa lo piangevano come un membro della famiglia. Gli Etruschi e i Romani li tenevano in casa per uccidere i topi, che già allora si moltiplicavano belli e grossi all'ombra delle città. Sempre apprezzati per la loro indipendenza, dolcezza e astuzia, i gatti conobbero un periodo buio solo nel Medioevo: si diceva che le streghe li scegliessero per le loro trasformazioni. Ecco a voi 101 avventure di ieri e di oggi che delizieranno anche chi non è gatto-dipendente: dal fedele compagno di Lilith, la prima donna, a Vaino, un gatto finlandese che è riuscito a percorrere 800 chilometri per tornare a casa. E poi ci sono gatti illustri, come Socks, inquilino della Casa bianca, e Dina, la bianca gatta di "Alice nel paese delle meraviglie", ma anche gatti sconosciuti che hanno storie magiche o misteriose da svelare. 101 racconti per scoprire e innamorarsi di un animale che adora sonnecchiare e che non va accarezzato contropelo, perché, come ha detto il terribile cardinale Richelieu: «Dio ha creato il gatto perché l'uomo potesse accarezzare una piccola tigre».

Eddygb 's Review

Eddygb Eddygb wrote a review
Scivoloni animalisti
Qualche volta le autrici si staccano dal tono narrativo per esprimere il proprio pensiero animalista, che personalmente non ho condiviso e che non mi ha fatto apprezzare il libro fino in fondo. La selezione è molto carina ed apprezzabile. Discutibili le fonti bibliografiche (in particolare sulla gatta di Augusto). Certi capitoletti sono di tono molto giornalistico e piacevole, altri più narrativi/sentimentali e un po' più pesanti. Ricordo con sommo dispiacere il capitolo su Richelieu nel quale secondo me le autrici sembrano dimostrare una scarsa conoscenza della storia personale del cardinale e di quel periodo: infatti l'affermazione finale dà quest'impressione che mi auguro sia falsa.
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Scivoloni animalisti
Qualche volta le autrici si staccano dal tono narrativo per esprimere il proprio pensiero animalista, che personalmente non ho condiviso e che non mi ha fatto apprezzare il libro fino in fondo. La selezione è molto carina ed apprezzabile. Discutibili le fonti bibliografiche (in particolare sulla gatta di Augusto). Certi capitoletti sono di tono molto giornalistico e piacevole, altri più narrativi/sentimentali e un po' più pesanti. Ricordo con sommo dispiacere il capitolo su Richelieu nel quale secondo me le autrici sembrano dimostrare una scarsa conoscenza della storia personale del cardinale e di quel periodo: infatti l'affermazione finale dà quest'impressione che mi auguro sia falsa.