101 storie sulle Marche che non ti hanno mai raccontato
by Marina Minelli
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C'è chi sostiene che il fascino delle Marche sia soprattutto una questione di paesaggio. Incantevole, multiforme, fatto di dolci colline e di montagne anche aspre, di mare e di vallate verdeggianti, punteggiato di castelli, piccoli borghi, torri, chiese e campanili. Le Marche sono una terra di confine, ricca e rigogliosa, molto ambita e contesa, una terra di fede, meta di pellegrinaggi, una terra lontana, difficile da raggiungere, fuori dalle grandi vie di comunicazione, quindi amata da chi è in cerca di silenzi. Come Sibilla Aleramo, che dei suoi difficili anni a Civitanova parla in uno splendido romanzo, o Maria Anna Bonaparte che da Ancona, invece, voleva solo fuggire. Le 101 storie qui raccolte offrono l'occasione per gettare uno sguardo diverso sulla regione, fra curiosità, leggende, mito, cronaca e storia ufficiale. Conoscerete personaggi che delle Marche si sono perdutamente innamorati, come ad esempio il compositore ungherese Franz Liszt, scoprirete aneddoti, episodi tragici legati alla seconda guerra mondiale, vicende segrete e quasi dimenticate, incontrerete i suoi "figli" famosi, tra cui l'imperatore Federico II, i musicisti Pergolesi, Spontini e Rossini, e poi gli estimatori eccellenti, fra cui i reali inglesi. Insomma, un viaggio nel cuore di una regione che, forse proprio per questa sua etereogenità, è riuscita ad accogliere eventi e uomini così dissimili fra loro.

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pallipalli wrote a review
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C'è un po' di tutto, marchigiani famosi, episodi storici, leggende, borghi, palazzi e castelli, il brodetto e il terremoto del 72... Una piacevole lettura e un po' di sana nostalgia per il posto dove sono nata!
LucaLuca wrote a review
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Una bella novità editoriale dedicata alla nostra regione è il libro 101 storie sulle Marche che non ti hanno mai raccontato di Marina Minelli, edito per i tipi della Newton Compton sul finire del 2012. Il sottotitolo del volume, che definisce l’arte di sorprendere come prodotto tipico marchigiano, rimanda in modo suggestivo al nome Marche, declinato al plurale come ad annunciare al potenziale visitatore una realtà ricca e variegata per vicissitudini storiche e influenze culturali sedimentatesi nel tempo sulle dolci colline e in seno ai borghi, che fanno così da scrigno a secoli di accadimenti talvolta gloriosi e forieri di sviluppi decisivi per le sorti di tutta la penisola. Un patrimonio di vicende e di personaggi di varie epoche che confermano la presenza nell’humus culturale marchigiano di quello spirito di iniziativa e di quella spiccata capacità di valorizzare le risorse di cui si dispone che ai giorni nostri trovano un corrispettivo nella cosiddetta “soft economy”, basata su identità, storia, creatività e qualità, in cui le Marche negli ultimi anni hanno dato dimostrazione di eccellere. Proprio questa economia fondata sul territorio e sulle idee come materia prima preziosa e, al contrario delle altre, inesauribile, trae difatti alimento da un retroterra culturale che enti pubblici, associazioni e studiosi stanno investigando a tutto tondo in ogni sua manifestazione, da quella “nobile” delle Marche dei signori e dei papi a quella “popolana” delle sagre dei prodotti tipici. Il libro della Minelli, che racconta dei duchi di Montefeltro, dei Della Rovere e di Cesare Borgia come dell’origine dei vincisgrassi e della leggenda che lega la Lacrima di Morro d’Alba a Federico Barbarossa, non si riduce tuttavia a un repertorio di curiosità locali raccontate con uno stile piacevole e accattivante che non trascura la precisione e la giusta documentazione, ma offre anche una testimonianza delle qualità di cui i marchigiani hanno dato prova nel corso dei secoli, contribuendo in alcuni casi a rimuovere le incrostazioni di un provincialismo che è stato non solo una realtà effettiva e limitante, ma anche lo stereotipo restrittivo di una regione percepita dal di fuori come marginale e riottosa ad accogliere i fermenti della modernità e del cambiamento. Risultano particolarmente coinvolgenti, tra gli altri, i capitoli dedicati al grande orientalista Giuseppe Tucci, che ha fatto delle Marche, insieme a Matteo Ricci, un ponte verso l’Oriente nel segno dell’apertura, della curiosità e del dialogo, e a Pasquale Rotondi, marchigiano d’adozione in quanto docente dell’Università di Urbino, che salvò gran parte del patrimonio pittorico italiano dal saccheggio nazista nascondendolo tra Sassocorvaro, Carpegna e Urbino; di notevole interesse sono poi le pagine dedicate alla famiglia Della Valle, esempio di alta imprenditorialità emersa dal fecondo terreno della piccola e media azienda, spesso a gestione familiare, che caratterizza le Marche sin dagli anni 70, e quelle sulla figura di Ezio Triccoli, il padre della rinomata scuola di scherma jesina, che apprese i segreti di tale disciplina in un campo di prigionia in Sudafrica durante il secondo conflitto mondiale. Insomma, 101 storie sulla marchigianità utili a chi non conosca l’argomento, ma anche destinate a stupire e a far riflettere chi, abitanti compresi, le Marche pensava già di conoscerle. in senigallianotizie.it/1327333445/circolo-sestante-senigallia-una-bacheca-per-parlare-di-cultura-a-tutto-tondo
Patri&MartiPatri&Marti wrote a review
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Un libro piacevole che scorre che è una bellezza, diviso in piccoli capitoletti, si può leggere un capitolo in qualsiasi momento, senza aver paura di doverti fermare in un punto cruciale. Racconta tutte storie legate alle Marche da duchi e principesse del Medio Evo a personaggi dello spettacolo per finire con i piatti tipici della regione. Davvero interessante.