1984
by George Orwell
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L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

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Tommaso ReinaTommaso Reina wrote a review
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Audiolibro (Audible) Prima esperienza con Orwell e prima grande vera emozionante scoperta. Un libro assolutamente incredibile per fantasia futuristica, grande anticipatore, vero atto d’accusa alla società moderna! Ne avevo sempre e solo sentito parlare, ma le mie aspettative sono state ampiamente ripagate. Il famoso “Grande Fratello” che tutto vede e giudica, la sovrascrittura della storia, dall’appiattimento culturale, con l’impoverimento della lingua e delle emozioni comuni… Chi può dire come sto autore non avesse previsto tanti “cataclismi” peggiorativi dell’umanità? Quasi da palla di vetro … Libro assolutamente sconvolgente, con narrata la peggiore scena di tortura mai immaginata, per chissà quanto mi ricorderò di quei maledetti topi…
BAIL CHANNISBAIL CHANNIS wrote a review
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Potrebbe sembrare pomposo recensire 1984 ma credo sia giusto ognuno manifesti ciò che un romanzo, per quanto famoso e analizzato in ogni modo, gli abbia trasmesso. Letto tanti anni fa credo sia uno dei libri che più abbia segnato la mia vita, il mio modo di pensare e di interpretarla. DIstopia allo stato puro, romanzo scritto magnificamente pur essendo scorrevole ma terribilmente e inesorabilmente triste, lo definirei un libro scritto in bianco e nero, privo di qualsivoglia colore. WInston potrebbe essere chiunque di noi, piccolo ed insignificante ingranaggio di una società che tutto controlla e tutto pianifica, alterando la realtà a proprio piacimento ed utilità. Un ingranaggio che tenterà la sua ribellione in nome dell'amore, una delle storie d'amore più intense e tenere che io abbia letto, pur essendo brevissima(e Julia degli Eurythmics ben la rappresenta). Metafora di tutte le dittature e regimi totalitari che hanno ammorbato il mondo e ancora lo fanno. Per chi volesse sapere da dove deriva Il Grande Fratello invece di credere fosse solo e semplicemente il titolo di un insulso programma televisivo.
Melmoe83Melmoe83 wrote a review
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Ho portato a termine la lettura con fatica. Il libro è molto famoso e per l'epoca era all'avanguardia, ma non mi ha proprio convinto!
JenniaLopezJenniaLopez wrote a review
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good One
A good choice by you
Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
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Spoiler Alert
Giusto per chiarire a me stessa
"Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui". Nella realtà questa non è una recensione ma il tentativo di rispondere alla mia esigenza di focalizzare i contenuti del libro. Siamo nel 1984, a Londra, capitale dell'Oceania , uno dei tre superstati che si sono spartiti il mondo e che sono perennemente in guerra tra di loro. Guerra che nessuno può vincere per la parità di forza e il tacito accordo del non utilizzo delle armi nucleari dopo averne provato in passato la letalità. La vita si svolge in una realtà distopica, in cui ogni aspetto dell'esistenza è controllato in modo continuo e sistematico dal "Big Brother" figura onnipresente e leader massimo del Partito, la cui ideologia conosciuta come Socing governa il paese . In questo mondo gli esseri umani vivono nella più totale solitudine interiore : l'amore non è contemplato, il sesso è finalizzato solo alla riproduzione. Ogni sodalizio tra esseri umani deve essere evitato e, sia all'interno che al di fuori del matrimonio, l'erotismo viene presentato come qualcosa di infimo e degradante. Soprattutto le donne risultano del tutto assoggettate alla convinzione, che gli viene inculcata fin dall'infanzia, per cui castità e lealtà verso il Partito sono la stessa cosa. Questo stesso puritanesimo sessuale produce enormi quantità di energia repressa convogliabile verso la psicosi bellica e verso il culto del capo . Allo stesso modo si è intervenuti sul sentimento tra genitori e figli : non potendo ancora abolire la famiglia la si è trasformata in una perfetta estensione della Psicopolizia, incoraggiando da una parte l'amore genitoriale e dall'altra mettendo i figli contro i genitori insegnando loro a spiarli e a denunciarli nel caso deviassero dall'ortodossia. Migliaia di regole governano ogni attimo di questa esistenza alienata sulla quale l'individuo non ha né controllo né potere ; nemmeno il pensiero può uscire dagli schemi consentiti e il reato più terribile è lo psicocrimine, e la libertà di pensiero, emozione e sentimento sono vittima di una feroce repressione che si estende a tutti i campi. Niente deve essere pensato e sentito diversamente dalla versione ufficiale sostenuta dal Partito. Ogni mezzo è utilizzato per raggiungere questo scopo e fra tutti il più potente è l'uso della neolingua, un mezzo espressivo che non solo intende sostituire la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma che vuole anche rendere impossibile ogni forma di pensiero eliminando completamente tutte le parole con cui possa essere espresso. Altra potentissima arma del Socing e del controllo totale dell'individuo è il "bipensiero" o "controllo della realtà" che consiste nella capacità che ha la persona di cambiare la propria memoria a seconda delle indicazioni dettate dal Partito e soprattutto di applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso : "Dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo." Tramite il "controllo della realtà" il Partito cancella e modifica incessantemente il passato a seconda delle esigenze contingenti del presente, privando l' individuo e la collettività di una base storica con la quale confrontarsi e a cui ancorare la propria memoria : "chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato." è uno degli slogan più importanti del Socing. Il controllo della sfera Sentimentale da parte del Partito svolge un ruolo fondamentale nell'annullamento dell'individuo. Quindi, oltre ad instillare nella popolazione una profonda sensazione di precarietà e diffidenza reciproca incoraggiando la delazione in tutte le sue forme, il Partito si incarica anche di incanalare e irregimentare i sentimenti negativi di rabbia repressa e insoddisfazione generale attraverso l'istituzione di Due Minuti di Odio quotidiani. In questo breve lasso di tempo, in cui la partecipazione di tutti è obbligatoria, viene sempre mostrato come oggetto del disdegno collettivo Goldstein, presunto capo dell'altrettanto presunta organizzazione segreta chiamata "la Confraternita", che cerca di minare la struttura statale ed è ritenuta responsabile di tutti i disagi che affliggono la vita dei cittadini. Ultimo ma non meno importante strumento che permette al Partito di mantenere il controllo su tutta la popolazione è la Guerra, che rappresenta la condizione perenne in cui si trovano i tre superstati. La guerra serve a mantenere in condizione di povertà cronica tutta la popolazione in modo da accentuare le differenze tra i gruppi sociali e da impedire impedire lo sviluppo di un pensiero autonomo e la presa di coscienza dell'inutilità di una minoranza privilegiata. La guerra risolve il problema di far funzionare l'industria senza aumentare la ricchezza generale, da una parte distruggendo tutto ciò che viene prodotto dal lavoro umano e dall'altra esigendo la produzione di qualcosa che non può essere consumato, cioè le armi. Nello stesso tempo la guerra rende accettabile emotivamente questa distruzione dei beni poiché la consapevolezza di essere in costante pericolo e la sensazione di vivere in perenne stato d'assedio in un mondo in cui manca ogni cosa fa sì che la concentrazione di tutto il potere nelle mani di pochi venga vista come condizione indispensabile alla sopravvivenza. Nonostante i tre superstati siano in guerra, in essi le condizioni di vita sono praticamente le stesse ; ai cittadini di ogni stato è però vietato nel modo più assoluto conoscere qualsiasi particolare degli altri : questa conoscenza li porterebbe a scoprire che sono uomini come loro e che sono vittima di una menzogna. Finirebbero così l'odio e l'ipocrisia su cui si basa il loro morale. Allo stesso modo le dottrine su cui si reggono i tre superstati sono molto simili tra loro e i tre sistemi sociali sono assolutamente identici. Ne consegue che non solo non si possono conquistare tra loro ma non ne trarrebbero nemmeno alcun vantaggio. Rimanendo perfettamente isolati ognuno di loro può costituire un mondo a parte in cui è possibile attuare senza alcun ostacolo qualsiasi tipo di aberrazione del pensiero. Questo è il mondo che andiamo a conoscere attraverso le parole di uno dei suoi abitanti : Winston Smith. La sua storia, la storia della sua ribellione e il modo in cui finirà ci terranno incollati al libro dall'inizio alla fine: premendo tasti che ci toccano direttamente ci terrà impegnati in una continua riflessione e ci porterà a pensare con molta chiarezza a cose del mondo in cui viviamo su cui prima potevamo non aver posto attenzione. 
ErTenebraErTenebra wrote a review
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Mea culpa, l'ho letto solo ora per la prima volta. Ci sono decine e decine di ottime recensioni che dicono tutto di questo libro e che lo fanno molto meglio di quanto potrei fare io. Mi limito a scrivere che è un testo potentissimo ancor oggi, in grado di scuotere chiunque. Chi lo ha frettolosamente bollato come noioso non ha probabilmente capito che non è narrativa d'evasione, da leggere per passare il tempo. Recentemente avevo letto sia "Noi" di Zemyatin che "Il mondo nuovo" di Huxley che sapevo essere stati fonte di ispirazione per Orwell, ma qui siamo davvero su altri livelli. Definisce lo standard reale di distopia, termine recentemente un po' troppo abusato per romanzetti young adult di poco conto e non è invecchiato affatto, quantomeno nella traduzione di Manferlotti del 2000 (mi dicono che quella precedente del 1950 fosse di minor qualità). Da leggere almeno una volta nella propria vita.
Valeria IlardiValeria Ilardi wrote a review
Mi aspettavo un romanzo difficile da leggere, invece, nonostante parlasse di temi importanti, è scritto in maniera semplice, con uno stile fluido che ti trascina nella lettura ed è difficile bloccarsi. Questo è sicuramente un aspetto che ho molto apprezzato ma, in verità, ho amato questo libro anche se mi ha lasciato dentro emozioni molto negative: angoscia, paura, rassegnazione, tristezza e incredulità. Sì, perché non è un romanzo facile. Non c'è allegria e anche quel filo di speranza che sembra per un attimo illuminare la trama, si spegne del tutto. In realtà, soprattutto nella terza parte, mi sono sentita soffocare, avevo lo stomaco sottosopra, sconvolto. Pagine e pagine di ripetizioni che descrivono perfettamente il mondo futuro immaginato da Orwell.  Il mondo in cui vive Smith appare cupo e triste. Tutti sono chiamati a vivere allo stesso modo, senza nutrire forti emozioni, come l'amore; sono chiamati ad avere lo stesso pensiero, quello del Grande Fratello, e ad amarlo nonostante tutto. Sembrano quasi come dei non uomini, dei burattini, pronti ad eseguire ciò che viene impartito loro. Dei giocattoli vuoti privi di emozioni, di pensieri, di opinioni personali. Non esistono rapporti. Si compiono atti sessuali solo per procreare. I bambini sono spesso le spie contro i loro genitori. La guerra è perenne, la fame persistente. Insomma, un mondo che sin dalle prime pagine soffoca, fa male, colpisce veramente cuore e stomaco.È un romanzo che si legge facilmente ma anche con la dovuta attenzione a ogni singolo dettaglio. Un romanzo che fa riflettere e che può essere paragonato anche alla nostra realtà. Questi bombardamenti di messaggi fuorvianti, questa volontà di annullare l'individuo, di spegnere i pensieri e le emozioni, è accaduto all'epoca di Orwell (e infatti, da quel che ho letto è un puro attacco a Stalin e Hitler) ma, in un certo senso, succede anche ora. Dittature che impediscono la libertà di stampa e di pensiero ci sono anche ora, credo. Ci sono realtà spregevoli dove non ci si può amare. E... l'ignoranza è il modo più efficace per un governo di imporsi sui cittadini. In fondo chi non legge, chi non si informa, chi non sa, è più orientato a credere alle balle raccontate da un partito. Così come i cittadini del mondo raccontato in 1984. Tutti credono che il Grande Fratello abbia ragione, che sia da amare, che ogni cosa che viene detta e urlata attraverso quei teleschermi sia pura realtà. Non importa se muta ogni volta. Non importa se l'Oceania era in guerra con l'Eurasia e poi con l'Estasia. Se il Grande Fratello dice che è sempre stata in guerra con uno dei due stati, questa è verità. Non è triste tutto ciò? Immensamente triste.
Valeria IlardiValeria Ilardi wrote a review
Mi aspettavo un romanzo difficile da leggere, invece, nonostante parlasse di temi importanti, è scritto in maniera semplice, con uno stile fluido che ti trascina nella lettura ed è difficile bloccarsi. Questo è sicuramente un aspetto che ho molto apprezzato ma, in verità, ho amato questo libro anche se mi ha lasciato dentro emozioni molto negative: angoscia, paura, rassegnazione, tristezza e incredulità. Sì, perché non è un romanzo facile. Non c'è allegria e anche quel filo di speranza che sembra per un attimo illuminare la trama, si spegne del tutto. In realtà, soprattutto nella terza parte, mi sono sentita soffocare, avevo lo stomaco sottosopra, sconvolto. Pagine e pagine di ripetizioni che descrivono perfettamente il mondo futuro immaginato da Orwell.  mondo in cui vive Smith appare cupo e triste. Tutti sono chiamati a vivere allo stesso modo, senza nutrire forti emozioni, come l'amore; sono chiamati ad avere lo stesso pensiero, quello del Grande Fratello, e ad amarlo nonostante tutto. Sembrano quasi come dei non uomini, dei burattini, pronti ad eseguire ciò che viene impartito loro. Dei giocattoli vuoti privi di emozioni, di pensieri, di opinioni personali. Non esistono rapporti. Si compiono atti sessuali solo per procreare. I bambini sono spesso le spie contro i loro genitori. La guerra è perenne, la fame persistente. Insomma, un mondo che sin dalle prime pagine soffoca, fa male, colpisce veramente cuore e stomaco.È un romanzo che si legge facilmente ma anche con la dovuta attenzione a ogni singolo dettaglio. Un romanzo che fa riflettere e che può essere paragonato anche alla nostra realtà. Questi bombardamenti di messaggi fuorvianti, questa volontà di annullare l'individuo, di spegnere i pensieri e le emozioni, è accaduto all'epoca di Orwell (e infatti, da quel che ho letto è un puro attacco a Stalin e Hitler) ma, in un certo senso, succede anche ora. Dittature che impediscono la libertà di stampa e di pensiero ci sono anche ora, credo. Ci sono realtà spregevoli dove non ci si può amare. E... l'ignoranza è il modo più efficace per un governo di imporsi sui cittadini. In fondo chi non legge, chi non si informa, chi non sa, è più orientato a credere alle balle raccontate da un partito. Così come i cittadini del mondo raccontato in 1984. Tutti credono che il Grande Fratello abbia ragione, che sia da amare, che ogni cosa che viene detta e urlata attraverso quei teleschermi sia pura realtà. Non importa se muta ogni volta. Non importa se l'Oceania era in guerra con l'Eurasia e poi con l'Estasia. Se il Grande Fratello dice che è sempre stata in guerra con uno dei due stati, questa è verità. Non è triste tutto ciò? Immensamente triste.
ChiattivaChiattiva wrote a review
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A proposito della stanza 101: "La cosa che c'è nella stanza 101 è la cosa peggiore del mondo. (...) La cosa peggiore del mondo varia da individuo a individuo. Può essere venir seppelliti vivi, essere arsi, o affogati, o impalati, o un'infinità di altre morti. Ci sono casi in cui è una cosa assai più modesta, nemmeno fatale, di per se" e "la sofferenza non è mai sufficiente. Ci sono casi in cui una creatura umana resiste al dolore anche in punto di morte. Ma per ognuno c'è sempre qualcosa d'insopportabile... un qualche cosa del quale non si può sostenere la vista. Il coraggio e la paura non c'entrano per nulla. Se si sta precipitando dall'alto non è vigliaccheria afferrare una fune. Se si viene a galla da profondità marine, non è vigliaccheria riempirsi i polmoni d'aria. È soltanto un istinto cui non si può distinguere".   Non mi perdo nei dettagli di trama e metafore, ché l'avete letto tutti, questo classico per eccellenza, ma, se non lo avete fatto (shame on you!), ecco alcuni motivi per cui DOVETE LEGGERLO. Perché capirete che: * Orwell è il padre delle distopie e "1984", quindi, il capostipite del genere. * Una delle scene più importanti di "Infinite Jest" è tratta da questo romanzo. * "V per vendetta" è bellissimo, per carità, ma è COPIATO da qui, secondo me...
Maurizio GMaurizio G wrote a review
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L'incubo del Potere
1984 di George Orwell è un libro straordinario, di quelli da leggere una volta nella vita (io l’ho fatto a 65 anni, meglio tardi che mai), non tanto e non solo per il suo intrinseco valore letterario, quanto soprattutto perché, preconizzando con apprensione e visionario realismo uno scenario catastrofico per l’umanità, porta il focus su un aspetto oggi dato per scontato, ossia quale irrinunciabile dono sia la libertà per l’individuo. In Occidente, malgrado le innumerevoli imperfezioni e iniquità della Società umana che siamo stati capaci di costruire, ne godiamo al punto di aver dimenticato quanto siano costate tali conquiste alle generazioni che ci hanno preceduto. Oggi, checché ne dica perfino qualche raffinato intellettuale radical chic, siamo talmente liberi che c’è gente padrona di manifestare opinioni contro ogni evidenza e perfino di contestare la natura democratica delle istituzioni — le stesse che le consentono di esprimerle. Sia pure in modo lacunoso, il principio di Voltaire si è fatto realtà. 1984 è dunque una lettura altamente consigliata a tutti i cospirazionisti, i terrapiattisti, i “no vax” che riempiono (scarsamente) certe attuali piazze di protesta contro un non meglio identificato Sistema e urlano per sembrare di più, come un gatto si inarca per apparire più grande a un cane che lo punta. Se non si identificheranno empaticamente nel personaggio di Winston Smith e nella sua resistenza a oltranza, se 1984 non diverrà la loro Bibbia, o peggio il loro Mein Kampf, se è rimasta in essi anche una sola sinapsi di senso critico, si può ancora sperare che venga loro qualche dubbio sulle verità talora inverosimili che propugnano, sul loro concetto di libertà deformabile al punto di invadere quella del vicino e, chissà, potrebbero perfino arrivare a credere che chi ha messo loro in testa simili idee è un Big Brother malauguratamente uscito dalla favola distopica di George Orwell e materializzatosi nel Terzo Millennio. Perché un’espressione come “Dittatura Sanitaria” potrebbe benissimo far parte della Neolingua di 1984! È appunto il 1984, ma Winston Smith non ne è sicuro, e ciò è strano solo in apparenza. Il Tempo è un’entità vaga, il Passato emendato da una continua damnatio memoriae. Quel che è certo è che Londra è solo una provincia di Pista 1 (un tempo l’Inghilterra) che a sua volta fa parte della superpotenza Oceania, in guerra da decenni con la rivale Eurasia e alleata con la terza superpotenza, l’Estasia. La stessa guerra è qualcosa di vago, di evanescente e quasi onirico, e nel tempo gli schieramenti cambiano di continuo. La vera guerra è quella del Regime contro la popolazione assoggettata. Lo Stato-Partito dove regna il Grande Fratello — figura totemica, forse virtuale, puramente simbolica — è un Regime assoluto, il Totalitarismo come non si è mai realizzato in nessuna parte del mondo. I “teleschermi” trasmettono e riprendono in continuazione, anche dentro le case, vi si annidano a volte come microspie. Il poster del GF ti guarda ovunque tu sia: quanta somiglianza con le immagini ciclopiche di Hitler, Stalin e Mao, fino a quelle più recenti di Saddam o di Kim Yong-Un. Se Franz Kafka aveva messo sotto la propria lente l’individuo schiacciato da una Macchina cieca, da una burocrazia elefantiaca e ormai fuori del controllo di una Società totalmente disumanizzata, Orwell ha restituito la vista a questa Macchina e dato un nome a tutti i suoi manovratori. Ha creato minuziosamente un’intera Nomenclatura e un nuovo Lessico. E se Josef K. resta spaesato davanti all’azione inesorabile dell’ingranaggio mostruoso che lo fagocita, fino all’esito finale del Processo, Winston Smith si sente piuttosto braccato nella sua volontà di difendere quel briciolo di umanità che gli resta e che il Partito non prevede nei suoi Statuti, anzi ha il preciso intento di annientare. Ma Winston difende disperatamente questo nucleo di libero pensiero, e lo farà finché potrà. «L'eredità umana non si perpetua cercando ascolto ma rimanendo lucidi». Tuttavia le sue certezze sono sempre labili, in bilico e la realtà — le cui regole attuali conosce fin troppo bene — gli appare a volte talmente liquida da lasciarsi spesso scappare, a proposito di un evento che gli capita: «ammesso che fosse accaduto veramente». È l’effetto del controllo totale del pensiero, dell’annientamento del passato, della sua costante e reiterata falsificazione. «Si sentiva come se stesse vagando nelle profondità dei fondali marini, perduto in un mondo mostruoso dove il mostro era proprio lui. Era solo. Il passato era morto. Il futuro inimmaginabile. Che certezze aveva di non essere l’unico essere umano dalla sua stessa parte?» Winston Smith è il protagonista di un Truman Show rovesciato, dove è lui il solo a sapere, a non aver perso la memoria di una dimensione autenticamente umana. Si sente sempre più accerchiato. Un suo collega fa parte del Comitato che si occupa di aggiornare continuamente il Dizionario della Neolingua. In che rapporto è la Neolingua con l’Archeolingua (l’inglese)? Non è soltanto una sorta di versione stenografata, è molto di più. Ogni anno, migliaia di parole vengono “uccise”, emendate, espunte perché considerate inutili o dannose, alla stregua dei presunti eterodossi, gli oppositori del Regime. Ridurre il lessico significa restringere il campo del pensiero e delle coscienze. Ortodossia… che altro vuol dire se non “giusta opinione”, Pensiero Unico? La delazione è il principale strumento di questa progressiva “purificazione” dell’individuo forgiato a immagine del Partito. Chiunque abbia un briciolo di paura la teme, soltanto gli idioti vivono in pace, finché qualcuno non noterà in essi qualcosa di strano, un semplice tic, o un modo troppo entusiasta di parlare dei successi del Partito, e l’idiota finirà vaporizzato. Di che si occupa Smith nel suo Ministero dell’Abbondanza? (Ossia, per opposizione, della Penuria, come il Ministero della Pace si occupa della Guerra e quell’Amore dell’Odio.) Di falsificare retroattivamente notizie errate, tipicamente previsioni non azzeccate dal GF. Basta fare un errata corrige al quotidiano o alla rivista che ha pubblicato la notizia e distruggere le copie vecchie. Grazie a questa infallibilità postuma e posticcia, ogni discorso del GF è Verbo e Legge. Come in ogni Regime liberticida fermamente intenzionato a perpetuarsi, il lavaggio del cervello inizia dai bambini. «Vogliamo andare alle impiccagioni! Vogliamo andare alle impiccagioni!» ripetono entusiasti i due figli della vicina di casa. Winston legge del furore nei loro occhi. Non è per gioco se lo trattano da traditore, da eterodosso: se fossero più grandi, lo colpirebbero a sangue con armi vere e senza pensarci un secondo, ne è convinto. Sono già degli invasati ortodossi, con le loro giovani anime la politica di lavaggio del cervello ha avuto vita facile. Ancora qualche anno e denunceranno i genitori. Winston sa di rischiare moltissimo, sa che prima o poi si tradirà e una spia lo accuserà. Ciò nonostante inizia a compiere una trasgressione che potrà essergli fatale: scrive un diario — sintomo di pensiero indipendente. Vi annota le proprie sensazioni di persona dalla coscienza non ancora del tutto spenta, ripercorre un’avventura un po’ sordida con una prostituta anziana (nel Regime il sesso è una pratica vietata come tutte quelle non direttamente asservite alla procreazione di futuri Compagni) come l’ultima occasione avuta di soddisfare il desiderio del corpo di una donna. Ma una compagna, Julia, una che lui aveva temuto essere una spia, un giorno gli fa scivolare tra le mani un biglietto con le parole TI AMO. Sarà complicatissimo riuscire a incontrarsi in un bosco sperduto a decine di chilometri dalla città, ma ci riusciranno e faranno l’amore, e Winston capirà di non essere più solo. «Il loro abbraccio era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico.» Se il diario è il passaggio dal pensiero segreto alla sua permanenza, in un Regime che fa dell’impermanenza delle emozioni e dei ricordi il suo strumento principale, la scoperta di una dimensione collettiva della memoria e della coscienza portano al salto maggiore: quello verso l’azione in clandestinità, l’affiliazione alla cosiddetta Fratellanza guidata da Goldstein, il nemico del GF, grazie all’intermediazione di O’Brien, il compagno dietro cui Winston aveva da tempo sospettato un eterodosso come lui. La Fratellanza predica un messianismo simile alla dittatura del proletariato marxiana, con i prolet (l’85% della popolazione che è fuori del Partito e ne è schiava) che distruggeranno il Regime. Ma non sarà così. Nulla è come appare nello Stato-Partito e O’Brien si rivela ben altro, l’aguzzino e il manipolatore supremo della coscienza irriducibile di Winston. Goldstein è l’invenzione dell’eterno antagonista che serve al partito per vincere. Senza un nemico non c’è vittoria. La sua teoria del potere del potere è quanto mai attuale, in fondo perché eterna. Il pensiero di questo oligarca è schopenhaueriano. « La realtà esiste solo dentro la testa». La sua escatologia sociale è delirante e, forse, visto il latente pessimismo che la ispira, volutamente autodistruttiva: «Abbiamo spezzato i legami tra figlio e genitore, tra uomo e uomo, tra uomo e donna. Nel futuro non ci saranno mogli o amici. I bambini verranno allontanati dalle madri alla nascita, così come si portano via le uova a una gallina. L’istinto sessuale verrà represso. La procreazione sarà una formalità annuale come il rinnovo di una carta annonaria. Aboliremo l’orgasmo. I nostri neurologi sono al lavoro. Non esisterà la lealtà, se non quella per il Partito. Non esisterà l’amore, tranne l’amore per il Grande Fratello. Non esisteranno risate, tranne quelle di trionfo dopo aver sconfitto un nemico. Saranno banditi arte, letteratura e scienza. Quando saremo onnipotenti la scienza non ci servirà più.» Che sarà dell’ostinato essere pensante Winston Smith e di Julia, lo racconta la parte finale del romanzo. Per i lettori di oggi, 1984 non è più una parabola anti-messianica e apocalittica sulle sorti dell’umanità affidate a un Potere destinato a un’eterna autoreferenzialità, riluttante a riformare le proprie regole in senso democratico e solidaristico, in una parola sociale, ma resta un’allegoria vigorosa (come lo fu quattro anni prima La fattoria degli animali) della deriva possibile di un consesso umano che ha smarrito la via dell’autoconservazione seguita per millenni, che ha rotto il patto con la Natura che lo ha visto prosperare, che insomma non ha più il controllo del treno che sfreccia verso un futuro, per usare un eufemismo, assai problematico. Se come anticipatore della Scienza Orwell non è stato profeta (nel 1984 c’è ancora la posta pneumatica, niente computer ecc.), sotto il profilo della Fantapolitica non si può non ammirare l’ingegno delle trovate di questo romanzo. I tre slogan del Grande Fratello, i Due minuti di Odio, la Polizia del Pensiero, i paradossali nomi dei Ministeri, gli psicoreati, la politica sessuofoba e via di seguito. Tutto è così straniante che al lettore pare di vivere l’alienazione del personaggio principale. Il teleschermo che riceve e trasmette è la cosa più orwelliana e non ci fa più effetto, ma nel ’48 era un’invenzione geniale. La Distopia di Orwell è solidamente costruita su fondamenta solo apparentemente immaginarie: dietro ci sono pulsioni presenti in qualunque società umana di ogni tempo che sia stata fondata sull’abolizione delle libertà dell’individuo. Orwell era un socialista democratico. Aveva combattuto il fascismo in Spagna nel ’36. Aveva visto quale immane scempio avessero causato nel Vecchio Continente i regimi totalitari, li aveva visti sorgere e tramontare, salvo quello sovietico, di cui restò acceso nemico fino alla prematura morte avvenuta nel 1950, a soli 47 anni. Ma il totalitarismo (che dichiari un’appartenenza di destra o di sinistra) usa gli stessi paradigmi, le stesse tecniche ormai rodate. Se oggi, nel 2022, potessimo vivere una sola settimana da comuni cittadini a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, probabilmente respireremmo un’atmosfera non molto dissimile da quella di 1984. Il suo romanzo visionario resta, a mio avviso, soprattutto un sonoro campanello d’allarme, un’appassionata invettiva contro ogni oligarchia, quale che sia la forma statuale in cui sceglie di esprimersi e di perpetuarsi.