Joyleg by Avram Davidson, Ward Moore
Joyleg by Avram Davidson, Ward Moore

Joyleg

Galassia 140
by Avram Davidson, Ward Moore

Translated by Riccardo Valla, Gaetano Luigi Staffilano, Jacket design or artwork by Fulvia Levi Bianchi
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Description
Ward Moore e Avram Davidson non costituiscono una delle coppie fisse della
fantascienza: in realtà questo ‘Joyleg’ è l’unica opera che hanno scritto insieme. Eppure i
due autori hanno molte caratteristiche in comune: entrambi fanno parte di quella
generazione di fantascientisti che ha incominciato a scrivere all’inizio degli anni ‘50;
entrambi sono scrittori che puntano soprattutto alla qualità e che alle azioni e alle
avventure violente preferiscono la ricostruzione degli ambienti e dei caratteri; tutt’e due
hanno raccolto le lodi della critica, ma tutt’e due hanno una produzione piuttosto esigua,
e per questo è facile dimenticarli quando si fa la rassegna dei grandi della fantascienza.
Dei due, Avram Davidson è quello che conta più opere al suo attivo, soprattutto racconti.
stato per diversi anni direttore della rivista ‘Fantasy and Science Fiction,’ è un
personaggio dalla cultura enciclopedica al pari di Asimov e de Camp, è un ottimo critico, e
alcuni suoi celebri racconti sono stati pubblicati anche in Italia su Galaxy: ‘La bicicletta
da corsa rossa,’ ‘La società degli Indiani di legno’. La sua più recente opera, ‘The Phoenix
and the Mirror’ è stata molto apprezzata per la perfetta ricostruzione della Roma classica
in chiave fantastica: un mondo magico e semistorico, virgiliano ma visto con gli occhi della
leggenda medievale. L’altro autore, Ward Moore, è soprattutto noto per ‘Lot’, per qualche
racconto come ‘La misura dell’uomo’, e per il romanzo ‘Anniversario fatale’, in cui
compariva la descrizione di come sarebbero oggi gli Stati Uniti se il Sud avesse vinto la
Guerra di Secessione. Nell’uno e nell’altro autore troviamo lo stesso gusto per la ricerca
erudita sul passato, lo stesso piacere di riscriverlo a propria discrezione, e dall’unione di
questa loro caratteristica è nato ‘Joyleg’, storia di un viaggio nel tempo compiuto con il
mezzo più laborioso. Ma più che un romanzo, ‘Joyleg’ è una rappresentazione comica e un
poco pazza, in cui troviamo beffa, satira e commedia di costume: a folly, come lo
definiscono gli stessi autori. Lo scenario è una sottoamerica contemporanea in cui
affluiscono parlamentari e senatori, plenipotenziari e grandi figure del passato, con il
passo di una sceneggiatura teatrale. Non la solita America delle commedie
cinematografiche, e neanche l’America della critica violenta contro le istituzioni, ma
un’America minore, intermedia tra le due, composta in parti uguali di personaggi che
rammentano il Simak migliore e di personaggi che sembrano tratti dalla Dogpatch dei
fumetti di Al Capp, che collabora a fornirei un gustoso ritratto delle straordinarie
differenze che intercorrono tra la storia e la politica quali sono davvero e quali ci giungono
attraverso il filtro delle cronache e delle ricostruzioni.
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