Agostino
by Moravia Alberto
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Quando nel 1944 Alberto Moravia tornò a Roma, al seguito delle truppe alleate, era praticamente un autore che ricominciava, anzi cominciava in quello stesso momento. Il romanzo breve Agostino fu il capolavoro che gli consentì di conquistare i riconoscimenti della critica e del pubblico. Agostino è la storia di un’iniziazione sessuale. Da una parte, un ragazzo di tredici anni che è ancora un bambino; dall’altra la madre, vedova, ma ancora fiorente e desiderosa di vivere. Durante una vacanza al mare i rapporti tra il figlio e la madre si guastano, si corrompono d’inquietudine. Per il ragazzo sarà necessario approdare a un’autentica crisi, una lacerazione che gli consentirà di ripartire poi a ricomporre il mondo, a farsi una ragione della vita. Con Agostino, ritorno alla narrativa vera e propria dopo evasioni e sfoghi surrealisti e satirici, Moravia conquistò il suo primo premio letterario.

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Thomas P.Thomas P. wrote a review
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Centoquaranta pagine bellissime...
La grandezza di uno scrittore si misura anche nella capacità di condensare un piccolo grande universo in poche pagine. Moravia con quest'opera ne dà prova, e la conferma che si è dinanzi ad un libro intramontabile si ha (piccoli particolari a parte) quando vengono descritti i litorali marini senza pomposi impianti audio, discoteche e hotel, e la vicenda sembra comunque ambientata al giorno d'oggi.
Silvia Silvia wrote a review
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Il pantano emotivo madre-figlio
Agostino ha tredici anni ed una madre vedova, seducente e inafferrabile, con la quale passa un'estate al mare. Agostino è benestante e l'estate dei suoi tredici anni coincide con la scoperta di una sessualità- adombrata, mai agita- che ha i tratti di una palude vischiosa e laida, alla quale continua a tornare nonostante nelle parole di Moravia appaia come una bestia antropofaga destinata a distruggerlo. Agostino ha tredici anni e conosce dei ragazzi (tanto, tanto simili a quelli 'di vita' di pasoliniana memoria) che gli insegnano lo scherno, la violenza e la frode. E' un romanzo la cui qualità di scrittura appare straordinaria: mi sono sentita sprofondare all'interno di un lessico che avvolge e soffoca per parlare dei sentimenti confusi e ossessivi di un adolescente, per riemergerne poi, alla fine, assetata d'aria pura. L'ossessione verso la donna- la Madre, archetipo castrante e osannato nel contempo- talora mi ha disturbato ma, nella sezione finale, mi ha anche sedotto nelle spire di un sentimento che non conosco, ma la cui forza cieca l'autore ha descritto benissimo.
ToninoTonino wrote a review
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Non mi ha entusiasmato, l'ho trovato un po' datato.
MingamarcoMingamarco wrote a review
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Niente è più crudele della paura di entrare nel mondo dei grandi. Niente è più crudele degli adolescenti a loro volta terrorizzati ma che fanno finta di essere già diventati grandi. Niente è più crudele che doverli imitare per cercare di passare queste colonne d’Ercole. L’iniziazione sessuale di Agostino e il taglio del cordone ombelicale materno sono fatti di un dolore spesso e silenzioso raggrumato sotto un sole agostano...anzi Agostino!!
CcrissCcriss wrote a review
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E' la storia di un'iniziazione alla vita adulta malriuscita e squallida come probabilmente è spesso stata quella degli uomini di qualche generazione fa. Spero che le cose siano migliorate dato che questo libro mi appare così datato per il soggetto e le atmosfere. La bella prosa introspettiva di Moravia ingentilisce la vicenda ma non abbastanza, e, alla fine, il libro, che era l'unico dello scrittore che avessi apprezzato in passato, mi è invece risultato non del tutto gradito per i temi. Particolarmente fastidioso l'uso di un termine che a mio parere andrebbe cambiato proprio per rispetto dell'autore: usare nero o moro invece di altro svecchierebbe il testo e lo renderebbe più accettabile anche ai nostri tempi.
Andrea FamàAndrea Famà wrote a review
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una scoperta non-scoperta
Degli episodi che vive il protagonista colpisce la franchezza e la semplicità della narrazione, con la quale riesce ad esprimere sensazioni, sentimenti ed episodi che, con poche parole e molta naturalezza, arrivano efficacemente al lettore. Una parentesi, quella estiva di parecchi decenni fa del protagonista, che racconta i conflitti di un giovanissimo che vuole sentirsi grande ma che ancora non lo è.
Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Sulla corruzione dell’innocenza. Splendido libro, splendidamente scritto -certo, Agostino ha una voce irrealisticamente matura per i suoi tredici anni, ma pazienza- in cui il diafano e luminoso microcosmo estivo costituito da Agostino e la madre viene sporcato e sconvolto da personaggi esterni: il giovane pretendente della madre, i ragazzi del bagno Vespucci ed il Saro. Oscuro il primo, contro la luce tersa della Versilia, grotteschi i secondi, se non nell’aspetto nei comportamenti, deforme addirittura il terzo. Il rapporto di Agostino con la madre è reso magistralmente, non mi meraviglia che lo si sia in qualche modo nobilitato accostandolo ad un edipico complesso -legittimazione scientifica o mitologica che sia. In questa edizione, cosa comune d’altra parte, ho fatto la buona scelta di leggere l’introduzione alla fine e non ad “introdurre”, dal momento che come molte “grandi” introduzioni anche in questa il colpo di genio ha imposto al suo autore di riportare, e non una sola volta, addirittura le importanti righe conclusive del racconto. Ora, forse io ho il feticismo delle ultime righe, ma sviscerare i contenuti di quanto si deve ancora leggere, senza dare al lettore autonomia, andando fino alla fine del testo, non è presunzione? Presunzione di una conoscenza del libro che, è presumibile pensare, qualcuno può tenere in mano per la prima volta?
Mauro MarconiMauro Marconi wrote a review
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Se pensate di portarvi al mare questo famosissimo romanzo di Moravia come lettura rilassante, “da spiaggia” per l’appunto, vi consiglio di rinunciare: vi rovinereste la vacanza. La storia, breve ma inusualmente intensa, della scoperta dell’erotismo da parte di un adolescente ingenuo, ma neanche troppo, è un po’ la sintesi degli ideali artistici dello scrittore romano. C’è la borghesia annoiata e sessualmente disinibita (la giovane e piacente mamma da poco vedova); il proletariato diffidente eppure attratto dalle lusinghe dei piaceri proibiti (la combriccola di ragazzini ‘devoti’ al pederasta); il disvelamento, sempre amaro, della realtà che mette in fuga sogni ed illusioni (l’irraggiungibile iniziazione nel bordello ‘segreto’). Moravia, come sempre, ha uno sguardo spietato sul mondo, sulla società nel suo insieme. Non accusa nessuno in particolare – non c’è falso moralismo in nessuna delle sue opere, questo gli va riconosciuto – ma tutti sembrano avere qualcosa da farsi perdonare. In una civiltà moderna sostanzialmente corrotta (prima ancora che lo urlasse Pasolini), dove tutto è merce oppure mercificabile, non c’è posto per i sentimenti autentici, men che meno per una visione consolatoria dell’esistenza (i personaggi di Moravia sono tutti irriducibilmente agnostici). Velleitario farsi illusioni: nel profondo di ciascuno di noi albergano demoni che solo la conoscenza della autentica natura umana ci permette – e non sempre, e non del tutto – di tenere a freno. E uno dei mezzi per conoscersi è la letteratura, suggerisce Moravia. Buona lettura e buona meditazione.
Laura MarottaLaura Marotta wrote a review
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Audiolibro al link: raiplayradio.it/playlist/2017/12/Agostino-06ed9c9f-ba68-4ccb-b528-00dbe01fca57.html La voce di Alba Rohrwacher fa la differenza.
GennaroGennaro wrote a review
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Durante un'estate degli anni quaranta, sulle coste della Versilia, il piccolo Agostino, ad un passo dall'adolescenza, intraprende una serie di esperienze che lo porteranno a scoprire la realtà di un mondo adulto dal quale si è sentito finora escluso. Ha soltanto tredici anni quando comincia a manifestare una gelosia filiale nei confronti di sua madre, una vedova avvenente ancora nel fiore della giovinezza, coinvolta in una relazione con un uomo conosciuto in vacanza. Agostino si anima di una tacita fierezza quando le sta accanto, orgoglioso e consapevole del fascino che quel volto materno è ancora capace di emanare. L'incanto quasi epico di questa immagine eterea, amata e ammirata con puerile innocenza, si infrange quando comprende, poco per volta, che sua madre non è più quel grembo di affetto in cui aveva trovato esclusive attenzioni e premure, ma una donna desiderosa di vivere, pienamente, le proprie passioni. Pronto a evadere dalla sofferta presa di coscienza, dal turbamento, dall'oscuro senso di estraneità percepito, Agostino si unisce a un gruppo di compagni di bassa estrazione sociale e da questa rude, scabra frequentazione apprende, con un misto di curiosità e ribrezzo, molte cose che gli faranno guardare con occhi diversi la realtà circostante. Un romanzo breve, intenso, in cui Moravia racconta con delicatezza l'esordio e i primi passi di una maturazione, la conoscenza del reale attraverso dolorose consapevolezze.