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Cristiana VillaniCristiana Villani wrote a review
Impossibile dare un giudizio su in libro che precede il trattato di filosofia "Così parlò Zarathustra" simbolo di un'epoca. Interessante leggere l'accostamento e la spiegazione filosofica della musica di Wagner. Raccapricciante il ruolo destinato alle donne.
carlo albertocarlo alberto wrote a review
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ost1
KoluberKoluber wrote a review
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L'ooberman filosofa col martello. E che colpi!
AndreaAndrea wrote a review
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Lettura abbastanza conflittuale.
Nietzsche provoca in me troppi pensieri tra loro contrastanti: se vi sono presenti diverse perle di saggezza, o comunque provocazioni ironiche che fanno riflettere e riescono ad essere accattivanti, dall'altra parte alcuni degli aforismi mi lasciano troppo perplesso perché temo di fraintenderli. Per tali ragioni, non discuterò oltre questo volume: la lettura è davvero eterogenea, e Nietzsche è un pensatore fin troppo sopra le righe per essere davvero d'accordo con ogni sua singola parola. Leggetelo con molto senso critico e qualcosa saprete sicuramente trarne.
Jacobass2006Jacobass2006 wrote a review
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Filosofia del ...
... sottosuolo, ma superficie e profondità non hanno confine esatto e l'una è parte dell' altra e sfumano una nell'altra. Spesso in una voluta contraddizione con se stesso , porta avanti in questo scritto Dionisiaco ed in forma aforistica i suoi concetti, tutti intorno alla sua Volontà di potenza che non sempre risulta chiarissima, almeno per me. A solo titolo esemplificativo cito, a supporto della contorsione che avviluppa il lettore, un passo sull' abusato " Io penso" - quindi sarei - che viene magistralmente irriso e demolito : Per quanto riguarda la superstizione dei logici, non mi stancherò di sottolineare un piccolo, breve dato di fatto, che viene ammesso mal volentieri da questi superstiziosi, cioè che un pensiero viene quando " lui " lo vuole, e non quando "io" voglio; cosicché dire: il soggetto "io" e condizione del predicato " penso", è una falsificazione dello stato dei fatti," Esso pensa". Ma che questo" esso" sia proprio quel vecchio famoso " io" è, per dirla con indulgenza, solo una supposizione, e soprattutto non è affatto una " certezza immediata". Forse che questo spingere l'Uomo sempre oltre possa avere contribuito, qualche decina di anni dopo, alla definizione di una dottrina nazionalsocialista è una cosa che penso io, ma se mi sbaglio potrebbe essere stata lei a pensare me ( vedi sopra ) e per cui sono a posto. 🤔
NovacaineNovacaine wrote a review
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Pensavo di trovarmi di fronte una lettura ostica e invece il libro è stato abbastanza scorrevole, Nietzsche si capire ed è anche molto ironico nell'esprimere le sue valutazioni, cosa che da una parte alleggerisce, dall'altra richiede più attenzione nella lettura. Per quanto riguarda il suo pensiero, condivido moltissime cose con questo grande libero pensatore e meno altre, ma lascia molto e molto da riflettere, da rileggere sicuramente.
MokajuniorsMokajuniors wrote a review
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Traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto. Il testo non è sicuramente facile da leggere e l'argomentazione spesso oscura e difficile da seguire. Vale comunque la pena di superare questi passaggi per trovare delle verità dure e crude che colpiscono come acqua gelida in faccia.
AngeloAngelo wrote a review
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“Ora ride il mondo, l’orrendo sipario si squarcia, è giunto il giorno delle nozze per la luce e le tenebre…”
Nice che dice boh? Nice che dice boh boh? Non poteva finire altrimenti, da quando questa canzone entrò nelle mie orecchie attraverso Zucchero “Sugar” Fornaciari, con un signor Nice che all’epoca non conoscevo assolutamente… Scherzo naturalmente, in verità qualcosa credo di avere capito del pensiero nicciano. Non voglio e, soprattutto, non posso passare per un esperto di filosofia, mancano i fondamenti, ma Nice scrive in maniera chiara e diretta e con un po’ di buona volontà qualcosa si riesce a recepire di quello che espone in questo libro che qualcuno dice rappresenti una cesura con un certo modo precedente di pensare. Il suo pensiero si snoda attraverso una severa e drastica condanna delle religioni, e del cristianesimo in particolare che ritiene responsabile dell’annichilimento delle masse con le sue costrizioni, argomento questo a cui dedica ampi e severi passaggi, per continuare con ficcanti osservazioni, per non dire spernacchiamenti, su altri filosofi colpevoli di gabellare verità troppo assolutistiche in un quadro generale che, secondo lui, offriva ben poche certezze. Non per questo si propone lui stesso, con il suo pensiero, come faro illuminante di una filosofia all’epoca troppo decentrata dai problemi attuali; al contrario, il suo obiettivo è quello di mettere in discussione il futuro del pensiero umano creando i presupposti o il preludio, come dice nel sottotitolo del suo libro, “per una filosofia dell’avvenire”. Avrò effettivamente capito qualcosa del pensiero nicciano? Lo spero, anche perché la lettura è stata bella difficilotta, e devo candidamente confessare che qualche volta mi sono allegramente perso in qualcuna delle escursioni filosofiche, pur nella estrema chiarezza dei concetti espressi. Resta inteso comunque che ci riproverò senz’altro… Link della canzone di Zucchero youtube.com/watch?v=M4apUpLQRl0 Un libro come questo è chiaramente e letteralmente zeppo di frasi celebri, aforismi e passaggi significativi, ne riporterò solo uno esplicativo per il pensiero nicciano sulla religione: “La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, autoumiliazione. C'è della crudeltà e un atteggiamento religioso fenicio in questa fede che è richiesta da una coscienza infrollita, multiforme e dai molti vizi: il suo presupposto è che la sottomissione provoca un dolore indescrivibile, che l'intero passato e tutte quante le consuetudini di un tale spirito recalcitrano a questo absurdissimum, sotto la forma del quale la "fede" gli si approssima.”
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"Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andar d’accordo con molti." (p. 48) "Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te." (p. 79) "Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi." (p. 81)
HolmesHolmes wrote a review
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Misogino a livelli leghisti, qua e là regala qualche perla di saggezza in un mare di autoesaltazione e deliri di onnipotenza.