Austerlitz
by W G Sebald, Winfried Georg Sebald
(*)(*)(*)(*)(*)(769)
Austerlitz, the internationally acclaimed masterpiece by “one of the most gripping writers imaginable” (The New York Review of Books), is the story of a man’s search for the answer to his life’s central riddle. A small child when he comes to England on a Kindertransport in the summer of 1939, one Jacques Aus-terlitz is told nothing of his real family by the Welsh Methodist minister and his wife who raise him. When he is a much older man, fleeting memories return to him, and obeying an instinct he only dimly understands, he follows their trail back to the world he left behind a half century before. There, faced with the void at the heart of twentieth-century Europe, he struggles to rescue his heritage from oblivion.

Amymon's Review

AmymonAmymon wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un manuale per gli appassionati di architettura
Non capisco perché la gente lo ritenga un capolavoro; come non ho capito il commento di Pietro Citati, che, entusiasta del libro, lo definisce uno dei pochissimi capolavori degli ultimi decenni, mi sembra che dica.
Io, personalmente, stavo per mollare il libro alla cinquantesima pagina perché cominciavo a credere che si trattasse di un libro di architettura, poi è iniziata un po' di narrativa, ma non capisco proprio perché Austerlitz racconti tutti i dettagli di quello che vede (soprattutto edifici), cioè lo potrei capire dal momento che è uno studioso di architettura, ma se stai raccontando la tua storia a un conoscente in un bar (come nel suo caso) perché non raccontargli la storia e basta invece di perdersi in divagazioni assolutamente inconsistenti su quanto era grigio un edificio? E soprattutto come fa a ricordarsi tutto (davvero un mucchio di roba) così precisamente a distanza di tanti anni?
Devo ammettere che l'ho abbandonato a pagina 286, solo 29 pagine prima della fine, perché non ce la facevo davvero più e avevo Oltre il Confine ad aspettarmi sul comodino.
Tuttavia non penso si sarebbe riscattato nel finale. Purtroppo la narrativa, la trama sono rimaste decisamente in secondo piano, se non in terzo, per dare spazio a lunghe descrizioni interminabili che mi hanno fatto ammalare la voglia di leggerlo.
Ammetto anche che ci sono alcune immagini molto belle ma per il resto l'ho trovato veramente noioso, non classificabile come romanzo.

AmymonAmymon wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un manuale per gli appassionati di architettura
Non capisco perché la gente lo ritenga un capolavoro; come non ho capito il commento di Pietro Citati, che, entusiasta del libro, lo definisce uno dei pochissimi capolavori degli ultimi decenni, mi sembra che dica.
Io, personalmente, stavo per mollare il libro alla cinquantesima pagina perché cominciavo a credere che si trattasse di un libro di architettura, poi è iniziata un po' di narrativa, ma non capisco proprio perché Austerlitz racconti tutti i dettagli di quello che vede (soprattutto edifici), cioè lo potrei capire dal momento che è uno studioso di architettura, ma se stai raccontando la tua storia a un conoscente in un bar (come nel suo caso) perché non raccontargli la storia e basta invece di perdersi in divagazioni assolutamente inconsistenti su quanto era grigio un edificio? E soprattutto come fa a ricordarsi tutto (davvero un mucchio di roba) così precisamente a distanza di tanti anni?
Devo ammettere che l'ho abbandonato a pagina 286, solo 29 pagine prima della fine, perché non ce la facevo davvero più e avevo Oltre il Confine ad aspettarmi sul comodino.
Tuttavia non penso si sarebbe riscattato nel finale. Purtroppo la narrativa, la trama sono rimaste decisamente in secondo piano, se non in terzo, per dare spazio a lunghe descrizioni interminabili che mi hanno fatto ammalare la voglia di leggerlo.
Ammetto anche che ci sono alcune immagini molto belle ma per il resto l'ho trovato veramente noioso, non classificabile come romanzo.