Ballata dell'usignolo e del serpente
by Suzanne Collins
(*)(*)(*)(*)( )(272)
È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Mary P_Stark's Review

Mary P_StarkMary P_Stark wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert

Per quanto io possa apprezzare la scrittura della Collins, la storia non è neppure lontanamente appassionante come la Trilogia degli Hunger Games.

E' sicuramente interessante scoprire come si sia arrivati ai "giochi", come Coriolanus Snow sia divenuto l'uomo che poi avrebbe preso le redini di Panem con piglio autoritario e dittatoriale, ma alcune scene sono davvero "fanservice".

L'odio gratuito verso le ghiandaie imitatrici, oserei dire al primo "cinguettio", è veramente messo lì ad arte, così come nominare l'erba saetta, o katniss, senza un vero e proprio motivo.

Alcune cose sono state inserite proprio per strizzare l'occhio ai fan di Katniss Everdeen, come se il racconto non potesse reggersi sulle proprie gambe, senza questi accenni alla storia di Kat e Peeta.

Altra pecca, a mio dire, è stata la totale scomparsa di personaggi come Tigris o i compagni di classe di Coriolanus, durante la terza parte del libro (il Pacificatore), che avrebbero meritato un po' di attenzione in più, visti gli eventi terribili degli Hunger Games.

La forzatura più grande, però, avviene nel finale, quando i Plinth, in pratica, adottano Coriolanus dopo la morte di Seianus, neanche fosse un pezzo del puzzle intercambiabile.

In definitiva, una lettura esplorativa e abbastanza esaustiva, per quel che riguarda la storia di Panem, ma non propriamente riuscita dal punti di vista della trama, che risente troppo del "fanservice" e di escamotage quasi senza senso (vedi, per l'appunto, l'adozione dei Plinth)

Mary P_StarkMary P_Stark wrote a review
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Spoiler Alert

Per quanto io possa apprezzare la scrittura della Collins, la storia non è neppure lontanamente appassionante come la Trilogia degli Hunger Games.

E' sicuramente interessante scoprire come si sia arrivati ai "giochi", come Coriolanus Snow sia divenuto l'uomo che poi avrebbe preso le redini di Panem con piglio autoritario e dittatoriale, ma alcune scene sono davvero "fanservice".

L'odio gratuito verso le ghiandaie imitatrici, oserei dire al primo "cinguettio", è veramente messo lì ad arte, così come nominare l'erba saetta, o katniss, senza un vero e proprio motivo.

Alcune cose sono state inserite proprio per strizzare l'occhio ai fan di Katniss Everdeen, come se il racconto non potesse reggersi sulle proprie gambe, senza questi accenni alla storia di Kat e Peeta.

Altra pecca, a mio dire, è stata la totale scomparsa di personaggi come Tigris o i compagni di classe di Coriolanus, durante la terza parte del libro (il Pacificatore), che avrebbero meritato un po' di attenzione in più, visti gli eventi terribili degli Hunger Games.

La forzatura più grande, però, avviene nel finale, quando i Plinth, in pratica, adottano Coriolanus dopo la morte di Seianus, neanche fosse un pezzo del puzzle intercambiabile.

In definitiva, una lettura esplorativa e abbastanza esaustiva, per quel che riguarda la storia di Panem, ma non propriamente riuscita dal punti di vista della trama, che risente troppo del "fanservice" e di escamotage quasi senza senso (vedi, per l'appunto, l'adozione dei Plinth)