Bartleby, lo scrivano - Benito Cereno
by Herman Melville
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La varietà delle esperienze e l'acuta percezione delle realtà storiche, la profondità del dramma morale che egli visse e la grandiosità fantastica, la complessità psicologica, la ricchezza epica con cui lo mise in scena, fanno di Melville uno dei protagonisti della letteratura moderna. Potenti raffigurazioni dei dilemmi dinanzi a cui dovrebbe fermarsi ogni umano giudizio, "Bartleby" e "Benito Cereno" sono racconti incentrati su figure quotidiane, antieroiche, che rivelano un disinteresse sempre più profondo per l'avventura: per questi esseri frustrati, inerti dinanzi al "muro" della realtà, la maturità è silenzio.

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Massimo Magon Massimo Magon wrote a review
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Bartleby è un copista che viene assunto da un avvocato di Wall Street, Benito Cereno il capitano della nave che viene soccorsa da Amasa Delano. La frenetica New York e i pericolosi mari magellanici sono i luoghi agli antipodi che ben rappresentano la vita e la letteratura di Melville: il mare dove il commercio significa anche libertà, la città dove il commercio significa anche schiavitù. Bartleby e Berito Cereno prestano il nome a questi due racconti uniti in un unico volume, ma ne sono i protagonisti solo in coabitazione con i due personaggi apparentemente secondari coi quali entrano in relazione, l'avvocato che assume il primo e il capitano che soccorre il secondo. Questi ultimi, poiché i racconti si svolgono attraverso il loro sguardo, sono l'occhio di Melville e servono all'autore per rappresentare i mutevoli effetti che l'eccentricità dello scrivano solitario e del capitano in disgrazia producono su di loro. Bartleby è un uomo silenzioso dedito al suo incarico, ordinario in confronto ai suoi colleghi nevrotici, ma, poco alla volta, quella che inizialmente appariva come riservatezza si rivela essere profonda solitudine: Bartleby infatti, oltre a non svelare il suo nome e il suo passato, oltre a non avere amici né famiglia, non ha nemmeno una casa, per questo trascorre così tanto tempo in ufficio, dove si è insediato giorno e notte. "Preferirei di no", le celebri parole con le quali rifiuta ogni invito dell'avvocato a occuparsi di faccende lavorative diverse dall'attività di copista, ma anche di abbandonare l'ufficio per trasferirsi altrove, sono ben altro che semplice disobbedienza, rivelano in profondità la condizione dell'uomo moderno. Il capitano Benito Cereno appare malato, fisicamente e mentalmente esaurito dalla disavventura di una navigazione impervia che ha decimato il suo equipaggio: il suo carico di schiavi neri affolla il ponte di una nave diroccata in balia delle correnti, senza più acqua né cibo né vele, il suo comando è impotente e a ben vedere inutile. Eppure rifiuta gli aiuti ripetuti che il capitano Amasa Delano gli offre. Questi, da buon uomo americano, tutto azione e decisioni, resta allibito di fronte alla prostrazione e all'incertezza esibite da don Cereno, spagnolo decadente in balia di misteriosi pensieri impenetrabili che ne rendono incomprensibile il comportamento. Davanti a Bartleby e a Benito Cereno, davanti a questi due uomini così vicini alla follia e accomunati dal medesimo destino, l'avvocato e capitan Delano, prima di giungere alla verità, oscillano tra pietà e rabbia, empatia ed egosmso, fiducia e sospetto, senza mai essere certi della decisione da prendere, di cosa possa essere giusto e cosa sbagliato. Quasi racconto satirico uno (Bartleby), quasi racconto del terrore l'altro (Benito Cereno): da un lato l'evidenza di ciò che è superficiale e visibilmente ridicolo, dall'altro l'ambiguità e il mistero di ciò che è profondo e sconosciuto. Due facce che ognuno di noi sempre incontra nel prossimo: per Melville la soluzione sta nella ferocia e nella pietà compresenti nella Bibbia, tra le quali nemmeno Dio sa scegliere. "Fino a tal punto possono cadere in errore perfino gli uomini migliori nel giudicare la condotta di chi gli rimane sconosciuto nei recessi del cuore. Ma voi siete stato costretto e in tempo avete scoperto l'inganno. Fosse sempre così, in tutti e due i sensi, e con tutti gli uomini".
DragovalDragoval wrote a review
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LunaLuna wrote a review
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Preferirei di no.
Simo16Simo16 wrote a review
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Bartleby incarna una condizione esistenziale di rinuncia e di faticosa e rassegnata sopravvivenza,incatenato vivo nella Wall Street degli affari e della finanza. Il suo fermo e gentile “preferirei di no” mi è entrato in testa e,come un incantesimo,mi ha trasmesso tutto il suo distacco dalla vita comunemente intesa. In Benito Cereno la verità si presenta in tante forme diverse, schermata ora dall’alternarsi degli stati d’animo, dai pregiudizi, dall’incapacità di giudizio, in un gioco di illusioni che sembra quasi Pirandello. “Aveva cercato di rompere un incantesimo soltanto per ripiombare in un nuovo incantesimo. Si trovava nell’immenso mare, eppure gli sembrava di essere nel cuore di una terra lontana, prigioniero in un castello deserto,lasciato a fissare un parco vuoto e a scrutare sentieri vaghi, non percorsi mai da carri o viandanti”.
Teta45Teta45 wrote a review
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Riletto, la bellezza di sempre.
PaperorossoPaperorosso wrote a review
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Bartleby e Benito, due racconti dissonanti, belli di una bellezza del tutto diversa. Il primo, esistenzialista ante litteram, tutto giocato in interni, negli uffici asfittici e polverosi di una Wall Street ottocentesca, cercando di decifrare la mente di uno scalcagnato copista, remissivo quanto disperatamente cocciuto nel preferire di punto in bianco di non piu' vivere (e incrinare l'ordine costituito), l'altro ambientato negli spazi immensi e potenzialmente letali dell'oceano, su navi che racchiudono segreti e ambiguita' che solo il caso a volte permette di svelare.
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Anche questo era un libro da leggere per le vacanze di Natale, e stavolta mi è piaciuto un pelo di più (nella mia classe si sono addirittura create due fazioni per decidere quale dei due libri era il migliore - anzi, forse il meno peggio): Bartleby ha suscitato in me simpatia e tenerezza fin dal primo momento, ma anche ammirazione per come riesce a rifiutare tutto ciò che gli viene proposto con assoluta calma e compostezza, con il suo ormai celebre "Preferirei di no" che è capace di spiazzare chiunque. Non va sicuramente letto alla leggera per essere compreso: anzi, nonostante l'abbia già analizzato più volte, la personalità del nostro Bartleby è tuttora un mistero. Niente male, quindi.
Mic ScaMic Sca wrote a review
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2 bei racconti
non semplicissimi da leggere in lingua originale
AlessandroBeriaAlessandroBeria wrote a review
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OLTRE IL SENSO DELL'AZIONE, OVVERO "BARTLEBY, LO SCRIVANO"
Di fronte alla scelta di recensire "Bartleby, lo scrivano", di H. Melville, ho pensato: "Preferirei di no". Questo non per retorica, ma perché ricordare il racconto di Bertleby è angosciante: rende tristi. La tristezza è motivata dallo s-conforto, cioé dall'assenza di una qualsiasi modalità umana di integrazione di chi ha deciso, con dolce pre- e de-ferenza, di assentarsi dal mondo umano, per ragioni a tutti oscure e, delle quali, l'ipotesi presentata alla fine del racconto, potrebbe essere soltanto una razionalizzazione del nulla creata dal narratore, o da noi lettori. Bartleby non è ri(con)ducibile a nessuna logica: ha travalicato l'esser(ci) nel mondo, per, in questo, posarsi, declinando ogni impegno e segnalandone la nullità intrinseca, attraverso il tenue "Preferirei di no". Il 'no' è netto, seppure addolcito e rispettoso. E rende ancora più intensa la negazione dell'azione dell'anti-eroe melvilliano. Anzi, più che di anti-eroe, che, in quanto tale, pur 'fa' qualcosa nei termini di un proprio, discutibile o meno, disegno nel mondo, Bartleby si colloca oltre le categorie dell'eroe; si colloca tra i "morti in vita" di Samuel Taylor Coleridge (cfr. "The Rime of the Ancient Mariner"), tra coloro che si fanno incubatori degli incubi del mondo moderno (il sottotitolo del racconto è "Una storia di Wall Street"...), proiettandolo nelle loro menti e non lasciandone trapelare che un senso di orrore e di paura, non definibile e, quindi, non dicibile dall'uomo "di mondo" (il narratore di Wall Street), che, seppure perspicace e, quindi, conscio della presenza di un "mondo altro" dentro lo scrivano, non potrà far altro che, alla fine, cessare di sondarlo, per tenere ferma la ragione che tutto regge, che rende partecipi all'umano e, senza la quale, 'è preferibile' non vivere.
ZefiroZefiro wrote a review
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Spoiler Alert
Racconto veloce da leggere, ma poi a lungo continui a pensare a quel modesto impiegato, che improvvisamente decide di isolarsi dal mondo ed osservare un muro al di là della vetrata dell'ufficio. "Preferisco di no", tutto quel che sa dire. E mi vien da pensare alla novella "Il treno ha fischiato" di Pirandello, scritta decenni dopo, sul dramma moderno della solitudine, del lavoro meccanico, del risveglio della coscienza...