Bartleby lo scrivano
by Herman Melville
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"Bartleby lo scrivano", apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue "Lezioni americane"), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (per esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da "Moby Dick" a "Bartleby" e un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.

_chiarapanda_'s Quotes

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Per un attimo rimasi in piedi come quel tizio che, pipa in bocca, era stato ucciso tanto tempo prima in Virginia da un fulmine, in un terso pomeriggio d'estate. Alla sua finestra, aperta e tiepida, era stato ucciso e lì era rimasto, affacciato nel languido pomeriggio, finché qualcuno, toccandolo, non lo aveva fatto cadere.
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Per un attimo rimasi in piedi come quel tizio che, pipa in bocca, era stato ucciso tanto tempo prima in Virginia da un fulmine, in un terso pomeriggio d'estate. Alla sua finestra, aperta e tiepida, era stato ucciso e lì era rimasto, affacciato nel languido pomeriggio, finché qualcuno, toccandolo, non lo aveva fatto cadere.