Bianco, rosso e Veronelli
by Luigi Veronelli, Pablo Echaurren
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Sosteneva Luigi Veronelli che il vino è il canto d'amore della terra verso il cielo e i vini non si dividono in buoni e cattivi, ma tra quelli che danno gioia oppure no. Fu lui a scoprire e segnalare vini e cibi, e adesso il vino è diventato come il prezzemolo che entra dappertutto, nelle televisioni, nei giornali, nei ristoranti, passando per super e iper-mercati. Se ne parla molto a sproposito, per esibizionismo, per stupire, per fare affari e speculazioni. Veronelli, con la complicità di Pablo Echaurren, settimana dopo settimana dalle pagine della rivista "Carta" - ha parlato di vino e di cibo per divertirsi, per provocare, per scoprire, per segnalare. Le pagine di quel dialogo sono qui raccolte fino all'ultima prima della sua scomparsa.

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etnagiganteetnagigante wrote a review
Può risultare ostico leggere di fila il botta e risposta che il Maestro anarchico Luigi Veronelli e il discepolo giocatore linguista Pablo Echaurren hanno tenuto sulla rivista Carta, soprattutto se non si condividono le scelte enogastronomiche più che ideologiche del primo o mal si regge la ricercatezza dell'affabulazione spinta oltre i limiti del calembour del secondo. Di certo si fa guerra armati di bicchieri e posate contro l'omologazione del gusto e si incita il lettore, per sua natura anche costretto a cibarsi e bere a svegliarsi. Le posizioni ideologiche che vengono fuori in questo libro sono subito chiare e risultano così lineari e semplici da non poter far altro che condividerle. Si attacca a spron battuto qualunque uniformità del gusto e nonostante i discorsi tendano spesso al mondo enologico si va anche alla ricerca di sapori (ma anche mestieri radicati nel territorio), citando i pregi delle Denominazioni Comunali o alcuni ristoranti fuori dalle guide ufficiali dove ancora si cucina pensando al palato e non alle stelline da esibire. Un buon libro, buono nel senso del gusto.