Candido - ­Zadig - ­Micromega - L'ingenuo
by Voltaire
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I romanzi di Voltaire sono accomunati da un filo conduttore: quello di un processo di formazione del protagonista che si compie attraverso molteplici esperienze, prima fra tutte quella della diversità. Tutti gli eroi di Voltaire sono grandi viaggiatori, per necessità o per curiosità, e tutti sono disponibili all'osservazione etnologica e alle discussioni filosofiche, politiche o metafisiche. Quest'esperienza suscita la riflessione: ciò che di cui all'inizio si era sicuri non appare più certo, cadono alcune preclusioni, gli orizzonti si allargano, il giudizio si fa più duttile e complesso, si afferma l'idea della relatività di ogni norma e giudizio e lo scetticismo, morale e metafisico, sostituisce il dogmatismo iniziale.

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Patty Patty wrote a review
È una storia talmente vecchia da sembrare nuova di zecca. (insomma, si deve pur tentare di vivere)
In Vestfalia c'è un castello dove abita un giovane con l'intelletto abbastanza solido, e il più ingenuo cuore del mondo: non per niente si chiama Candido. Il castello appartiene a un potente barone, padre della bella Cunegonda. Candido e Cunegonda, prendono lezioni da Pangloss insegnante di “metafisico-teologo-cosmologo-scempiologia”. Un bel giorno Candido, paga caro un attimo di felicità e da qui cominciano le sue avventure. Per ogni paese che tocca, per ogni persona che incontra, si domanda: ma il nostro non doveva essere "il migliore dei mondi possibili"? come diceva Pangloss. Difficile trovare una storia più divertente per quando i nostri guai sembrano i peggiori del mondo, e mi pare impossibile che non si sia punto curiosi di scoprire l'Eldorado, di leggere la storia della vecchia con una natica sola, di entrare a Parigi con Candido, di conoscere Cacambo, Martino e molti altri personaggi. Consiglierei vivamente questa lettura in quanto, secondo me, non è certo di quelle che fan " morir di sonno". (rilettura di Candido)
Account deletedAnonymous wrote a review
La spiegazione del tutto [una pagina bianca]
"La nostra esistenza è un punto, la nostra durata è un istante, il nostro globo un attimo". [Micromega, II] se le cose stanno così, perché pulire la muffa che si forma in bagno - nella doccia? Perché? perché? a che pro?
AngebetAngebet wrote a review
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Ingredienti: quattro brevi romanzi di formazione di giovani alla scoperta del mondo, tanti viaggi e incontri ai confini della realtà, esperienze di vita che cambiano le idee di origine, una lotta continua contro pregiudizi, convenzioni e verità imposte. Consigliato: a chi sa di non vivere nel migliore dei mondi possibili, a chi osserva il mondo con gli occhi della ragione senza il paraocchi della fede.
PanPan wrote a review
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Questi quattro piccoli romanzi di Voltaire rientrano in un filone più grande tipicamente illuministico che consiste nella lotta sia contro l'antropocentrismo che contro l'ottimismo leibniziano. I temi erano tanto cari a tutti gli illuministi che tutti, in un qualche modo, tentarono di confutare e/o sbeffeggiare tali credenze. Voltaire, in queste quattro opere, si scaglia contro Leibniz con la tecnica che sarà poi fatta propria dal Marchese de Sade, ossia il creare un personaggio assolutamente "ingenuo" e buono, incapace di comprendere i meccanismi della realtà umana (come Justine) e che, quindi, finisce sempre per rimanere sbigottito da come si mettono gli eventi, senza avere d'altronde la capacità di imparare dall'esperienza per il futuro - altrimenti il tutto terminerebbe in un solo capitolo. Le avventure in cui queste buon'anime finisco - generalmente nolenti - sono parossistiche ed anche parodistiche, di chiaro retaggio rabelaisiano. Voltaire è caustico, forse non tanto quanto nel Dizionario Filosofico, ma comunque in un modo molto divertente e coraggioso, ma finisce con l'essere piuttosto monotono più relativamente alla forma che alla sostanza, difatti sebbene sia le ambientazioni che i personaggi che le avventure siano sempre innovative, si sa già dove idealmente si andrà a parare. Leggermente diverso è il racconto di Micromega, che sebbene sia il più corto è anche il più divertente ed il più ricco di immaginazione.
alessia marancaalessia maranca wrote a review
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Non si può essere ottimisti senza la giusta dose di realismo, senza rintracciare cioè, ab origine, ciascun limite umano ed accettare come la maggior parte di essi rimarranno in eterno insormontabili. E’ da qui che può, e deve, partire la storia dell’essere umano volta in ogni momento verso il progresso individuale e sociale, che per essere perseguito necessita l’utilizzo della ragione a scapito delle passioni. Esse, infatti, non fanno altro che appannare l’immagine che ogni individuo crea di sé stesso, deprimendo e distorcendo in tal modo gli sforzi che si compiono continuamente nella ricerca di sé stessi e della propria storia, al di là di credenze religiose e di illusorie superstizioni. Lettura sempre più attuale e irrinunciabile per chi sa di non poter rinunciare ad utilizzare la testa e i propri pensieri come veicolo indistruttibile di evoluzione storica e di progresso personale. 10
ZapruderZapruder wrote a review
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Grande, immenso, insuperabile Candido. Il libro nel quale sempre più volentieri mi rifugio. Compagno fedele da tantissimi anni... facebook.com/pages/Senatore-Pococurante/46176112091
AspaAspa wrote a review
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“Ah, Pangloss, Pangloss! Martino, Martino mio! O cara Cunegonda! Che razza di mondo è mai questo?” “È una pazza e abominevole cosa, in verità” – rispondeva Martino”. (Voltaire, “Candido”, cap. XXIII). “Tutto va bene” ripete continuamente l'ingenuo Pangloss, ma Voltaire sa che ci sono molti che si servono di queste formule ottimistiche per mantenere le cose come stanno, perché hanno tutto l' interesse a far sì che il mondo continui ad andare male per gli altri e bene per loro. E' soprattutto contro costoro che si rivolge la feroce satira di Voltaire : contro i costumi corrotti del clero e delle classi parassitarie, contro l' intolleranza ed il fanatismo religioso, contro le ingiustizie della società, contro i soprusi dei più forti. Una delle opere più interessanti di questo libro è "Candido", in cui si narrano con tono ironico e arguto le vicende di un giovane, del suo maestro Pangloss, un filosofo inguaribilmente ottimista, e della baronessina Cunegonda: i tre fanno praticamente il giro del mondo, sempre perseguitati da disgrazie e sciagure, ora divisi, ora riuniti; più volte creduti morti, ricompaiono poi sempre in scena e riferiscono di essersi salvati grazie a circostanze impreviste e del tutto inverosimili. Ma non è la trama il maggior pregio dell'opera bensì lo spirito con cui è condotta. Le vicende di Candido offrono a Voltaire il pretesto per attaccare tutti i pregiudizi del secolo mostrandone la fondamentale stoltezza. La vicenda si snoda secondo il ritmo velocissimo di un balletto buffo: i personaggi assomigliano più che a persone, a marionette.Nonostante siano passati quasi trecento anni dalla stesura dell'opera, resta un componimento attualissimo. La morale a cui giungono infine i protagonisti è che per ottenere qualcosa che desideriamo "dobbiamo coltivare il nostro giardino" e direi che al giorno d’oggi non c'è nulla di più vero: bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare!
IluveIluve wrote a review
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Contro le illusioni
Prima o poi bisogna crescere
Patrizia59Patrizia59 wrote a review
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Determinato assertore della ragione e della scienza, nemico giurato della superstizione e dell'ignoranza, Voltaire con la sua graffiante ironia, riesce a rendere attraverso i personaggi dei quattro splendidi racconti che compongono l'opera, tutta l'assurdità, la cattiveria, la violenza, la prepotenza esercitata dalle classi privilegiate sulle più umili e ignoranti e tra uomini e donne assetati/e di potere e prevaricazione. L'ingenuo Candido, il saggio Zadig, il gigante siriano Micromega, novelli Gulliver, viaggiano e affrontano tutta una serie di peripezie che palesano sempre più ai loro occhi, l'invidia per il più fortunato o saggio, la voglia di prevaricazione tra gli esseri umani, la loro smisurata presunzione rispetto alle altre creatura, grandi e piccole, dell'universo, l'iniquità delle leggi quando per tutelare gli interessi di pochi si fa leva su superstizioni e ignoranza, la pretestuosità e l'assurdità di tante guerre e rivalità. Chiare alcune soluzioni narrative alla "Swift", come il paese di El Dorado visitato da Candido che ricorda i fantastici paesi visitati da Gulliver, e la controversia dell'entrata nella moschea con il piede destro o il piede sinistro, risolta infine da Zadig, che ricorda l'annosa e irresolubile guerra fraticida tra quelli della punta stretta e quelli della punta larga, e quelli dal tacco alto e dal tacco basso nel paese di Lilliput. Infine l'ingenuo, un Urone che capita in Bretagna e viene adottato e convertito da una comunità cattolica. Quindi la religione e il mondo visti da questo ragazzo, intelligentissimo, che privo dei filtri di una educazione convenzionale giudica con severità e sincerità scevra da ogni condizionamento il mondo intorno a se, pretende il rispetto della Bibbia, finisce alla Bastiglia. Quattro storie avvincenti e avventurose, profonde, talvolta tenere e romantiche, mai noiose e che si fanno leggere tutte d'un fiato, un linguaggio scorrevole intriso di umorismo e sferzante ironia, fanno di questo libro una deliziosa perla che consiglierei ad ogni sorta di lettore.
LucaLuca wrote a review
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Francois-Marie Arouet, alias Voltaire, era indubbiamente uno scrittore moderno: mentre gli autori nostrani si dedicavano ancora ad amenità arcaiche e si dilettavano con idiozie manieristiche egli scriveva dell'uomo pensante non più ammanettato da ideologie dogmatiche, con dissacrante ironia parlava della necessaria disillusione dagli idealismi ottimistici leibniziani e dalle false credenze, in primis da un cristianesimo ritualistico e formale. Ognuno dei quattro racconti contenuti in quest'opera analizza (criticando, derideno o esaltando) una figura diversa, promuovendo i principi del movimento illuminista: l'ingenuo ottimista che maturerà un disilluso spirito critico (Candido), il virtuoso che attraversa mille avversità verso un finale felice (Zadig), il selvaggio che non riesce a comprendere la società "civilizzata", moralmente ben più selvaggia della sua (l'Ingenuo), l'essere superiore, allegoria del pensatore illuminista (Micromegas). Probabilmente l'apice della letteratura settecentesca, non tanto per la forma quanto per lo stile originale ed i contenuti tremendamente importanti, allora come adesso.