Canzoniere
by Francesco Petrarca
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Il Canzoniere di Francesco Petrarca è uno dei capolavori della poesia di tutti i tempi, rappresentando la linfa vitale per tutta la storia letteraria dell'occidente. L'antologia propone una sostanziosa scelta di rime capaci ancora oggi di parlarci con immutata, universale intensità. Lettura interpretata di Claudio Carini.

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ivresseivresse wrote a review
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Veggio 'l meglio et al peggior m'appiglio
Fedele compagno di un'annata di concorso, questa bella (e enorme) edizione del Canzoniere mi ha permesso di scoprire realmente Petrarca e la sua poesia. Lasciando da parte i luoghi comuni da liceo, mi sono ritrovato di fronte ad un'anima dalla sincerità disarmante (il paragone sembrerà strano, blasfemo ma per me siamo ai livelli del Malaparte più autobiografico) che, a dispetto della perfezione della forma, si mette a nudo in tutta la sua contraddittorietà, svelando l'ossimoro che è l'esistenza.
carlo albertocarlo alberto wrote a review
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ErcoleErcole wrote a review
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Storia di un amore tormentato.
Il Canzoniere di Francesco Petrarca è un opera poetica tra le più grandi che siano mai state scritte seconda solo alla Divina Commedia. L'analisi del suo io più profondo ci racconta di un amore impossibile ,incerto ,frenato dalla passione. L'impedimento all'amore e altre tematiche straordinarie rendono il Canzoniere un opera di caratura universale che fanno dell'Italia il paese per antonomasia della poesia . L'edizione Bur ritengo sia la migliore in commercio e come tutti i più grandi libri da collocare nella propria libreria in un posto privilegiato.
Mr PolloMr Pollo wrote a review
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«...l'amore in Petrarca. Era Petrarca innamorato, quando scriveva d'amore? Il problema è assolutamente irrilevante. Forse Laura non è mai esistita, è una invenzione filologica. Ma l'amore in Petrarca esiste come chiave di lettura, come centro retorico, come nucleo mentale attorno al quale si è organizzata una delle prodigiose macchine linguistiche della letteratura. Si può dire che l'amore petrarchesco, vero o falso che fosse, poteva agire solo se nel testo letterario diventava una “fictio”, una invenzione, una illuminazione puramente mentale, insomma una suprema figura retorica, qualcosa di cui non è possibile dire se sia “vero” o “falso”» diceva Manganelli. Ed è esattamente questo che ci si deve aspettare dalla letteratura.
A.A. wrote a review
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LXX
Che parlo? o dove sono? e chi m'inganna altri ch'io stesso e 'l desiar soverchio? Già s' 'i trascorro il ciel di cerchio in cerchio, nessun pianeta a pianger mi condanna; se mortal velo il mio veder appanna, che colpa è de le stelle o de le cose belle?
talulahtalulah wrote a review
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Letto integralmente per capire meglio un saggio portato all'esame. È perfetto, un romanzo autobiografico/diario in versi, colto e lirico insieme. Non ho mai capito perché quelle liriche sparse qua e là di argomento politico, ma va bene....
Account deletedAnonymous wrote a review
Me Medesmo Meco: e poi?
Dopo la lettura di Andrea Scanzi, ho deciso di passare all'opera di un altro autore che, sebbene qualche secolo prima, trova i suoi natali nella città d'Arezzo. Non è famoso quanto Andrea, il Petrarca, ma poco ci manca. Di certo, noi che ascoltiamo in rime sparse il suono sappiamo tutto del suo poetare, del suo splendido camminare nella valle verde dell'endecasillabo: e che sia sciolto o meno, poco importa, ecco. Sappiamo tutto della perfezione del sonetto, della canzone petrarchesca, così come conosciamo i capei d'oro a l'aura sparsi; nonché il mai troppo celato feticismo del Nostro: eh, se i guanti di Laura avessero potuto parlare! Immagino avrebbero detto una cosa del genere: "pe' falla divertire / s'andiede da i'Raspanti / la si scaccolò co' guanti / e la mi fece scomparì", tanto per citare un altro grande poeta toscano, che meriterebbe almeno un posto accanto alle Tre Corone. È forse chiedere troppo? Forse. Ad ogni modo, inutile dire quanto le poesie di Francesco siano meravigliose: ormai quello l'hanno detto pure i sassi. Se scrivo qui è per provare a muovergli almeno una critica, e questa riguarda il suo debordante e spregiudicato egotismo, come a dire "guardate quanto sto male, leggere quanto patisco, ecc"; che va benissimo, per carità: ma trecentosessantasei componimenti su di te e questa poverella che non ha mai voce in capitolo, a me sono sembrati più che altro un bellissimo - e ripeto: bellissimo - punta spilli scrotale. E questo lo dico col massimo rispetto per i petrarchisti, dinanzi ai quali m'inchino reiterate volte. Ma non m'inginocchio al cospetto del Canzoniere, bensì di fronte alla incompresa genialità del Secretum, che un giorno verrà senza dubbio rivalutato come la maggiore e unica opera davvero degna di nota del Petrarca da Arezzo.
Account deletedAnonymous wrote a review
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Il Dolce Stil Novo in tutta la sua grandezza.
Non penso che ci sia un modo di esprimersi in così poco spazio riguardo quest'opera enorme..sotto tutti i punti di vista. Scriverò sicuramente qualcosa di più approfondito. "Súbito allor, com'acqua 'l foco amorza, d'un lungo et grave sonno mi risveglio: et veggio ben che 'l nostro viver vola et ch'esser non si pò più d'una volta.." [Petrarca, Canzoniere, CCCLXI]
Account deletedAnonymous wrote a review
Sopravvalutato
Qualcosa di realmente sopra la media c'è, ma non siamo davanti a un immarcescibile classico. Bembo purtroppo la pensava diversamente e s'è dovuto aspettare Leopardi per svecchiare il linguaggio dell'italica poesia. Il maggior pregio di Ciccillo non sta comunque nel comporre ma nell'aver compreso che l'impero romano era finito da lunga pezza e si viveva in un'epoca oscura, diversamente da Dante, di cui intuì il genio (e da cui prese la lingua), ma pubblicamente lo definì autore da poco.
Lector in fabulaLector in fabula wrote a review
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Un libro fondamentale , eccezionale; una passione ossessiva, versificata in modo sublime...un libro antico ma anche modernissimo, in una edizione ricchissima di utili e colte note, finalmente anche un'edizione decente anche in ebook. Da tenere nel lettore e rileggere, al bisogno.