Cavalli selvaggi by Cormac McCarthy
Cavalli selvaggi by Cormac McCarthy

Cavalli selvaggi

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 79
by Cormac McCarthy

Translated by Igor Legati
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Description
Nella difficile America della fine degli anni Quaranta, John Grady Cole, un ragazzo texano pieno di aspirazioni e di insoddisfazioni, lascia la sua famiglia e si avvia a cavallo, insieme all'amico Rawlins, sull'antica pista che conduce in Messico, nel nebuloso intento di ritrovare, rivivendo a modo suo l'epopea del Far West, le sue dubbie e precarie radici. Come veri cowboys, i due giovani attraversano lentamente, di bivacco in bivacco, di incontro in incontro, l'immenso territorio, alimentando strada facendo la comune speranza di garantirsi una vita migliore.
Il sogno sembra coronarsi con l'arrivo nei monti del Messico, dove l'asprezza del paesaggio si circonfonde del calore vitale e della sensualità degli abitanti, fino a rappresentare in tutto e per tutto l'immagine di un Eden finalmente a portata di mano. Ma ben presto alle aure del mito subentrerà la spietatezza di una realtà che non ammette intrusioni: quel paradiso è appannaggio esclusivo di chi ci è nato e ci ha sofferto, e ai due ragazzi non resterà che tornare indietro, in un brusco congedo dai loro sogni e dalla loro gioventù.

Pubblicato nel 1992, Cavalli selvaggi è considerato il romanzo più importante che Cormac McCarthy abbia finora scritto: l'asciuttezza dello stile non deprime mai, e anzi esalta al massimo livello possibile, la tensione evocativa delle descrizioni paesistiche e delle situazioni rappresentate, così come la selvaggia vitalità di molti dei personaggi dissimula ma non elimina i rintocchi di tragedia dei quali la vicenda è intessuta. Uno straordinario esempio di equlibrio narrativo, e insieme una splendida quanto desolata avventura, da vivere ansiosamente fino in fondo.
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