Chi ha peccato
by Anna Bailey
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È notte fonda quando Emma lascia la sua migliore amica Abigail alla festa alle Tall Bones, il ritrovo nel bosco in cui si danno appuntamento gli adolescenti della cittadina di Whistling Ridge, in Colorado. È l'anno del diploma ed Emma è convinta, come la maggior parte delle ragazze della sua età, che la loro vita sia solo all'inizio. Invece entro la fine della settimana il volto di Abigail sorriderà dai volantini attaccati ai pali del telefono e alla bacheca della chiesa, oscillando nella brezza delle Montagne Rocciose. Samuel Blake, il padre di Abi, perlustrerà il bosco con la polizia urlando invano il nome della figlia. Suo fratello Noah strofinerà via le macchie di fango dai jeans fino a scorticarsi le mani ed Emma nasconderà sotto il letto l'acqua ossigenata con cui avrebbe dovuto tingere i capelli dell'amica. Dolly, la madre di Abi, riuscirà solo a fissare la grande croce sul muro di casa, fumando una sigaretta dopo l'altra, terrorizzata all'idea che sia già troppo tardi per fermare la catena di eventi che si è innescata. Tutti hanno dei segreti a Whistling Ridge. Tutti hanno peccato, come tuona ogni domenica dal pulpito il pastore Lewis. Ma cosa è successo ad Abi? Chi è il vero colpevole? Può succedere di tutto in questa polveriera di rabbia e risentimento, basta solo una scintilla: la verità su quella maledetta notte alle Tall Bones. Anna Bailey porta a galla le dinamiche di certe piccole e claustrofobiche città di provincia, dove ogni tipo di diversità è bandito. E capitolo dopo capitolo, inchioda il lettore in un gioco micidiale di sospetti e bugie, fino all'ultima pagina. Vergogna. Segreti. Rabbia. Amore. Bugie. Colpa. Può succedere di tutto a Whistling Ridge. Perché in una città dove tutti hanno qualche peccato, è quasi impossibile capire dove stia la verità.

All Reviews

7
silfoxessilfoxes wrote a review
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Bello bello bello. Il fulcro non sono le indagini per la scomparsa della ragazzina, che anzi sono molto marginali, ma la società bigotta, razzista e omofoba della cittadina in cui è ambientato. Per tutta la lettura ho avuto la sensazione di una pentola che bolle per poi straripare
JacqJacq wrote a review
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Spoiler Alert
Peccato!
Peccato! Era partito bene, ma poi si è perso e la conclusione è di una noia immensa. L'inizio del romanzo non è male: un po' Harry Quebert e un po' Twin Peaks (e uno spruzzo di Stephen King)... tanti personaggi, capitoli brevi, misteri... poi diventa troppi personaggi, capitoli troppo brevi che spezzettano eccessivamente il fluire della storia e tentativi di colpo di scena che Dicker in Harry Quebert sapeva gestire magistralmente, mentre qui alla lunga non alimentano l'interesse, ma rompono le scatole. E poi una continua ripetizione di situazioni simili e perdite di tempo su avvenimenti ripetitivi e francamente noiosi (la storia tra Rat e Noah, Emma e mamma, la famiglia Blake)... e poi Abigail e il padre: bah, un'idea del cavolo... In sintesi: un'occasione mancata.
RITZRITZ wrote a review
Spoiler Alert
Indecente quanto l’autrice abbia copiato Twin Peaks
Alice.npdmAlice.npdm wrote a review
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Nonostante la scritta al neon subliminale di Peyton Place lampeggi ad ogni pagina, vado allegramente a visitare questa amena cittadina dell’America profonda dove l’unica dose di innocenza è stata importata illegalmente dalla Romania. Qui è facile essere sommersi da violente tracimazioni dalla bibbia di re giacomo. Qui le rimozioni da trauma potrebbero riempire le agende di sette volte sette robusti psicanalisti. Qui l’adolescenza è un tunnel carpale di violenza e di dolore inoperabile. Perfino il paesaggio forestoso delimita l’area che contiene pregiudizi radicati come una pentola a pressione con la valvola rotta. Mentre mi addentro metto insieme i pezzi frammentati di un disegno che sembra un incubo di Bosch e alla fine della funzione mi sembra di essere l’unica colpevole.
SimonaSimona wrote a review
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tutto, tutto il libro un non detto, un è successo, un ha fatto forse questo forse quello. Servisse almeno ad aumentare la tensione.
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Ersilia F. - per RFS . Chi ha peccato mi ha fatto arrabbiare per tutta la durata della lettura. Una rabbia muta, sorda, esattamente come quella di Dolly, madre e moglie, ormai apatica e assuefatta alle botte del marito, reduce del Vietnam, che con il terrore e la preghiera detta legge in casa. In una serata di fine estate, in un paese sul versante delle Montagne Rocciose, Abigail, figlia di Dolly, scompare senza lasciare traccia. Da quella notte ogni cosa andrà per il verso sbagliato: i peccati a lungo nascosti divamperanno come un fuoco, mettendo a nudo l’anima di ogni membro della comunità. Una comunità in cui è difficile vivere, soprattutto se non si è conformi ai dettami del pastore, che dal suo pulpito spara a zero su ciò che lo infastidisce, su quello che possono o non possono fare, ma soprattutto su chi devono essere per compiacere la retta via, per non lasciarsi traviare dalla piaga del male. Un posto difficile in cui crescere e i vari giovani, nonché protagonisti di questa storia nera, lo vivranno sulla propria pelle. Un romanzo con una scrittura tagliente, che inchioda alla pagina. Un susseguirsi di voci che raccontano tutte una storia di abusi e violenza. Una narrazione suddivisa tra un prima e un dopo, che permettono di conoscere a fondo ogni personaggio e il suo passato. Una storia che parla di razzismo, di abuso domestico, di fanatismo religioso, dell’essere quello che si desidera. È complicato trovare un personaggio che non abbia commesso un qualche sbaglio; a mio avviso sono tutti colpevoli, chi più, chi meno. Ma ciò che mi ha colpito è la voglia di riscatto, che si evince soprattutto negli ultimi capitoli. La fermezza di Dolly, personaggio controverso e con cui ho sentito una sintonia nonostante la sua arrendevolezza, prenderà una posizione e sarà un fiume in piena, non abbasserà mai più gli occhi. Una trama attuale, che fa riflettere. Lo consiglio a chi piacciono i thriller che parlano di attualità.
KukiKuki wrote a review
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Ho sempre trovato deprecabile l'abitudine di cambiare il titolo con la traduzione. In questo caso più che mai, perché 'chi ha peccato' è proprio fuorviante. Fornisce già una interpretazione del libro, una chiave di lettura preconfezionata. Il libro non è granché comunque, l'ho trovato soffocante, quasi ammorbante. Sicuramente eccessivo. Va bene rimestare nel torbido ma mi è parso... Troppo di tutto.