Cinemascope
by Erica Arosio, Giorgio Maimone
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Milano, autunno 1963. I giornali strillano in prima pagina l'assassinio di John Kennedy. Relegata nella cronaca locale, invece, la notizia della morte di Edilio Borghini, un industriale del bianco che viene trovato impiccato nella sua villa di via Monte Rosa. Omicidio? Suicidio? Gioco erotico finito male? La prima sospettata è Francesca Pagliani, un'attricetta per cui la vittima aveva perso la testa. La morte di Borghini avrà le sue radici nella sua litigiosa famiglia, dove l'algida moglie è ai ferri corti col cognato invidioso ed è odiata dal cugino giocatore, oppure nella sua industria di elettrodomestici, retta con pugno d'acciaio dal direttore Piergiorgio Coda? O sarà nascosta nei suoi filmini da regista dilettante, protagoniste le tante donne di cui si circondava? La strada per la soluzione del mistero è lunga e costellata di cadaveri. Una nuova avventura per l'avvocato Greta Morandi e il detective Mario Longoni (Marlon), la coppia che indaga nella Milanodegli anni Sessanta, dove il boom cede il passo alla congiuntura, i lavori per la metropolitana non finiscono mai e la Dolce Vita e la passione per il cinema iniziano a sbarcare anche sui Navigli.

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CiccioenriCiccioenri wrote a review
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Milàn l'è un gran Milàn
Le ambientazioni milanesi? Belle. Il dialetto? Assolutamente opportuno. Sono impazzito a ricordare cosa fossero i Missultin (o Missultit), piatto tipico del comasco.. Gli autori (detto durante la presentazione di questo libro) ci tengono ad ambientare le loro storie in anni significativi. Qui siamo nel 1963: la vicenda ha sullo sfondo l'uccisione di Kennedy, ma sinceramente non ho visto la necessità impellente di avere questo fatto di cronaca sullo sfondo. Il resto della storia? Boh. E' scritto bene (diavolo: si legge in due giorni!) ma non vuol dire. La storia si ingarbuglia troppo utilizzando forse con un po' troppa disinvoltura un topos abbastanza ricorrente nelle storie di questo genere. Inoltre alcuni passaggi risultano un po' troppo melodrammatici, E questo mi ha rovinato il gusto. Mi aspettavo decisamente di più.