Città della pianura
by Cormac McCarthy
(*)(*)(*)(*)(*)(473)
I protagonisti di "Cavalli selvaggi" e "Oltre il confine" si incontrano in questo terzo romanzo, conclusivo della trilogia di McCarthy, e diventano amici per affrontare insieme l'ultimo atto del loro tormentato destino. Nell'autunno del 1952, John Grady Cole e Billy Parham lavorano come cowboys in un ranch del New Mexico, un territorio che presto verrà venduto all'esercito, sancendo così la fine di un'epoca e l'arrivo di tempi ostili a cavalli e cavalieri. Al di là del confine ci sono Ciudad Juarez e le altre città della pianura messicana, ed è proprio in quella direzione che i due ragazzi si muovono quando hanno qualche ora di tempo e qualche dollaro da spendere...

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Zibino Zibino added a quotation
"Ho una fame che mi mangerei gli stinchi di un alce."
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"Ho una fame che mi mangerei gli stinchi di un alce."
SergioSergio added a quotation
nell'alba fredda le luci erano ancora accese, laggiù, sotto la sagoma scura delle montagne, e contribuivano a creare quell'impressione di preziosa insularità comune a tutte le città del deserto. un uomo camminava lungo la strada con un mulo stracarico di legna da ardere. in lontananza, le campane delle chiese avevano cominciato a suonare. l'uomo gli lanciò un sorriso d'intesa. come se fra loro ci fosse un segreto, solo fra loro due. qualcosa che aveva a che fare con l'età e i giovani e le loro richieste e quanto c'era di giusto in queste richieste. e nelle richieste che gli altri facevano pesare su di loro. il mondo passato, il mondo a venire. la precarietà che condividevano. e sopra ogni cosa una profonda, profondissima consapevolezza del fatto che bellezza e perdita sono tutt'uno.
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nell'alba fredda le luci erano ancora accese, laggiù, sotto la sagoma scura delle montagne, e contribuivano a creare quell'impressione di preziosa insularità comune a tutte le città del deserto. un uomo camminava lungo la strada con un mulo stracarico di legna da ardere. in lontananza, le campane delle chiese avevano cominciato a suonare. l'uomo gli lanciò un sorriso d'intesa. come se fra loro ci fosse un segreto, solo fra loro due. qualcosa che aveva a che fare con l'età e i giovani e le loro richieste e quanto c'era di giusto in queste richieste. e nelle richieste che gli altri facevano pesare su di loro. il mondo passato, il mondo a venire. la precarietà che condividevano. e sopra ogni cosa una profonda, profondissima consapevolezza del fatto che bellezza e perdita sono tutt'uno.
KobayashiKobayashi added a quotation
Qué clase de hombre comparta sus galletas con la muerte? Billy strinse le spalle. Che razza di morte sarebbe quella che li mangerebbe, allora? Che razza di morte, davvero, disse l'uomo. Non stavo cercando di capire. De todos modos el compartir es la ley del camino, verdad?
KobayashiKobayashi added a quotation
Qué clase de hombre comparta sus galletas con la muerte? Billy strinse le spalle. Che razza di morte sarebbe quella che li mangerebbe, allora? Che razza di morte, davvero, disse l'uomo. Non stavo cercando di capire. De todos modos el compartir es la ley del camino, verdad?
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Che cazzo è questa storia del "veniamo"? Cos'hai, un topo in tasca che ti fa compagnia?
KobayashiKobayashi added a quotation
Che cazzo è questa storia del "veniamo"? Cos'hai, un topo in tasca che ti fa compagnia?
KobayashiKobayashi added a quotation
Gli uomini hanno in testa un'immagine di come sarà il mondo. Di come loro saranno dentro questo mondo. Il mondo può avere diversi aspetti per ciascuno di loro, ma c'è di sicuro un mondo che non esisterà mai ed è proprio questo il mondo che sognano. Non credete che sia così? ... Forse sì. In ogni caso, certi uomini ottengono quello che vogliono. Nessun uomo. O forse solo per poco, e poi lo perdono. O forse solo per dimostrare al sognatore che il mondo che desiderava, quando diventa reale, non è più quel mondo.
KobayashiKobayashi added a quotation
Gli uomini hanno in testa un'immagine di come sarà il mondo. Di come loro saranno dentro questo mondo. Il mondo può avere diversi aspetti per ciascuno di loro, ma c'è di sicuro un mondo che non esisterà mai ed è proprio questo il mondo che sognano. Non credete che sia così? ... Forse sì. In ogni caso, certi uomini ottengono quello che vogliono. Nessun uomo. O forse solo per poco, e poi lo perdono. O forse solo per dimostrare al sognatore che il mondo che desiderava, quando diventa reale, non è più quel mondo.
KobayashiKobayashi added a quotation
Fra le rocce si scorgevano antichi pittogrammi, incisioni che raffiguravano animali, lune e uomini, e geroglifici perduti il cui significato era nascosto per sempre agli uomini.
KobayashiKobayashi added a quotation
Fra le rocce si scorgevano antichi pittogrammi, incisioni che raffiguravano animali, lune e uomini, e geroglifici perduti il cui significato era nascosto per sempre agli uomini.
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Poi si misero a sedere sulla strada, con la riga bianca che correva dietro i loro gomiti e la sgargiante notte desertica che si stendeva sopra le loro teste, miriadi di costellazioni alla deriva nel buio, fluide come banchi di pesci, e cominciarono a lavorare tenendo in grembo la sagoma di gomma rossa e floscia, chini come sarti o pescatori che ripassano una rete.
KobayashiKobayashi added a quotation
Poi si misero a sedere sulla strada, con la riga bianca che correva dietro i loro gomiti e la sgargiante notte desertica che si stendeva sopra le loro teste, miriadi di costellazioni alla deriva nel buio, fluide come banchi di pesci, e cominciarono a lavorare tenendo in grembo la sagoma di gomma rossa e floscia, chini come sarti o pescatori che ripassano una rete.
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Non era solo per lei. C'è un certo tipo d'uomo che, quando non può avere quello che vuole, non prende la cosa che sta al secondo posto, ma la peggiore che gli riesce di trovare. Elton pensa che lui fosse di questa pasta, e forse è vero. Io però credo che amasse quella ragazza. Credo che sapesse cos'era lei, e non gliene importasse. Credo che lui fosse cieco solo davanti alla verità su se stesso. E credo che ormai fosse perduto. Questo mondo non era fatto per lui. Ne aveva già abbastanza prima ancora di imparare a camminare. Sposarsi. Figuriamoci. Non sopportava neanche di mettersi le scarpe con i lacci.
KobayashiKobayashi added a quotation
Non era solo per lei. C'è un certo tipo d'uomo che, quando non può avere quello che vuole, non prende la cosa che sta al secondo posto, ma la peggiore che gli riesce di trovare. Elton pensa che lui fosse di questa pasta, e forse è vero. Io però credo che amasse quella ragazza. Credo che sapesse cos'era lei, e non gliene importasse. Credo che lui fosse cieco solo davanti alla verità su se stesso. E credo che ormai fosse perduto. Questo mondo non era fatto per lui. Ne aveva già abbastanza prima ancora di imparare a camminare. Sposarsi. Figuriamoci. Non sopportava neanche di mettersi le scarpe con i lacci.
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Ero appena un ragazzino. Mi feci a cavallo tutto il Messico settentrionale. Cristo, bestiame non ce n'era. Neanche a parlarne. Più che altro era come se fossi lì in visita. E mi piaceva. Mi piaceva il paese e mi piaceva la gente che ci abitava. Girai per tutta la zona di Chihuahua e buona parte della Coahuila e anche un po' della Sonora. I viaggi che facevo duravano settimane intere, e non avevo in tasca nemmeno un peso, ma non importava. Quella gente ti accoglieva in casa sua, ti faceva riposare e mangiare, e dava da mangiare al tuo cavallo e tutti piangevano quando te ne andavi via. Saresti potuto restare lì per sempre. Loro non possedevano niente. Non avevano mai posseduto niente e mai avrebbero posseduto qualcosa in futuro. Ma tu potevi fermarti in qualche piccola estancia nel centro esatto di chissà dove, e loro ti ospitavano come se fossi stato del loro stesso sangue. E lo vedevi, che la rivoluzione non gli aveva portato niente di buono. Molte famiglie avevano perduto i maschi. Padri, o figli, o tutt'e due. Quasi tutte le famiglie, immagino. Non avevano motivo per essere ospitali con nessuno. Men che meno con un piccolo gringo. Il piatto di fagioli che ti mettevano davanti, per loro era un sacrificio. Eppure nessuno mi mandò mai via. Nemmeno una volta.
KobayashiKobayashi added a quotation
Ero appena un ragazzino. Mi feci a cavallo tutto il Messico settentrionale. Cristo, bestiame non ce n'era. Neanche a parlarne. Più che altro era come se fossi lì in visita. E mi piaceva. Mi piaceva il paese e mi piaceva la gente che ci abitava. Girai per tutta la zona di Chihuahua e buona parte della Coahuila e anche un po' della Sonora. I viaggi che facevo duravano settimane intere, e non avevo in tasca nemmeno un peso, ma non importava. Quella gente ti accoglieva in casa sua, ti faceva riposare e mangiare, e dava da mangiare al tuo cavallo e tutti piangevano quando te ne andavi via. Saresti potuto restare lì per sempre. Loro non possedevano niente. Non avevano mai posseduto niente e mai avrebbero posseduto qualcosa in futuro. Ma tu potevi fermarti in qualche piccola estancia nel centro esatto di chissà dove, e loro ti ospitavano come se fossi stato del loro stesso sangue. E lo vedevi, che la rivoluzione non gli aveva portato niente di buono. Molte famiglie avevano perduto i maschi. Padri, o figli, o tutt'e due. Quasi tutte le famiglie, immagino. Non avevano motivo per essere ospitali con nessuno. Men che meno con un piccolo gringo. Il piatto di fagioli che ti mettevano davanti, per loro era un sacrificio. Eppure nessuno mi mandò mai via. Nemmeno una volta.
Perché di fatto il mondo ha una coscienza, per quanto gli uomini possano dubitarne. E, sebbene sia possibile considerare questa coscienza la semplice somma delle coscienze degli uomini, esiste un’altra concezione, secondo la quale essa esiste di per sé, e la porzione che ne spetta a ciascun uomo non è che una parte imperfetta della coscienza del mondo.
Perché di fatto il mondo ha una coscienza, per quanto gli uomini possano dubitarne. E, sebbene sia possibile considerare questa coscienza la semplice somma delle coscienze degli uomini, esiste un’altra concezione, secondo la quale essa esiste di per sé, e la porzione che ne spetta a ciascun uomo non è che una parte imperfetta della coscienza del mondo.