Come in uno specchio oscuramente
by Eugenio Borgna
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Questo libro si confronta con gli enigmi dei diversi modi di essere, femminili e maschili, che si colgono nelle regioni della interiorità lacerata dalla sofferenza psichica; e analizza questi modi di essere in alcune dissonanti esperienze anoressiche, depressive e dissociative, e in alcune emblematiche esperienze poetiche e artistiche divorate da alte tensioni emozionali: quelle, fra le altre, di Emily Dickinson e di Georg Trakl, di Vincent Van Gogh e di Camille Claudel. Il libro si apre con una umbratile rievocazione degli anni di lavoro nell'ospedale psichiatrico di Novara, e si chiude con una meditazione sulla fragilità delle parole e dei gesti che ci avvicinano agli abissi della sofferenza: senza cancellarla nel silenzio e senza negarle una luce possibile. L'immagine tematica del libro è, così, quella della follia, sfortunata sorella della poesia nella scintillante metafora di Clemens Brentano, come specchio incrinato nel quale oscuramente si riflettano le angosce e le agostiniane inquietudini dell'anima, la tristezza e la fragilità, le attese e le speranze infrante, la nostalgia e il desiderio di dialogo, della condizione umana nei suoi dilemmatici, femminili e maschili, orizzonti di senso e nel suo mistero.

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CosimoColbiCosimoColbi wrote a review
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E rimise al suo posto la mia essenza
“Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto”. Paolo, Prima Lettera ai Corinzi, 13, 12 Medico e psichiatra di formazione fenomenologica, Eugenio Borgna in questo testo descrive l'esperienza esistenziale di contatto e conoscenza con la storia interiore dei pazienti, con la loro fragilità come struttura portante della vita, rispondendo con una fiducia pascaliana di cuore alla condizione di speranza contro ogni speranza e di ricerca agostiniana inesauribile e dissonante di creatività e amore in ogni vissuto patologico, che porti i segni di malinconia, schizofrenia, stimmung depressiva o angoscia estrema. Borgna si muove nel solco di autori come Binswanger, Minkowski e Schneider e tratta il mistero del vivere e del morire, l'autre monde della malattia, dove l'infinito che è in noi, nella nostra finitudine, si lascia solo oscuramente presagire, attraverso l'ascolto e una sorta di religiosa devozione emozionale. L'esperienza aurorale della tristezza è accostata alle rivelazioni della poesia, anche nei casi liminali di morte volontaria: attraversiamo le parole di Sylvia Plath, Emily Dickinson, Ingeborg Bachmann, Georg Trakl e cerchiamo significati nascosti nell'arte di Frida Kahlo, Giacometti, De Chirico, Van Gogh e Camille Claudel. La parola nasce e finisce nel silenzio e la misura del dolore può essere decifrata solo dal linguaggio dei volti e dei corpi, in quella circolarità ermeneutica che permette a terapeuta e paziente di costruire un'alleanza tra soggettività che, tra ombra e grazia, porti a una reciproca donazione di sé. Possibile rimedio alla solitudine vertiginosa che coglie chi soffre e a volte anche chi cura è l'ascolto profondo, la risonanza interpersonale, l'apertura all'ambivalenza e all'irreversibilità del senso. La passione può aprire la porta sensibile alla radicale sofferenza dell'anima, all'alterità enigmatica, racconta l'autore, come un rabdomante, captando le voci che gridano nel vuoto, e seguendo le mistiche epifanie e le comunicazioni inconoscibili, così intuitivamente simili a quelle rintracciabili nelle impalpabili figure della memoria di personalità quali Etty Hillesum e Simone Weil. Il senso del male è indagato tramite gli invisibili sintomi, le ferite liquide, le resistenze indifferenti: il bene è un mistero, una non-azione, mentre il male si genera ogni volta che una persona è trasformata in cosa, ogni volta che l'altro è confinato in un deserto di inesprimibile dolore, in un abisso di privazione della libertà, nell'orrore della perdita del trascendente. Ma a volte, ricordano le testimonianze trasmesse dall'autore, la notte è oscura, ma l'oscurità non è tenebra, l'intensità splende nell'assenza, del tutto non richiesta, e la speranza rinasce senza ragione, precipitando dalle ombre della disperazione. “Il senso cifrato della morte, la interrogazione radicale che essa ogni volta ripropone sul senso della vita e sul senso del destino, sulla terrestrità, o sulla trascendenza, della morte, sembrano divenute estranee alla coscienza, almeno a quella del mondo occidentale, di oggi: divorata dalla tecnica e dalla fuga dinanzi ad ogni problematica che non abbia possibili e immediate soluzioni tecniche. Ma l'angoscia, quando rinasce in noi, ci confronta con le domande ultime e con la morte: vissuta come imminente e incombente. Cadono le rimozioni, e le ombre della morte riempiono gli orizzonti della vita”.
LallaLalla wrote a review
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Come in uno specchio oscuramente ( 2007 )
Feltrinelli Editore, collana "I Campi del sapere", prima edizione 2007. L' intenzione di questo saggio di Borgna è, qui, come negli altri libri, di dimostrare che << la follia è come uno specchio nel quale si riflettono le immagini delle nostre tristezze, delle nostre angosce, delle nostre speranze, fragilità, illusioni..la follia, forse, come uno specchio nel quale si riflette il mistero del vivere e del morire: il mistero dell' infinito che è in noi e che oscuramente ci è possibile presagire>> . L' autore attribuisce importanza alla memoria emozionale come luogo, deposito di esperienze interiori ed emozioni riferite al passato e "riattivate" nel presente. ( c' è chi irride all' emozione della memoria, chi non le dà peso alcuno, chi la considera un inutile ingombro nell' andare : dove proseguire, correre, andare sono gli imperativi dell' oggi ). Un altro tema colto nel saggio è la diversità dell' esperienza della malattia mentale nell' uomo e nella donna, con pagine importanti sull' anoressia nelle ragazze. Accenti vibranti accompagnano i temi sul genio, la follia e la sua espressione artistica. Genio, follia e creazione artistica : si è scritto e discusso su questa misteriosa capacità che hanno alcuni psicotici di scoprire relazioni tra elementi estranei o di creare eventi a forte contenuto emozionale in cui le parti psicotiche del Sé sono rappresentate. E si discute se l' opera d' arte sia da attribuire a quel qualcosa di "stravagante"che caratterizza lo psicotico o piuttosto alla parte sana del Sé che usa la parte psicotica per rappresentarla, trasformarla e , renderla oggetto di identificazione per l' altro. Splendida l' analisi delle opere di Ligabue. I suoi occhi pietrificati dal dolore, gli autoritratti, dove << gli occhi , queste finestre proustiane dell' anima , immobilizzati e irrigiditi in una spettrale lateralità dello sguardo che non ci guardano e che sfuggono il nostro sguardo.... gli sguardi "laterali" nelle opere di Ligabue , sembrano rappresentare l' alienazione dal mondo e la disperazione di una perduta identità , oltre al sospetto e alla persecuzione paranoide >>. Se nei dipinti di Ligabue troviamo l' angoscia più profonda, Francis Bacon è la frantumazione dell' identità e Van Gogh la follia delirante e allucinatoria ;nelle statue di Camille Claudel ci sono le tracce evidenti di un dolore incontenibile ; la malinconianelle composizioni di Franz Schubert e la sofferenza della solitudine in Schuman. La fragilità è il commovente e partecipe leitmotiv che corre nel saggio di Borgna : << sono fragili , e si rompono così facilmente, non solo le nostre emozioni e le nostre ragioni di vita ; ma anche le parole: le parole con le quali vorremmo aiutare chi sta male, o le parole che desidereremmo dagli altri quando stiamo male>> Queste "parlare di parole" d è tanto più importante in quanto sono le parole che legano analista e paziente ; al di là dei contenuti, la prosodia e il ritmo della parola sono centrali nell' incontro terapeutico.<<Possono salvare o perdere una persona sofferente, possono legare o separare, alimentare fiducia o annullarla , creare amore o odio, costruire o decostruire identità , essere consonanti e sintoniche oppure distoniche e dissonanti , essere nell' intimità dell' ascoltatore o fuori del suo tempo emozionale e affettivo>>. Nel particolare rapporto che caratterizza la psicoterapia e la psicoanalisi il paziente ha necessità << di parole che vengono dall' ascolto e del cuore >>, avendo sempre in mente che le parole sono fragili e si svuotano continuamente di senso se non si accompagnano ad atteggiamenti interiori che ne confermino e ne dilatino i significati>> Aggiungo : solo in questo modo si può creare un' alleanza terapeutica che dia al paziente fiducia e libertà, necessarie per dare un senso anche all' esperienza del dolore più profondo.
Silvia QuarelloSilvia Quarello wrote a review
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Confrontarsi con l'Altro, con ciò che volgarmente chiamiamo "il folle". E scoprire che quell'abisso e quella lontananza tra normalità e follia è un abisso minimo, che a vibrare sono le stesse corde nostre