Come un romanzo
by Daniel Pennac
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E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".

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Cristina MeglioliCristina Meglioli wrote a review
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https://www.thebloodyisland.it/post/non-si-giudica-un-libro-dalla-copertina-112
I DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE: 1. Il diritto di non leggere 2. Il diritto di saltare le pagine 3. Il diritto di non finire il libro 4. Il diritto di rileggere 5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa 6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa) 7. Il diritto di leggere ovunque 8. Il diritto di spizzicare 9. Il diritto di leggere ad alta voce 10. Il diritto di tacereCome un romanzo”… Perché è proprio come un romanzo che si legge questo saggio di Daniel Pennac, dove l‘autore affronta dal punto di vista sia di scrittore che di professore, il problema di come si possa portare gli adolescenti a leggere, di come si possa trasformare un bambino assetato di favole in un adulto lettore passando da un giovane che si ribella alla lettura. Ci siamo passati tutti, e lo dico sapendo di rivolgermi a un gruppo di lettori forti (chi altro potrebbe leggere questo blog?) attraverso momenti, o addirittura anni, in cui la lettura ci è apparsa come un obbligo, i libri non erano mai quelli che avremmo voluto ma erano scelti da adulti ignari dei nostri gusti, del nostro mondo e ci apparivano come macigni noiosissimi che avremmo voluto solo scaraventare dalla finestra. E non è infatti quasi mai la scuola ad appassionare alla lettura, anzi, possiamo dire di essere grandi lettori “nonostante” la scuola ma del resto il suo obiettivo è quello di insegnare a leggere, non ad "amar leggere". Purtroppo. In questo intelligente e a tratti divertente testo, il fenomenale scrittore francese cerca di proporre modi per portare un giovane ad appassionarsi non tanto alla lettura in sé, ma al piacere di essa cercando di mostrare i libri per quello che sono: amici e complici attraverso i quali ampliare i propri orizzonti e costruire mondi inediti. In una sequenza apparentemente casuale di riflessioni, il "professor Pennac" ci rivela alcune storture dell'educazione scolastica ma anche famigliare spronando però il giovane alla lettura come ribellione perché la lettura è il mondo della libertà assoluta, un mondo nel quale ognuno può fare quello che vuole, quando vuole. Un libro per genitori, insegnanti, giovani, lettori o non lettori, che rassicura chi non legge molto e per questo si sente in colpa o chi non riesce a contagiare un giovane col virus della lettura e risponde in maniera definitiva alla tanto odiata domanda "Ma dove trovi il tempo per leggere?" "Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La lettura non ha niente a che fare con l'organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l'amore, un modo di essere. La questione non è se ho o non ho tempo per leggere, ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore." Pennac insegna da più di vent'anni in un liceo parigino e mi viene solo da dire "fortunati quei ragazzi", speriamo riconoscano il valore che ha un buon insegnante. C'è tanto amore per la lettura in queste 140 pagine, un amore che speriamo contagi chi le leggerà. "Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere." 4/5
PetitegracePetitegrace wrote a review
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Immersione e riscoperta
Un libro sulla lettura, un metalibro insomma, che inquadra il problema del "perché non ci piace leggere". Lo definisce e lo affronta: non è tutta colpa del lettore (o mancato tale), lo sapevate? Rapido, schietto, ben scritto come qualunque libro di Pennac, in grado di svelare o risvegliare antichi piaceri (come nel mio caso, sempre stata una buona lettrice ma da tempo obnubilata da altro, rimedierò). Degno di nota il decalogo finale (spesso riportato in copertina) sui diritti imprescrittibili del lettore, mai più veri.
Max BrodMax Brod wrote a review
Considerazioni sulla lettura
Prima che vi apprestiate a intraprendere questa lunga lettura, ci tenevo ad avvertire che è piena, fin troppo, di episodi e argomentazioni che forse nulla concernono con il testo da presentare. Se non siete pazienti, non andate oltre. Avete tutto il diritto di non leggere. PERCORSI PER GIUNGERE AD UN LIBRO Sono convinto che nel mondo dei libri e delle letture, ci siano degli strani percorsi che ti risultano simpatici solo dopo che ti rendi conto che sono stati sentieri. Il primo libro di Pennac che ho letto è stato "Signori! Bambini" e non mi aveva entusiasmato molto. Sapevo che esisteva una saga Malaussene, di un tizio che come lavoro faceva il capro espiatorio. Ma ero incerto se cominciare a leggere questi altri libri. Poi, invece, ho trovato questo libro sul solito scaffale delle librerie che mi ostinerò a frequentare fino a che non mi cacceranno, l'ho letto, successivamente abbordando anche la saga Malaussane. Queste Considerazioni sul leggere, di un professore di Lettere (francese) di liceo, mi hanno colpito perché sono così impregnate di amore per la lettura, per i libri, per l'insegnamento; la prima immagine che mi viene in mente è quella del professore poeta Georges Perros: "....arrivava il martedì mattina, con i capelli scompigliati dal vento....Svuotava sulla cattedra una tracolla piena di libri. Ed era la vita" E già questo mi da' gioia, una specie di acquolina in bocca. Ma ci pensate! Avere un professore che arriva in classe e ti esplode sulla cattedra la possibilità di varcare mille di quei nuovi percorsi. Che ne prende uno e comincia a passeggiare per la classe, leggendo, con uno di quei toni caldi, storie che già sono sue, profondamente. LA NASCITA DEL DESIDERIO DI LEGGERE Ho pensato a come e quando, è nato in me, il desiderio e il piacere di leggere. Quando capitava che stessi male da bambino, un po' di febbre o una delle malattie infettive che da piccoli ci beccavamo (perché non erano previsti vaccini) per plasmare manciate di anticorpi, mia madre era solita ritornare dalla breve spesa, con un regalino, che la maggior parte delle volte era un libro. Quelli per bambini, come gli Aristogatti, o mi ricordo, una carica dei 101 con le pagine che si aprivano in 3d e alcuni elementi che potevi scorrere. Erano pagine dai mille colori, con un profumo che si è profondamente inciso nella mia testa (sono uno di quelli che apre e annusa i libri). Li leggevo e rileggevo, senza che nessuno me lo imponesse. Erano regali e li trattavo come tali, attribuendogli un valore aggiunto di bellezza, in quanto doni. Erano una specie di giocattoli, che potevi maneggiare stando a letto. Altro elemento che reputo fondamentale è la libreria. A casa mia c'era quello strano mobile, così classico nella struttura, ma così vario nelle sue fauci, che erano denti di colori diversi, sparsi in modo poco uniforme. Quando cominciai a capire che in essa venivano riposti i gustosi regali, delle giornate da malato, associai l'idea che tutto il resto che li contornava erano altrettanti mondi da esplorare. La libreria è un pezzo importante per creare un lettore, deve essere poco asettica e non eccessivamente ordinata, e contenere le storie più varie. Questo libro si interroga proprio sulle modalità per far nascere un lettore, citando sin dall'inizio i comportamenti che invece rendono il leggere un dovere da cui fuggire. In quanto libro pedagogico, in esso vengono proposti dieci diritti che noi lettori "maturi" ci concediamo e che dovremmo trovare l'equilibrio per concedere, anche a chi si appresta a diventarlo, lettore. 1) Il diritto di non leggere Come può capitare ai patiti della lettura di avere periodi in cui si legge poco o niente (il principio di indigestione, che suggerisce Pennac, al solo vedere un libro, a me, sinceramente non è mai capitato), occorre concedere a chi lettore potrà diventarlo di arrivarci con il suo passo. E non dobbiamo pensare che il leggere ci rende sicuramente speciali rispetto a chi non condivide il nostro stesso piacere. 2) Il diritto di saltare le pagine Beh! Non è che questa pratica sia molto ortodossa, ma lascio la parola a Pennac per spiegarVi: "....ho lasciato Tolstoj dissertare da solo dei problemi agrari dell'eterna Russia". Sta parlando di Guerra e Pace (capite perchè ritengo quest'uomo un genio ?) che è un capolavoro che qualcuno ha abbandonato perchè trovava qualche descrizione più lunga del necessario. Occorreva saltare le pagine ma non perdersi il resto di un mondo. Ho sentito spesso che molti lettori nell'affrontare "Il signore degli Anelli" abbiano desistito infangandosi nella prima parte di descrizione del mondo Hobbit. E ne provo, per loro, un vero dolore, acuto. L'ennesimo percorso che mi ha portato a questo libro di Tolkien, inizio di un genere, è una biblioteca di una caserma dell'Aeronautica (la Romagnoli di Roma), dove sono stato per alcuni giorni, insieme a altri commilitoni, in attesa di un'assegnazione. Ed almeno io, ne rimasi ammaliato. Non credevo esistessero biblioteche, e non pensavo che gli eventuali addetti a riempirle, spaziassero così tanto. Gli uomini di cultura, sono ovunque, pronti a disseminarne. 3) Il diritto di non finire un libro "Se il libro ci cade dalle mani lasciamo che cada", "i buoni libri non invecchiano" e possiamo lasciarli ad attenderci nella nostra libreria (o anche in quella di altri), in attesa che noi si divenga pronti per loro; attesa che non è indispensabile concludere. Per quanto mi riguarda ho "Il nome della Rosa" ad aspettarmi dalle superiori. 4) Il diritto di rileggere 5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa Questo diritto è delicato, perché difficile da concedere e sopratutto da concedersi. Ammetto di essermi, a volte, issato su un piedistallo ed aver distribuito occhiatacce, davanti ad alcuni romanzi ed ai loro lettori. Mi sono permesso di farlo addirittura con Siddharta, e credo che mi ricapiterà di dover chiedere scusa a uno come Hesse, ma pian piano sto imparando e adoro chi legge Topolino, e spesso compro best-seller prodotti da scrittori con la vena industriale. Ho letto "Il grande libro della stregoneria e della Wicca", e ho consumato gli Alan Ford; leggo parola per parola tutti i manuali degli elettrodomestici, sto con il tempo concedendomi questo sacrosanto diritto. 6) Il diritto al bovarismo Cioè di scambiare "...le lucciole del quotidiano per le lanterne dell'universo romanzesco...." 7) Il diritto di leggere ovunque Non sono il solo ad aver sfruttato il servizio militare per leggere, come cita Pennac. 8) Il diritto di spizzicare Dovrebbe essere un obbligo. Naturalmente scherzo, ma credo di aver letto volumi e volumi, se mettessi insieme tutte le spizzicate nelle librerie, nelle biblioteche (mentre magari ero lì per studiare Analisi Matematica), a casa di un amico, ultimamente mi è capitato in un negozio di mobili, diversamente dal solito, avevano messo nei salotti esposti, libri veri. 9) Il diritto di leggere a voce alta Beh! Che dire....Pennac cita Kafka che leggeva la Metamorfosi a Max Brod, oppure Dostoevskij che scriveva a voce alta... 10) Il diritto di tacere Taccio...e vi lascio alla conclusione, bellissima come tutto il libro, di Pennac. CITAZIONI Vi faccio un elenco degli autori e dei romanzi citati nel libro. Non sono tutti e alcuni li nomina e basta, ma per me è bastato per accendere l'interesse verso altri scrittori. Dopo aver letto concluso questo libro, ho cercato, comprato e letto "Madame Bovary" di Gustave Flaubert. Guerra e Pace, Anna Karenina, Tolkien, Pascal, Madame Bovary, Flaubert, Puskin, Sofocle, Biancaneve, Rousseau, Il libro della giungla, Kafka, (anche il Milan di Berlusconi), Gogol, Dostoevskij, Klaus Mann, Thomas "il Mago" Mann, Montaigne, I Demoni, L'Idiota, Viaggio, Celine, La specie umana, Robert Antelme, Carlo Levi, Shakespeare, Proust, Vialatte, Strindberg, Kierkegaard, Moliere, Beckett, Marivaux, Valery, Huysmans, Rilke, Bataille, Gracq, Hardellet, Cervantes, Laclos, Cioran, Cechov, Henri Thomas, Butor, Moliere, Zola, Apollinaire, Brecht, Wilde, Goethe, La coscienza di Zeno, Svevo, Moby Dick, Melville, I fratelli Karamazov, I Miserabili, Pietroburgo, Andrej Belvyj, Joyce, Ulisse, Sotto il vulcano, Malcom Lowry, Montagna Incantata, Borges, Stendhal, Don Chisciotte, Boris Pasternak, Dottor Zivago, Calvino, Fante, Stevenson, Suskind, Lagerlof
eternoritornoeternoritorno wrote a review
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Un libro per quanti
Un libro per genitori ed insegnanti ma anche un libro per noi, lettori accaniti, per quelli che non "amano" leggere, un libro per quelli che vorrebbero leggere ma non hanno tempo, un libro per quelli che "la lettura non fa per me", un libro per quelli che "quando ero più giovane leggevo tanto", insomma un libro per ognuno di noi perchè un libro incuriosisce tutti, perchè un libro è libertà e conoscenza, perchè un libro può salvare la vita e perchè un libro può essere anche un buon amico. Pennac, quale grandioso scrittore ma anche grandioso insegnante, ha colto tutte le sfumature del "leggere" questo testo e consiglio a tutti, vivemente, di leggerlo!
LeeLee wrote a review
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"Come un romanzo", cos'è?
Ancora non mi è del tutto chiaro. Un excursus sul leggere. Riflessioni dell'autore sui misteri dell'amore per la lettura. Un'analisi sul moderno approccio al libro. Personalmente l'ho trovato carino, ma niente di che. Niente che già non avessi fatto mio in anni di esperienze e di letture che ho alle spalle. Sì su un paio di cose ci si può soffermare per riflettere, ma per la maggior parte sono fatti risaputi. Il vero segreto per amare leggere è... osare leggere e volerlo.
RowenaRowena wrote a review
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Così sottile eppure...
... così ricco di significato. Credo che un genitore debba assolutamente leggere questo libro, soprattutto se è un appassionato lettore. Insegna a far apprezzare davvero ai bambini il lato bello ed emozionante della lettura, facendo loro mettere da parte il lato dell'obbligo a leggere che viene dettato a scuola. Insegnate ai bambini a leggere per curiosità e passione e non solo per poi saper riempire una scheda di lettura.
CocòCocò wrote a review
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Riflessioni, racconti e un elenco di diritti per coloro che sostengono di "non amare la lettura", affinché riscoprano che con la lettura sono sempre stati in possesso di quella pietra filosofale che fa godere di tutte le cose del mondo.
LuLu wrote a review
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mi sono avvalsa del secondo comandamento del suo decalogo: liberi di saltare pagine! all'inizio è proprio noioso, quando parla del figlio, cosa legge, cosa gli fa studiare la scuola, e la TV e qui e là! mi è piaciuto giusto il decalogo!
stentoreastentorea wrote a review
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Il letto è un luogo dove si riposa e si imparano tante cose.
L'ho trovato utile come un biglietto dell'autobus smarrito ancora da obliterare: giusto il gusto di farsi un giro nella mente dell'autore e scendere contenta dell'occasione avuta. Cos'è un romanzo? No. Un manuale? Può darsi. Io l'ho letto come un saggio breve serpentino. In che senso? Dei serpenti attorcigliati non trovo facilmente la testa e più che altro neanche la voglio vedere. Insomma non ho capito se possiamo dire o meno che noi lettori siamo persone eccelse o se siamo solo cultori di un hobby poco figo come intarsiare le sedie in vimini. Non so se questa recensione possa esservi utile ma di certo non ha neanche una virgola. Daniel resta comunque un gran autore. La mia parola battezza tutto, lo sapete. Ecco la virgola.
Account deletedAnonymous wrote a review
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Mi sono rivista molto nello scritto, ho riso, sorriso e pianto. Mi ha emozionato molto soprattutto nella fase dell'apprendimento della lettura. Ho fatto pace col professor Pennac che avevo abbandonato alla saga Malaussène.