Cuore di tenebra
by Joseph Conrad
(*)(*)(*)(*)( )(9,023)
Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto a partire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere "la tenebra del suo cuore".

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Fizz HerbertFizz Herbert added a quotation
In lui (Kurtz) mancava qualcosa - qualche piccola cosa che, nei momenti di bisogno pressante, non era possibile trovare sotto la sua meravigliosa eloquenza. Se fosse o no consapevole di questa carenza non posso dirlo. Credo che alla fine sia arrivato a rendersene conto - ma solo alla fine. La foresta tuttavia aveva scoperto da tempo la sua vera natura, e si era presa su di lui una terribile vendetta. per la sua fantastica invasione. Credo che gli avesse sussurrato qualcosa di sé che lui ignorava, qualcosa di cui non aveva avuto idea finché non si era consultato con questa grande solitudine - e quel sussurro aveva esercitato un fascino irresistibile. Echeggiava in lui con fragore, perché nel profondo del cuore lui era vuoto.
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In lui (Kurtz) mancava qualcosa - qualche piccola cosa che, nei momenti di bisogno pressante, non era possibile trovare sotto la sua meravigliosa eloquenza. Se fosse o no consapevole di questa carenza non posso dirlo. Credo che alla fine sia arrivato a rendersene conto - ma solo alla fine. La foresta tuttavia aveva scoperto da tempo la sua vera natura, e si era presa su di lui una terribile vendetta. per la sua fantastica invasione. Credo che gli avesse sussurrato qualcosa di sé che lui ignorava, qualcosa di cui non aveva avuto idea finché non si era consultato con questa grande solitudine - e quel sussurro aveva esercitato un fascino irresistibile. Echeggiava in lui con fragore, perché nel profondo del cuore lui era vuoto.
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La terra qui sembrava ultraterrena. Non siamo abituati a vedere la forma incatenata di un mostro sopraffatto, ma lì - lì potevi vedere qualcosa di mostruoso e di libero. Era terrificante, e gli uomini erano...No, non erano inumani. Bè, voi sapete che è proprio questo il lato peggiore della cosa - il sospetto che non fossero inumani si affacciava a poco a poco. Quelli gridavano e saltavano e giravano su se stessi e facevano terribili smorfie; ma ciò che ti faceva rabbrividire era proprio il pensiero che appartenessero all'umanità - come voi - il pensiero di una tua remota parentela con questo frastuono selvaggio e appassionato. Brutto. Sì, era parecchio brutto; ma, se eri abbastanza uomo, dovevi confessare a te stesso che la sincerità spaventosa di quel rumore procurava in te un seppur vaghissimo riscontro, un confuso sospetto che racchiudesse un significato che tu - così lontano dalla notte dei tempi - potevi comprendere. E perché no? La mente dell'uomo è capace di tutto - perché contiene tutto, il passato come il futuro. Cosa c'era lì, in fin dei conti? Gioia, paura, dolore, devozione, valore, collera - chi può dirlo? - ma anche verità - verità spogliata del manto del tempo.
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La terra qui sembrava ultraterrena. Non siamo abituati a vedere la forma incatenata di un mostro sopraffatto, ma lì - lì potevi vedere qualcosa di mostruoso e di libero. Era terrificante, e gli uomini erano...No, non erano inumani. Bè, voi sapete che è proprio questo il lato peggiore della cosa - il sospetto che non fossero inumani si affacciava a poco a poco. Quelli gridavano e saltavano e giravano su se stessi e facevano terribili smorfie; ma ciò che ti faceva rabbrividire era proprio il pensiero che appartenessero all'umanità - come voi - il pensiero di una tua remota parentela con questo frastuono selvaggio e appassionato. Brutto. Sì, era parecchio brutto; ma, se eri abbastanza uomo, dovevi confessare a te stesso che la sincerità spaventosa di quel rumore procurava in te un seppur vaghissimo riscontro, un confuso sospetto che racchiudesse un significato che tu - così lontano dalla notte dei tempi - potevi comprendere. E perché no? La mente dell'uomo è capace di tutto - perché contiene tutto, il passato come il futuro. Cosa c'era lì, in fin dei conti? Gioia, paura, dolore, devozione, valore, collera - chi può dirlo? - ma anche verità - verità spogliata del manto del tempo.
Fizz HerbertFizz Herbert added a quotation
Mi sento come se cercassi di raccontarvi un sogno, e sarebbe un tentativo inutile perché nessun resoconto di un sogno può trasmettere la sensazione che nel sogno si prova, quella mescolanza di assurdità, di sorpresa e di smarrimento, in un fremito di spasmodica rivolta, quell'impressione di essere prigionieri dell'incredibile che è l'essenza stessa dei sogni.
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Mi sento come se cercassi di raccontarvi un sogno, e sarebbe un tentativo inutile perché nessun resoconto di un sogno può trasmettere la sensazione che nel sogno si prova, quella mescolanza di assurdità, di sorpresa e di smarrimento, in un fremito di spasmodica rivolta, quell'impressione di essere prigionieri dell'incredibile che è l'essenza stessa dei sogni.
Fizz HerbertFizz Herbert added a quotation
Sagome nere se ne stavano accovacciate, sdraiate o sedute tra gli alberi, appoggiandosi ai tronchi, aggrappandosi alla terra, per metà in risalto e per metà cancellate da quella luce fioca, in tutte le posizioni della sofferenza, dell'abbandono e della disperazione. [..] Stavano morendo adagio adagio - era chiarissimo. Non erano nemici, non erano criminali, non erano più niente di terrestre - soltanto ombre nere di malattia e di fame, che giacevano alla rinfusa in quella penombra verdastra. Importati da tutti i recessi della costa con tutta la legalità dei contratti a termine, sperduti in un ambiente estraneo, nutriti di cibi inconsueti, si ammalavano, diventavano inefficienti e venivano autorizzati a strisciare via e a riposare. Queste sagome erano libere come l'aria - e quasi altrettanto sottili.
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Sagome nere se ne stavano accovacciate, sdraiate o sedute tra gli alberi, appoggiandosi ai tronchi, aggrappandosi alla terra, per metà in risalto e per metà cancellate da quella luce fioca, in tutte le posizioni della sofferenza, dell'abbandono e della disperazione. [..] Stavano morendo adagio adagio - era chiarissimo. Non erano nemici, non erano criminali, non erano più niente di terrestre - soltanto ombre nere di malattia e di fame, che giacevano alla rinfusa in quella penombra verdastra. Importati da tutti i recessi della costa con tutta la legalità dei contratti a termine, sperduti in un ambiente estraneo, nutriti di cibi inconsueti, si ammalavano, diventavano inefficienti e venivano autorizzati a strisciare via e a riposare. Queste sagome erano libere come l'aria - e quasi altrettanto sottili.
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
Tanto ho fatto per essa da averne il diritto indiscusso di consegnarla, se mi va, a un eterno riposo nella pattumiera del progresso, con tutte le immondizie e, parlando sotto metafora, con tutti i gatti morti della civiltà. Eppure, vedete, non ho scelta. Egli non sarà dimenticato. Qualsiasi cosa fosse, non era un uomo come tutti gli altri. Ebbe il potere di ammaliare o di spaventare anime primitive spingendole a una frenetica danza stregonesca in suo onore; riuscì anche a colmare le anime grette dei pellegrini di amare apprensioni: ebbe almeno un amico devoto e aveva conquistato in questo mondo un’anima che non era né primitiva né macchiata di egoismo.
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Tanto ho fatto per essa da averne il diritto indiscusso di consegnarla, se mi va, a un eterno riposo nella pattumiera del progresso, con tutte le immondizie e, parlando sotto metafora, con tutti i gatti morti della civiltà. Eppure, vedete, non ho scelta. Egli non sarà dimenticato. Qualsiasi cosa fosse, non era un uomo come tutti gli altri. Ebbe il potere di ammaliare o di spaventare anime primitive spingendole a una frenetica danza stregonesca in suo onore; riuscì anche a colmare le anime grette dei pellegrini di amare apprensioni: ebbe almeno un amico devoto e aveva conquistato in questo mondo un’anima che non era né primitiva né macchiata di egoismo.
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
dalle profondità della giungla si levò un lamento così tremulo e prolungato di paura dolente e di totale disperazione, come ci si immagina debba seguire la scomparsa dalla terra dell’ultima speranza.
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dalle profondità della giungla si levò un lamento così tremulo e prolungato di paura dolente e di totale disperazione, come ci si immagina debba seguire la scomparsa dalla terra dell’ultima speranza.
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
scrutavo nella nebbia i segni di una schiarita come un gatto guata il topo; ma per tutto il resto gli occhi non erano più utili che se ci fossimo trovati sepolti a miglia di profondità dentro una montagna di ovatta. E se ne aveva la stessa sensazione: di soffocamento, calore, afa.
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
scrutavo nella nebbia i segni di una schiarita come un gatto guata il topo; ma per tutto il resto gli occhi non erano più utili che se ci fossimo trovati sepolti a miglia di profondità dentro una montagna di ovatta. E se ne aveva la stessa sensazione: di soffocamento, calore, afa.
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Contemplavo la costa. Osservare una costa che scorre via lungo la nave è come lambiccarsi su di un enigma. Eccola davanti a te, ridente, rannuvolata, invitante, maestosa, squallida, insignificante oppure selvaggia, e sempre muta con l’aria di bisbigliarti: Vieni a esplorare. Quella era quasi priva di lineamenti, come fosse ancora in fase di creazione, con un aspetto di monotona asprezza. Il margine di una giungla immensa, d’un verde così cupo da sembrare quasi nero, bordato dalla bianca risacca, correva via diritto come una linea tirata con la riga, perdendosi lontano, molto lontano lungo il mare azzurro il cui scintillio era offuscato da una bassa bruma. Il sole splendeva violento, la terra pareva luccicare e gocciolare di vapore. Qua e là, raccolte oltre la bianca risacca, spuntavano delle macchioline grigio-biancastre, forse con una bandiera che garriva su di esse. Insediamenti coloniali, già secolari e tuttavia non più grandi di una capocchia di spillo in contrasto all’inviolata estensione dello sfondo. Noi si arrancava a tutto vapore, ci si fermava, si sbarcavano soldati; si proseguiva, si sbarcavano doganieri a esigere tributi in quella che pareva una plaga selvaggia abbandonata da Dio, con una tettoia di latta e un’asta da bandiera sparse intorno; si sbarcavano altri soldati, a vigilare sui doganieri, presumibilmente. Alcuni, sentii dire, annegavano nella risacca; ma che annegassero o meno, nessuno parve darsene pensiero. Venivano giusto scaraventati là fuori e noi si proseguiva. Giorno dopo giorno la costa sembrava la stessa, come se non ci fossimo mossi
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
Contemplavo la costa. Osservare una costa che scorre via lungo la nave è come lambiccarsi su di un enigma. Eccola davanti a te, ridente, rannuvolata, invitante, maestosa, squallida, insignificante oppure selvaggia, e sempre muta con l’aria di bisbigliarti: Vieni a esplorare. Quella era quasi priva di lineamenti, come fosse ancora in fase di creazione, con un aspetto di monotona asprezza. Il margine di una giungla immensa, d’un verde così cupo da sembrare quasi nero, bordato dalla bianca risacca, correva via diritto come una linea tirata con la riga, perdendosi lontano, molto lontano lungo il mare azzurro il cui scintillio era offuscato da una bassa bruma. Il sole splendeva violento, la terra pareva luccicare e gocciolare di vapore. Qua e là, raccolte oltre la bianca risacca, spuntavano delle macchioline grigio-biancastre, forse con una bandiera che garriva su di esse. Insediamenti coloniali, già secolari e tuttavia non più grandi di una capocchia di spillo in contrasto all’inviolata estensione dello sfondo. Noi si arrancava a tutto vapore, ci si fermava, si sbarcavano soldati; si proseguiva, si sbarcavano doganieri a esigere tributi in quella che pareva una plaga selvaggia abbandonata da Dio, con una tettoia di latta e un’asta da bandiera sparse intorno; si sbarcavano altri soldati, a vigilare sui doganieri, presumibilmente. Alcuni, sentii dire, annegavano nella risacca; ma che annegassero o meno, nessuno parve darsene pensiero. Venivano giusto scaraventati là fuori e noi si proseguiva. Giorno dopo giorno la costa sembrava la stessa, come se non ci fossimo mossi
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Ad ogni modo, pareva che fossi anche un Pioniere, con la maiuscola, capite? Una specie di emissario della luce, una specie di apostolo minore. Proprio in quel tempo una fiumana di simili sciocchezze scorreva sulla stampa e nei discorsi, e quell’ottima signora, vivendo nel bel mezzo di tutta quella montatura, s’era lasciata trasportare dall’entusiasmo. Parlava di «svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili usanze» finché, parola mia, mi fece sentire a disagio. Osai un accenno al fatto che la Compagnia era gestita a fini di lucro.
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Ad ogni modo, pareva che fossi anche un Pioniere, con la maiuscola, capite? Una specie di emissario della luce, una specie di apostolo minore. Proprio in quel tempo una fiumana di simili sciocchezze scorreva sulla stampa e nei discorsi, e quell’ottima signora, vivendo nel bel mezzo di tutta quella montatura, s’era lasciata trasportare dall’entusiasmo. Parlava di «svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili usanze» finché, parola mia, mi fece sentire a disagio. Osai un accenno al fatto che la Compagnia era gestita a fini di lucro.
Giulia MacchiGiulia Macchi added a quotation
i cambiamenti avvengono all’interno
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