Decostruire l'identità
(*)(*)(*)(*)( )(2)
Lungi dall'essere una condizione patologica, la dissociazione viene qui proposta in una versione positiva, intendendola così come una risorsa sia per le pratiche formative che per le procedure concettuali con cui vengono formalizzandosi le scienze umane e sociali. Ed è così che, piuttosto che produrre strumenti di etichettazione, di costruire congegni di selezione - può declinarsi in una prospettiva post-positivista sostenuta da una forte sensibilità neo-umanistica. Come a dire che "tutti" i comportamenti sociali potranno essere assunti, finalmente, come realtà ben più forte della rappresentazione pseudo-scientifica che ancora se ne viene facendo - di volta in volta spacciandone "taluni" come normali ed altri invece come patologici. La guida verso un tale traguardo di civile riconoscimento ed accoglienza dei comportamenti dissociati, delle forme alterate di coscienza, del modo plurale con cui può esprimersi la eterogenea natura umana, è testimoniata da Georges Lapassade - sulla base della teoria della neo-dissociazione positiva proposta da Hilgard. Ma è altrettanto certo che gli autori di questo volume collettaneo hanno prodotto un sicuro valore aggiunto alla speculazione lapassadiana che vede così consolidato, in un più ampio spettro di discipline, l'episteme della dissociazione.

All Reviews