Dieci lezioni sull'Italia contemporanea
by Mario Isnenghi
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Si può raccontare, in dieci lezioni, il "succo" di 150 anni di storia del nostro paese? Lo si può fare in modo facile, gustoso, accessibile, suscitando la curiosità e l'interesse del lettore, senza nulla perdere in fatto di precisione e di rigore? Un grande storico, Mario Isnenghi, raccoglie la sfida. Non accetta il pregiudizio per cui solo i giornalisti possano farsi capire dal grande pubblico, quando raccontano di storia. Non gli piace l'idea che gli storici abbiano bisogno di "supplenti". Perciò, dopo tanti libri di ricerca, giunto al termine della sua prestigiosa carriera di docente, decide di raccontare con brio e con passione dieci momenti essenziali, dieci questioni decisive del nostro passato, da quando non eravamo ancora una nazione... a quando facciamo una qualche fatica a rimanerlo. Nato da un esperimento di dialogo con il pubblico, in dieci incontri che i fortunati spettatori diretti ricordano come "memorabili", questo libro, per comune volontà dell'autore e dell'editore, si propone di "raccontare la storia", di presentarla alle giovani generazioni attraverso una scelta accurata degli argomenti, delle citazioni, dei linguaggi. L'autore non fa nulla per nascondere la sua posizione circa i fatti che racconta. Gli piace, l'Italia. La riconosce come un collante essenziale della nostra identità. E gli piace un'Italia laica e democratica, come non sempre è stata e come spesso rischia di non essere.

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Johnny AppleseedJohnny Appleseed wrote a review
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Ho preso in mano questo libro con molta circospezione. Avevo letto già la recente "Storia d'Italia" e temevo che il circolo delle conferenze da cui è nato il libro fosse una mera ripetizione o un riassunto dell'opus maior. Mi sbagliavo. Isnenghi ha dato vita ad un libro spumeggiante ed interessante. Più che un libro di storia è un testo sulle interpretazioni della storia: più di una volta i commenti ai fatti da parte dell'autore sono sopra le righe, non sempre risultano political correct rispetto almeno alla vulgata disfattista che arieggia incontrastata oggidì. Da qui la sua bellezza trascinante. Avrei voluto esserci anch'io a quelle conferenze (anche se un assaggio della capacità oratoria di Isnenghi l'avevo già avuto un anno fa a Gorizia) per ascoltare anche gli interventi che sono sembrati una volta tanto interessanti (durante gli incontri di solito sento una massa di sciocchezze da parte degli ascoltatori). Che dire? Per me il suo testo più riuscito, quello che mi ha coinvolto di più. Lo preferisco decisamente alle altre sue fatiche (che, sia chiaro, apprezzo). A quando altre produzioni?