E poi saremo salvi
by Alessandra Carati
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Aida ha appena sei anni quando, con la madre, deve fuggire dal piccolo paese in cui è nata e cresciuta. In una notte infinita di buio, di ignoto e di terrore raggiunge il confine con l'Italia, dove incontra il padre. Insieme arrivano a Milano. Mentre i giorni scivolano uno sull'altro, Aida cerca di prendere le misure del nuovo universo. Crescere è ovunque difficile, e lei deve farlo all'improvviso, da sola, perché il trasloco coatto ha rovesciato anche la realtà dei suoi genitori. Nemmeno l'arrivo del fratellino Ibro sa rimettere in ordine le cose: la loro vita è sempre "altrove" – un altrove che la guerra ha ormai cancellato. Sotto la piena della nostalgia, la sua famiglia si consuma, chi sgretolato dalla rabbia, chi schiacciato dal peso di segreti insopportabili, chi ostaggio di un male inafferrabile. Aida capisce presto che per sopravvivere deve disegnarsi un nuovo orizzonte, anche a costo di un taglio delle radici. "E poi saremo salvi" è insieme un romanzo di formazione, una saga familiare, l'epopea di un popolo; ma è soprattutto il racconto di come una piccola, densa vicenda privata può allargarsi fino a riflettere la tensione umana alla "casa", il posto del cuore in cui ci riconosciamo.

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Maria Teresa CamardaMaria Teresa Camarda added a quotation
“Prima di andare a letto devi andare in bagno”. La sua voce era ferma. Senza che opponessi resistenza mi ha fatto sedere sul water, poi ha riempito il lavandino di acqua calda. Ha tirato fuori dalla tasca della gonna un piccolo clistere. L’ho guardato, sapevo cos'era, zia Mejra l'avevo usata una volta con Samir. Ero paralizzata dalla paura. “Non ti farà male, dopo ti sentirai meglio”. Mi accarezzava una guancia mentre mi spiegava che non sapeva quanto saremmo stati in viaggio perciò la cosa migliore era svuotarsi ora. La parola “svuotarsi” mi è rimbalzata nella testa. Mi sono coperta le orecchie con le mani, come se potessi proteggermi da quello che stava per succedere. Ha fatto quello che doveva e io non sono riuscita a trattenere nulla. Mentre mi lasciavo andare sono scoppiata a piangere e le ho conficcato le unghie nelle guance. Lo scarico del gabinetto inghiottiva il villaggio, le corse giù per il campo di granturco, mio cugino, i nonni, la punta del minareto, la vecchia pecora delle favole. Il mio mondo era scomparso, l'unico mondo che avessi conosciuto, l'unico che avessi amato. Quando mi ha messo a letto, ero esausta, non mi importava più dove saremmo andati, né se saremmo stati vivi.
Maria Teresa CamardaMaria Teresa Camarda added a quotation
“Prima di andare a letto devi andare in bagno”. La sua voce era ferma. Senza che opponessi resistenza mi ha fatto sedere sul water, poi ha riempito il lavandino di acqua calda. Ha tirato fuori dalla tasca della gonna un piccolo clistere. L’ho guardato, sapevo cos'era, zia Mejra l'avevo usata una volta con Samir. Ero paralizzata dalla paura. “Non ti farà male, dopo ti sentirai meglio”. Mi accarezzava una guancia mentre mi spiegava che non sapeva quanto saremmo stati in viaggio perciò la cosa migliore era svuotarsi ora. La parola “svuotarsi” mi è rimbalzata nella testa. Mi sono coperta le orecchie con le mani, come se potessi proteggermi da quello che stava per succedere. Ha fatto quello che doveva e io non sono riuscita a trattenere nulla. Mentre mi lasciavo andare sono scoppiata a piangere e le ho conficcato le unghie nelle guance. Lo scarico del gabinetto inghiottiva il villaggio, le corse giù per il campo di granturco, mio cugino, i nonni, la punta del minareto, la vecchia pecora delle favole. Il mio mondo era scomparso, l'unico mondo che avessi conosciuto, l'unico che avessi amato. Quando mi ha messo a letto, ero esausta, non mi importava più dove saremmo andati, né se saremmo stati vivi.