Fahrenheit 451
by Ray Bradbury
(*)(*)(*)(*)(*)(19,730)
In un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.

All Reviews

1738 + 299 in other languages
Gaia DGaia D wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Libro molto attuale
Grande classico senza fine. Mai come ora avrei potuto trovare sensati certi ragionamenti e certe affermazioni dette dai protagonisti di questo magnifico racconto. Devo infatti ammettere che alcuni pensieri dei personaggi del romanzo si rifanno alla società odierna in maniera eccellente. Trovo quindi che questa storia, nonostante sia stata scritta più di cinquanta anni fa, sia molto contemporanea. Difatti dimostra come a volte certi percorsi portino le persone a sviluppare comportamenti che non si rifanno alla cultura, andando ad escludere grandi privilegi della vita. Tralasciando la maestosità e l’originalità attorno a cui la trama si sviluppa, trovo che le scelte fatte dall’autore non siano mai scontate o banali e ciò porta il libro a diventare uno tra i miei classici preferiti. Non merita, personalmente, 5 stelle solo perché è molto fuori dal mio genere e ci sono alcune parti in cui magari mi bloccavo di più o trovavo meno voglia di leggerle, alcune parti più lente. Ma, in generale, la trama è uno spettacolo, e ha uno sviluppo invidiabile, molto ben costruito. Per poi non parlare del finale, il quale a colpi di citazioni e frasi memorabili, dove  si alternano sequenze che portano il lettore a riflettere molto su ciò a cui gli umani stanno andando incontro. Sì, in fondo tutto il libro è un viaggio verso un universo distopico però non troppo lontano da quello attuale, in qualità di pensieri e ragionamenti. I personaggi li ho in generale amati e le loro descrizioni sono parecchio accurate e si sviluppano rigorosamente rispetto al resto della trama. In più, di costoro è parecchio di nota la parte introspettiva che porta tutti noi lettori a porci domande e a riflettere riuscendo meglio a empatizzare con le varie personalità affidate ad ognuno di loro. Quindi, questo libro porta con sé un ottima lista di pregi. Tra il quale, non dimentichiamo, si tratti di un libro apparentemente “corto” e di poco impegno; infatti è molto scorrevole e in men che non si dica lo hai finito, divorato. È parecchio accattivante e rapisce il lettore, intrappolandolo nel fantastico mondo di Bradbury, facendogli perdere la cognizione del tempo. Complimenti all’autore per il suo bel lavoro. Quindi, a parte certe sezioni più lente, come quella iniziale che ho faticato maggiormente a leggere, per il resto è molto apprezzabile da grandi e adolescenti, permettendoti di capire quanto a volte la cultura sia essenziale per affrontare la vita quotidiana e quanto certi errori, inconsciamente , ti possono rovinare, ma allo stesso tempo salvare la vita. Ho adorato anche molto il modo alternativo con cui la relazione d’amore è vista. Più come un obbligo che ti lega insieme che un qualcosa di affettivo o come un amore ad unico senso o come un'abitudine quotidiana a cui non puoi rinunciare. Ecco, anche ciò lo trovo alternativo per l’epoca, adattabile ai giorni nostri. Concludendo, non sto qui neanche a dire che chi cercasse un romanzo semplice, accattivante, leggero, ma comunque introspettivo; beh, lo potrebbe ritrovare in Fahrenheit 451. Ma questa è anche una lettura quasi obbligatoria nella vita, perché ti schiarisce seriamente la vista su alcuni aspetti che una persona ha sempre giudicato superficiali e poco attraenti.
Nunu DeartakenNunu Deartaken wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Sempre attuale
Un'opera intramontabile, ma dal linguaggio non sempre liscio!
LeonessaantonellaLeonessaantonella wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Mi è piaciuto molto! Un libro che nel corso degli anni ho incrociato più volte e che ho sempre snobbato…. Ho dovuto ricredermi! Attualissimo seppur scritto negli anni’50: case fatte di schermi che trasmettono a ciclo continuo, “guerre lampo” che stanno per scoppiare… Se non è il 2022 questo!? Un inno ai libri come veicolo di trasmissione di conoscenza e di libertà. Libri privilegio di pochi e per i quali si è disposti a rischiare la vita.
apteniaaptenia wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
È un libro faticoso. Bello, ma faticoso. C'è qualcosa che respinge nell'iniziare la lettura e qualcos'altro che cattura e lega alle pagine, come una premonizione che affascina da un lato e spaventa dall'altro. Pregno di significati, spietato nella sua lucida visione del futuro. Non ci si può distrarre perché ogni parola è significativa e necessaria a capire, a vedere ciò che sarà...o che già è. Le donne, come spesso accade, ne escono malconce: stupide figure di contorno, uniformate al potere, senza iniziativa né cognizione di ciò che accade loro intorno, avare di sentimenti subiscono e approvano la realtà che le circonda
AlbertozetaAlbertozeta wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Di tutti i romanzi nati durante gli anni della guerra fredda e del pericolo atomico attorno al tema della società disumana e disumanizzante, questo è sicuramente uno dei più interessanti. Bradbury già nei primi anni '50, ispirandosi probabilmente al maccartismo, immagina una società stupidamente reazionaria, resa abbruttita e ignorante dalla televisione complice di un regime che a sua volta si nutre della stupidità della plebe. Certo il linguaggio è un po' invecchiato e certe pagine suonano pesanti, ma il messaggio arriva intatto anche oggi. Anzi, è proprio in questi giorni di guerra che forse la precisione di certe profezie sull'ignavia e l'accidia delle persone, e la manipolazione sistematica dell'informazione si coglie ancora meglio. Da leggere, obbligatorio.
Luca CuomoLuca Cuomo wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Un libro visionario che vi farà guardare il mondo con occhi nuovi.
70 anni e non sentirli. Farheneit 451 è una pietra miliare della letteratura mondiale, un libro di fantascienza ma che sembra così reale. Non è un libro ma un viaggio in un mondo distopico in cui ogni forma di cultura è bandita e i libri vengono bruciati da "pompieri alla rovescia", i libri, i nostri libri, colpevoli di svegliare le menti instillando idee sovversive in chi li legge. Un libro cosi vecchio e così contemporaneo, dove l'autore ci trasporta, anzi ci trascina verso una visione inedita della società, dove la cultura è vista come un demone che deve essere sconfitto, e per farlo vengono utilizzati tv e slogan pubblicitari privi di contenuti, trasmissioni senza significato con l'unico scopo di intrattenere. Se non è attuale questo, allora cosa può esserlo? Durante la lettura non mancheranno momenti in cui trattenere il fiato e che lasceranno attimi di suspense, ma è come se il romanzo non fosse stato scritto per trascinare il lettore in una trama avvincente, ma per lasciare nell'anima e negli occhi un messaggio. Questo libro mi ha colpito per il suo contenuto, una lezione di vita nascosta tra righe e parole, che trasmettono messaggi, riflessioni e insegnamenti velati e che ognuno di noi può tirare fuori e fare suoi a suo modo. Un romanzo che non parla solo di cultura e libri che bruciano. Racconta di un difficile rapporto, quasi inesistente, tra marito e moglie, con Mildred (la moglie del protagonista) schiava della società dell'intrattenimento, che trascorre la sua vita chiusa in casa circondata dalla tv e impegnata a proiettare la propria esistenza in un mondo virtuale. Racconta di rapporti umani improvvisi come quello breve e intenso tra il protagonista ed una ragazza che fa capolino nella sua vita, per un attimo cosi rapido ma così importante. Rapporti umani che diventano rari, quasi proibiti. Racconta di un personaggio principale, Montag, che vive una vita quasi tragica fatta di cose che sente non essere sue, un lavoro e una strada tracciata da una società che ha scelto per lui. Per non parlare della lotta alla censura.  La libertà di pensiero messa al bando per ottenere il controllo sul mondo. Quanto è attuale tutt'ora il tema della libertà di pensiero? Quanto, ad oggi, dopo 70 anni da questo romanzo, questo tema non è superato del tutto? Questo libro mi ha colpito e affondato. Mi ha accompagnato in un mondo indimenticabile, triste alter-ego di quello che stiamo vivendo. Un libro visionario che vi farà guardare il mondo con occhi nuovi.
ManuManu wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Il fuoco può dare e può togliere.
Prima di iniziare a leggere il romanzo in questione avevo aspettative molto alte che sono state rispettate solo in parte. Non sono rimasto deluso dalla lettura, anzi, ma ci sono alcuni elementi che non mi hanno convinto a pieno.  “Fahrenheit 451” è un romanzo fantascientifico in cui viene descritta una società distopica del futuro in cui possedere libri è considerato un reato. Il compito dei pompieri non è più quello di spegnere gli incendi, ma devono appiccarli nelle case di chi possiede libri. Il protagonista, Guy Montag, è appunto un pompiere. Svolge il suo lavoro e vive la sua vita senza porsi troppe domande, ma l’incontro con una ragazzina particolare, diversa dalla massa di persone che popolano il mondo, lo farà “risvegliare”, innescando una serie di conseguenze che comporranno la trama del romanzo.  Trovo interessante e tristemente realistica l’analisi dello stile di vita dei personaggi del libro, per molti versi simile a quello adottato nella società odierna, in cui lo sviluppo incontrollato della tecnologia porta l’individuo sempre più verso l’alienazione di sé stesso. Tutti i mezzi “tecnologici”, a partire dalle automobili, fino ad arrivare ai più sofisticati device moderni, occupano sempre più insistentemente tempo e spazio nella vita delle persone, le quali diventano così meno propense a porsi domande e a fermarsi per riflettere su ciò che è importante davvero. A differenza di altre distopie, come “1984” e “Il nuovo mondo”, ho apprezzato il fatto che nel finale venga data speranza sia ai protagonisti, sia al lettore che si è immedesimato nella storia, ponendo le aspettative di miglioramento sulla coscienza umana. Non mi è piaciuta invece l’ambientazione “futuristica”, soffocante, la quale provoca un senso di vertigine e di soffocamento (probabilmente qui il problema è mio, perché risulta comunque azzeccata per la storia). Ho trovato lo stile della scrittura troppo ricercato e non in linea con l’argomento trattato (molto cinico, più consono ad uno stile duro e asciutto), ad eccezione dei dialoghi, in cui invece le situazioni acquisiscono il realismo necessario a trasmettere la frivolezza dei personaggi e la desolazione della circostanza profilata. In conclusione, seppur non ha rispettato in pieno le mie attese è sicuramente un romanzo apprezzabile e pregno di significato. 
RaffaRaffa wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Splendido. Ho letto da qualche parte che la fantascienza nasce dalla domanda " e se...?" e a partire da questa ipotesi crea un intero mondo. La domanda che probabilmente ispirò Bradbury sembra assurda (e se i pompieri appiccassero il fuoco invece che spegnerlo?), ma molte delle diramazioni che ne conseguono sono terribilmente reali (la vita on line che finisce con il sostituire quella fisica, solo per fare un esempio). Il vantaggio del porsi una tale domanda è capire cosa vogliamo evitare che accada. Quindi: leggete questo libro.
diegoseneddiegosened wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un mondo senza libri
Provate ad immaginare un mondo senza libri, un mondo che pian piano sta prendendo piede con gli smartphone. Un mondo in cui la verità non è più quella di un libro, ma quella letta su uno schermo. Un libro di fantascienza che non è così lontano dalla realtà attuale.
zombie49zombie49 wrote a review
(*)( )( )( )( )
Banale e noioso
In un futuro indeterminato, Guy Montag è un vigile del fuoco: indossa una divisa grigia ignifuga, con il distintivo della salamandra fiammeggiante, e il numero simbolico “451”, i gradi Fahrenheit cui prende fuoco la carta. In passato, i pompieri combattevano gli incendi, ora li appiccano bruciando i libri. Nelle case ci sono grandi schermi televisivi che trasmettono programmi d’intrattenimento, si possono fare discorsi virtuali con gli amici, tutti corrono su auto velocissime guardando solo la strada, i medici sono sostituiti da macchine che riparano gli organi difettosi, un cane robotico, il Segugio Meccanico, programmato per riconoscere i nemici, difende la caserma. Una sera Montag incontra la nuova vicina di casa, Clarisse McClellan, una stravagante ragazzina che si ferma a osservare i fiori e la pioggia. Un’anziana sceglie di morire nel rogo dei propri libri, e Guy ne resta sconvolto. Vuole ribellarsi al sistema e incontra un suo vecchio insegnante, Faber: insieme progettano una rivoluzione in difesa della cultura. La storia distopica ricalca il tema di “1984” di Orwell: la cultura è bandita, lo stato manipola la mente dei cittadini, obbligati a sciocchi intrattenimenti forzati. I trasgressori sono puniti. Non mi piace lo stile, involuto, pesante e retorico, con periodi contorti e termini obsoleti. Il tema è banale: i disvalori moderni sono esasperati, non bisogna pensare e tutti si uniformano nella mediocrità. Naturalmente ci sono i trasgressori, persone illuminate che rifiutano il lavaggio del cervello, anche a rischio della vita. La ragazza è simbolo dell’innocenza, il professore della saggezza e Montag della possibilità di riscatto. Con una morale molto americana, in difesa dei libri è lecito uccidere. Ho letto questo libro nell’adolescenza e non mi era piaciuto: l’avevo trovato estremo e fastidioso nella pretesa di essere pedagogico. Non ho cambiato opinione. E’ destinato ai giovani, si legge nelle scuole ma non capisco il motivo di tanto successo.