Federico il Grande
by Alessandro Barbero
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Da giovane era stato il figlio ribelle e avventuroso di un padre violento e militarista; amava la musica, suonando e componendo con estro; leggeva instancabilmente, e la conversazione con i filosofi era nella sua giornata la cosa più importante; dichiarava il re primo servitore dello stato e la "corona un cappello che lascia passare la pioggia". Eppure, in una politica europea già spregiudicata, Federico il Grande inaugurò un cinismo aggressivo, strumento della volontà di potenza entrata - secondo alcuni storici - nei geni maligni dell'Europa futura; era sleale e ingrato, "il malvagio uomo" lo chiamava Maria Teresa d'Austria. Si reputava un philosophe innanzitutto: strano philosophe che disprezzava l'umanità. Figura doppia, contraddittoria, enigma sfuggente, e quindi soggetto ideale per una biografia. Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, è professore ordinario presso l'Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Studioso di storia medievale e di storia militare, ha pubblicato fra l'altro libri su Carlo Magno, sulle invasioni barbariche e sulla battaglia di Waterloo. È autore di diversi romanzi storici, il primo dei quali, "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo", ha vinto nel 1996 il Premio Strega.

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Ma le identità nazionali sono delle realtà innanzitutto psicologiche, che cambiano nel tempo, e che si possono anche inventare.
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Ma le identità nazionali sono delle realtà innanzitutto psicologiche, che cambiano nel tempo, e che si possono anche inventare.
Slam123Slam123 added a quotation
"Nel XVIII secolo, dunque, Federico il Grande governò un regno costituito da vari territori che, per ragioni diverse, erano finiti nelle mani della sua famiglia. Territori che non erano nemmeno collegati dal punto di vista geografico, perchè anche solo tra i due paesi principali, il Brandeburgo e la Prussia, c'era una fascia di territorio polacco, che culminava nella citta di Danzica. Questo, che credo sia familiare a molti, è quello stesso corridoio di Danzica, o corridoio polacco, che venne ricreato dopo la prima guerra mondiale col trattato di Versailles quando fu ricostituita la Polonia: quel corridoio polacco che ebbe poi delle conseguenze tragiche nella storia del Novecento, perchè è proprio quello il motivo che spinse Hitler ad aggredire la Polonia e scatenare la seconda guerra mondiale."
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"Nel XVIII secolo, dunque, Federico il Grande governò un regno costituito da vari territori che, per ragioni diverse, erano finiti nelle mani della sua famiglia. Territori che non erano nemmeno collegati dal punto di vista geografico, perchè anche solo tra i due paesi principali, il Brandeburgo e la Prussia, c'era una fascia di territorio polacco, che culminava nella citta di Danzica. Questo, che credo sia familiare a molti, è quello stesso corridoio di Danzica, o corridoio polacco, che venne ricreato dopo la prima guerra mondiale col trattato di Versailles quando fu ricostituita la Polonia: quel corridoio polacco che ebbe poi delle conseguenze tragiche nella storia del Novecento, perchè è proprio quello il motivo che spinse Hitler ad aggredire la Polonia e scatenare la seconda guerra mondiale."