Fiabe norvegesi
by Jorgen Moe, Moltke Moe, Peter Christen Asbjørnsen
(*)(*)(*)(*)( )(18)
Spazi deserti, montagne sopra e sotto il suolo terrestre, foreste di betulle e boschi di rame, d'argento o d'oro, un mare che dalla Scandinavia può portare fino all'Arabia, perfino l'inferno con i suoi diavoli: questi i paesaggi delle Fiabe norvegesi, «le migliori che esistono», come disse Jacob Grimm. Protagonista assoluto è il riscatto dei fratelli più piccoli e di chi è da tutti considerato inferiore: che siano figli di mendicanti o di re, sono sempre loro, in barba ai più esperti, a superare prove e avversità per raddrizzare lo storto e avere la meglio, finendo sposati con la ragazza più bella. Contro giganti cattivi, troll policefali, draghi delle voragini, e contro le aspettative e lo scherno dei più grandi, il Ceneraccio della tradizione fiabesca del Nord, nelle sue molte varianti, si guadagna col suo buon cuore l'aiuto di lupi, cavalli, aquile e salmoni parlanti, e grazie all'audacia, all'ingegno e alla curiosità si impossessa di spade invincibili, rose selvatiche che diventano boschi, gocce d'acqua che si allargano in laghi. Attinte al patrimonio folklorico norvegese trascritto e raccolto per la prima volta da Asbjørnsen e Moe nell'Ottocento dopo essere stato tramandato di bocca in bocca per tempi immemorabili, queste fiabe intessono trame e atmosfere a noi nuove con personaggi e motivi che ci sono familiari, come la scarpetta di Cenerentola o gli stivali delle sette leghe, incantandoci con la loro ricchezza narrativa e avvicinandoci con il loro stile scarno alla freschezza della lingua del popolo.

Andy dei Fiori's Review

Andy dei FioriAndy dei Fiori wrote a review
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Raccolta interessante e ben curata. Rispetto ad altre della medesima collana, si è un po' ecceduto nelle varianti di una medesima fiaba, fatto che rende la parte centrale del testo un po' ripetitiva. Alcuni passaggi delle psicologie di personaggi risultano un pochino forzate, ma dipende dal racconto tradizionale, non certo dal curatore.

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Raccolta interessante e ben curata. Rispetto ad altre della medesima collana, si è un po' ecceduto nelle varianti di una medesima fiaba, fatto che rende la parte centrale del testo un po' ripetitiva. Alcuni passaggi delle psicologie di personaggi risultano un pochino forzate, ma dipende dal racconto tradizionale, non certo dal curatore.