Grand River
by Wu Ming
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Estate rancida, nel mezzo di un paese guasto. Mettersi in viaggio è il miglior cardiotonico. Mettersi in viaggio allontana la tristezza. Mettersi in viaggio evita il peggio per il rotto della cuffia. Ogni volta che lo afferra la voglia di sparare ai passanti dal balcone, Wu Ming decide: tempo di partire. Lo scrittore coglie al balzo una palla da lacrosse e si proietta in Canada. Québec, Ontario, British Columbia. L'America francese, anglosassone, indiana, l'America che non è Stati Uniti, patria di un multiculturalismo che brilla e scintilla ma mostra la corda. Un mese di visioni e pellegrinaggi, tra passato e futuro, vestiti pesanti di pioggia, piedi che affondano nella melma della Storia o battono le terre dure delle riserve, sulle tracce di Joseph Brant e sua sorella Molly. Una storia di tanti anni fa: Joseph e Molly, guide della nazione Mohawk, nemici della Rivoluzione americana, ancora odiati nel paese delle stelle-e-strisce, omaggiati ma avvolti di oblio nel paese della foglia d'acero. Da Montreal alla sonnacchiosa Québec, dall'arcipelago delle Mille Isole alla riserva delle Sei nazioni, da Brantford a Vancouver (dove tutto è di più) si allunga la "via francigena" di Wu Ming, tra inukshuk e chitarre elettriche, caffè lunghi e fucili ad avancarica, lacrime e risate, totem e tabù. Un libro per chi ha amato Monituana, e per chi non ne ha mai sentito parlare.

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GenfruscianteGenfrusciante wrote a review
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diario di viaggio in canada sulle orme di Joseph e Molly Brant, protagonisti di Manituana
RobertaRoberta wrote a review
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Non avendo letto Manituana tante cose mi sono sfuggite...devo rimediare
Account deletedAnonymous wrote a review
sti wu minchia devono avere una associazione libresca a delinquere
Pierfranco RavottoPierfranco Ravotto wrote a review
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Un viaggio. Sulle tracce di Manituana ... di Joseph Brant e di Molly, dei Mohawk, delle sei nazioni. Un viaggio in Canada. Un Canada per molti aspetti diverso da quello della mia immaginazione, perchè nella mia immaginazione la multietinicità del Canada era solo quella fra bianchi anglofoni e bianchi francofoni, i pellerossa - i nativi - li ho sempre pensati solo più a Sud e immigrati asiatici non me li aspettavo. Ma diverso anche perchè WuMing racconta le città e io ho sempre pensato piuttosto alle foreste. In ogni caso fa venir voglia di viaggiare :-)
LeleBell74LeleBell74 wrote a review
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Una "nota a margine" di Manituana che fa venire voglia di partire subito.
PiziaPizia wrote a review
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"Cos'è viaggiare se non uscire da sé,rimettersi in prospettiva sotto un altro cielo e calpestando altra terra?Ridimensionare egotiche angosce(...).Opportunità di uscire dal ghetto(...).Risollevare la saracinesca dell'anima."
Credo quello che sto per dire sia ampiamente risaputo: le cose -le cose legittime, diciamo- che più amo oltre ai cani sono viaggiare e leggere. Ho passato la mia vita ad evitare di vedere film con cani, perché al 99 % fanno una brutta fine; leggere invece non ho dovuto evitarlo perché solitamente non mi piace leggere né di cani né di viaggi. I motivi non mi sono affatto chiari; sono persino giunta a temere che nel caso della letteratura di viaggio si possa trattare di una vergognosa forma di invidia -non lo escluderei. Comunque, anche in questo caso oltre all'autore -che è assolutamente più di una garanzia- ho avuto l'entusiasmo di mia figlia ad incentivare la mia lettura. E ne valeva la pena. "Guardo i volti delle persone, il loro abbigliamento informale, e penso allo sguardo dei bolognesi del centro, quelli di mezza età, che sono usi squadrarti dalla testa ai piedi, e dalla qualità di scarpe e abbigliamento decidono se sei persona da temere, da rispettare , da snobbare o da considerare tuo pari Penso a quanto di quelle idiosincrasie vive nella mia carne e nella mia mente. Penso alla piccolezza, all'angustia di un'appartenenza secolare,. Penso alla decrepitezza, alle famiglie senatorie della mia città, a vescovi e cardinali, ai paramenti, alle sezioni di partito, ai fascisti delle periferie e del centro. Ho sempre cercato di fuggire. Infatti, eccomi qui." Ripeto, non ho forse l'esperienza per valutare un libro di viaggio in quanto tale, ma credo di essere in grado di valutare un libro, e questo non ha nemmeno bisogno di essere capito perché ti scuote l'anima con la semplicità della sua forza espressiva. Non mi è mai capitato di innamorarmi di un luogo -un luogo che tra l'altro non aveva mai esercitato su di me alcun fascino, non che io ne avessi avuto percezione almeno- leggendone, se non quella generica fascinazione per l'India che qualsiasi libro indiano ti trasmette perché sei TU ricettivo a riceverla. Qui, al contrario, avverti una tale immediatezza con la scrittura che da subito ti sembra il libro parli di te. E questo raccontare le città con amore, questo trasmettere le proprie emozioni e simpatie in diretta, questo "entrare" nel luogo anche attraverso i suoi sapori, odori, rumori -l'attenzione ai locali, ed alla musica soprattutto- , questa costante ricerca di essere viaggiatore attento e modesto, partecipe e non invasivo, a vivere nel viaggio e per il viaggio - questo modo di vivere il viaggio e di scriverne insomma - mi hanno profondamente colpita e coinvolta. Al di là della storia di quei luoghi che è davvero affascinante, complessa, misteriosa ed attraente -di quel fascino altero che siamo abituati a trovare nei ritratti dei vecchi capi indiani. Ed ancora una volta và spesa una parola per la scrittura di Wu Ming: ragazzi, non c'è paragone. Io ne sono ad ogni libro più consapevolmente innamorata
estrellarojaestrellaroja wrote a review
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I Wu Ming scrivono un diario di viaggio, sulle tracce del loro libro: mi è venuta voglia di andare in Canada, e di rileggere Manituana... direi: missione compiuta!!!!
Chiara WhiteChiara White wrote a review
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Scopro sempre di più passione per i libri che raccontano di viaggi. In questo si ripercorrono i luoghi in cui è ambientato Manituana, il Grand River e il Canada, e penso sia meglio leggerlo nell'immediato dopo il libro di Wu Ming. Io ho fatto passare troppo tempo. Trovo gli stessi posti ma tanta tanta tristezza in più. Quella consapevolezza che la storia sarebbe finita male, qui si trasforma in un "futuro" triste per chi è rimasto in queste terre, non più come partecipe della storia del paese, ma come recluso nelle riserve. Quanta malinconia. Non basta la magia dei sogni per riportare in vita i personaggi e non basta la pioggia per pulire presente e passato...
PeppeLauraPeppeLaura wrote a review
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Letto da: Peppe. Segue Manituana. Uno degli autori, in viaggio per il Canada di oggi sulle tracce della terra delle sei nazioni Irochesi e di Molly Brandt. Chi è curioso, legga prima di questo Manituana di Wu Ming
Simo_SinSimo_Sin wrote a review
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Un viaggio attraverso il Canada con qualche illuminazione e tanta autoreferenzialità.