Groucho e io
by Groucho Marx
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Come sappiamo dalle sue strepitose lettere, nonché dalla leggenda che circonda la sua carriera di attore, Groucho Marx era Groucho in ogni sua manifestazione, e la comicità che irradiava sullo schermo si nutriva delle ricche assurdità della sua vita. Così, un'autobiografia di Groucho non poteva certo somigliare alle tediose elencazioni di travolgenti successi che spesso costituiscono le vite delle star. E alla fine, usciremo da questo libro storditi e felici come dopo aver visto uno dei suoi migliori film.

Mauro Marconi's Review

Mauro MarconiMauro Marconi wrote a review
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Scremate pure un bel po’ della mia dichiarata predilezione per questo singolare personaggio – una stupefacente chimera dello spettacolo, metà guitto e metà intellettuale –, ma questa è una delle poche letture “necessarie” dopo il rovinoso crollo delle ideologie che ha segnato la fine del Novecento. Mi correggo: di tutte le ideologie tranne il marxismo grouchiano. Quasi fosse una metamorfosi naturale, la barba bianca dell’autore del Capitale si è mutata in un paio di neri baffoni troppo finti per non sembrare veri, e la rivolta sanguinosa dei derelitti contro i padroni si è sublimata nella lotta beffarda dei moderni giullari (affrancatisi dalle loro corti) contro lo strafottente potere mediatico, vero cancro oramai planetario. Uno dei primi “chirurghi dell’anima” è stato proprio lui, insieme ai suoi irriverenti fratelli, ed in questa strampalata eppure veritiera autobiografia ci regala un affresco umoristicamente squinternato, ma vividissimo, di un’epoca che per certi aspetti non è ancora tramontata (vedi le crisi finanziarie tipo Wall Street o i recenti scandali sessuali ad Hollywood, e non solo). Si legge e si ride senza soluzione di continuità, presi dal turbinio delle avventure/sventure di una famiglia ad alto tasso di predisposizione artistica, opportunamente bilanciato da un’elevata capacità di sopportazione dell’iniziale, eppure prolungata e quasi atavica, penuria di denari. E quando finalmente arrivano il successo e i milioni – cose che di norma corrompono gli spiriti più refrattari – è per fortuna troppo tardi: i Marx sono già canonizzati sull’altare degli immortali, e purtroppo sempre più rari, dispensatori di felicità.
Mauro MarconiMauro Marconi wrote a review
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Scremate pure un bel po’ della mia dichiarata predilezione per questo singolare personaggio – una stupefacente chimera dello spettacolo, metà guitto e metà intellettuale –, ma questa è una delle poche letture “necessarie” dopo il rovinoso crollo delle ideologie che ha segnato la fine del Novecento. Mi correggo: di tutte le ideologie tranne il marxismo grouchiano. Quasi fosse una metamorfosi naturale, la barba bianca dell’autore del Capitale si è mutata in un paio di neri baffoni troppo finti per non sembrare veri, e la rivolta sanguinosa dei derelitti contro i padroni si è sublimata nella lotta beffarda dei moderni giullari (affrancatisi dalle loro corti) contro lo strafottente potere mediatico, vero cancro oramai planetario. Uno dei primi “chirurghi dell’anima” è stato proprio lui, insieme ai suoi irriverenti fratelli, ed in questa strampalata eppure veritiera autobiografia ci regala un affresco umoristicamente squinternato, ma vividissimo, di un’epoca che per certi aspetti non è ancora tramontata (vedi le crisi finanziarie tipo Wall Street o i recenti scandali sessuali ad Hollywood, e non solo). Si legge e si ride senza soluzione di continuità, presi dal turbinio delle avventure/sventure di una famiglia ad alto tasso di predisposizione artistica, opportunamente bilanciato da un’elevata capacità di sopportazione dell’iniziale, eppure prolungata e quasi atavica, penuria di denari. E quando finalmente arrivano il successo e i milioni – cose che di norma corrompono gli spiriti più refrattari – è per fortuna troppo tardi: i Marx sono già canonizzati sull’altare degli immortali, e purtroppo sempre più rari, dispensatori di felicità.