Harry Potter e l'ordine della Fenice
by J. K. Rowling
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Quindicenne alle prese con improvvisi scoppi d'ira, la voglia di cambiare il mondo e le prime, cocenti, passioni amorose, Harry Potter sta per tornare alla Scuola di Alta Stregoneria di Hogwarts, dove frequenterà il quinto anno. Già infastidito dalle noie adolescenziali, il ragazzino è reduce da una noiosa estate con gli spregevoli Dursley e non vede l'ora di tornare alla movimentata vita degli apprendisti maghi. E, di certo, le avventure non mancheranno... Tessendo un'altra stupefacente trama, Joanne K. Rowling, questa volta dà voce alle inquietudini dell'adolescenza, mettendo in guardia contro la stupidità del potere e di chi lo usa per combattere il talento, il coraggio, la fantasia e la diversità. Età di lettura: da 10 anni.

Ainely's Quotes

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«Non devi vergognarti di quello che provi» riprese Silente. «Anzi… poter provare un dolore così grande è la tua vera forza».
Harry sentì la collera lambirgli le viscere, fiammeggiando nel vuoto terribile, riempiendolo del desiderio di ferire Silente, di punirlo per la sua calma e per le sue parole vuote.
«La mia vera forza, eh?» disse con voce tremante, fissando senza vederlo lo stadio di Quidditch. «Lei non ha idea… lei non sa…»
«Che cos’è che non so?» chiese calmo Silente.
Era troppo. Harry si voltò, tremando di collera.
«Non voglio parlare di quello che provo, capito?»
«Harry, soffrire così dimostra che sei un uomo! Questo dolore fa parte dell’essere umano…»
«ALLORA… NON… VOGLIO… ESSERE… UMANO!»
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«Non devi vergognarti di quello che provi» riprese Silente. «Anzi… poter provare un dolore così grande è la tua vera forza».
Harry sentì la collera lambirgli le viscere, fiammeggiando nel vuoto terribile, riempiendolo del desiderio di ferire Silente, di punirlo per la sua calma e per le sue parole vuote.
«La mia vera forza, eh?» disse con voce tremante, fissando senza vederlo lo stadio di Quidditch. «Lei non ha idea… lei non sa…»
«Che cos’è che non so?» chiese calmo Silente.
Era troppo. Harry si voltò, tremando di collera.
«Non voglio parlare di quello che provo, capito?»
«Harry, soffrire così dimostra che sei un uomo! Questo dolore fa parte dell’essere umano…»
«ALLORA… NON… VOGLIO… ESSERE… UMANO!»
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