I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia
by Thomas Mann
(*)(*)(*)(*)(*)(4,324)
Scritto nel 1901, all'alba non solo di un nuovo secolo, ma di un totale stravolgimento della coscienza europea, "I Buddenbrook" è uno straordinario affresco narrativo di quella società tedesca che nell'Ottocento assisteva impotente al progressivo esautorarsi di quegli stessi valori borghesi che aveva ormai irreversibilmente esasperato e al crollo di una rassicurante impalcatura ideologica e culturale a lungo tenacemente difesa. La storia della famiglia dei Buddenbrook è l'emblema di questa lenta, inesorabile decadenza, dettata dal sorgere di una nuova sensibilità e al tempo stesso caratterizzata da un persistente, nostalgico attaccamento a uno stile di vita faticosamente conquistato e a una concezione della storia individuale e collettiva senza futuro. Primo grande romanzo di Thomas Mann, "I Buddenbrook" rimane il suo capolavoro e uno dei pilastri della letteratura del Novecento: il culmine estremo del realismo ottocentesco e la nascita di quella caratterizzazione psicologica dei personaggi squisitamente novecentesca.

All Quotations

61 + 2 in other languages
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
Sai com'ero stupida allora? Volevo tirar fuori dalle meduse le stelle colorate. Ne portai a casa un fazzoletto pieno e le schierai in bell'ordine sul balcone, perché svaporassero... e poi mi sarei trovate lì tutte le stelle! Già, e quando andai a vedere trovai una gran macchia bagnata, che odorava appena di alghe putride...
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
Sai com'ero stupida allora? Volevo tirar fuori dalle meduse le stelle colorate. Ne portai a casa un fazzoletto pieno e le schierai in bell'ordine sul balcone, perché svaporassero... e poi mi sarei trovate lì tutte le stelle! Già, e quando andai a vedere trovai una gran macchia bagnata, che odorava appena di alghe putride...
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
C'era la storia dell'uomo che inghiotte un topo nel sonno e va dal veterinario, e quello gli consiglia di inghiottire anche un gatto...
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
C'era la storia dell'uomo che inghiotte un topo nel sonno e va dal veterinario, e quello gli consiglia di inghiottire anche un gatto...
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
Tutti riconoscevano con invidia o con calorosa simpatia la sua bravura e abilità, mentre lui lottava invano per mettere in ordine e sistemare in modo soddisfacente le cose, perché si sentiva sempre disperatamente in ritardo rispetto ai progetti della sua fantasia.
Elisa DatresElisa Datres added a quotation
Tutti riconoscevano con invidia o con calorosa simpatia la sua bravura e abilità, mentre lui lottava invano per mettere in ordine e sistemare in modo soddisfacente le cose, perché si sentiva sempre disperatamente in ritardo rispetto ai progetti della sua fantasia.
BRI87BRI87 added a quotation
Cos'è il successo? Una forza segreta e indescrivibile, intuizione, prontezza... La consapevolezza di esercitare, con il solo fatto di esistere, una pressione sull'andamento della vita che mi circonda...
BRI87BRI87 added a quotation
Cos'è il successo? Una forza segreta e indescrivibile, intuizione, prontezza... La consapevolezza di esercitare, con il solo fatto di esistere, una pressione sull'andamento della vita che mi circonda...
MariavenereMariavenere added a quotation
"Onde lunghe..." disse Thomas Buddenbrook. "Come avanzano e si infrangono, avanzano e si infrangono, una dopo l'altra, all'infinito, vane, monotone e senza scopo. Eppure danno un senso di calma e di consolazione, come le cose semplici e necessarie. Amo il mare, ho imparato ad amarlo sempre più...forse una volta preferivo le montagne solo perché erano molto lontane. Adesso non vorrei più andarci. Credo che proverei paura e vergogna. Sono troppo arbitrarie, troppo irregolari, troppo multiformi...certo, mi sentirei molto inferiore. Quali uomini preferiscono la monotonia del mare? Quelli che hanno guardato troppo a lungo e troppo a fondo nel groviglio delle cose interiori, mi sembra, per non pretendere almeno da quelle esteriori sopratutto un pregio: semplicità...Che in montagna ci si arrampicano coraggiosamente mentre al mare si resta sdraiati in pace sulla sabbia è il meno. Io conosco lo sguardo di chi rende omaggio all'uno o all'altro. Occhi sicuri di sé, fieri, felici, pieni di spirito di iniziativa, fermezza e forza d'animo errano di cima in cima; mentre sulla vastità del mare che spinge avanti le sue onde con quel fatalismo mistico e paralizzante si posa lo sguardo di chi sogna, lo sguardo velato, disperato e sapiente che si è già sprofondato in chissà quali tristi disordini...Salute e malattia, ecco la differenza. Ci si arrampica con audacia sulla meravigliosa varietà di forme dentellate, svettanti , scoscese per saggiare la forza vitale che ancora non si è spesa fino in fondo. Ma si riposa accanto alla vasta semplicità delle cose esteriori, stanchi come si è del disordine di quelle interiori".
MariavenereMariavenere added a quotation
"Onde lunghe..." disse Thomas Buddenbrook. "Come avanzano e si infrangono, avanzano e si infrangono, una dopo l'altra, all'infinito, vane, monotone e senza scopo. Eppure danno un senso di calma e di consolazione, come le cose semplici e necessarie. Amo il mare, ho imparato ad amarlo sempre più...forse una volta preferivo le montagne solo perché erano molto lontane. Adesso non vorrei più andarci. Credo che proverei paura e vergogna. Sono troppo arbitrarie, troppo irregolari, troppo multiformi...certo, mi sentirei molto inferiore. Quali uomini preferiscono la monotonia del mare? Quelli che hanno guardato troppo a lungo e troppo a fondo nel groviglio delle cose interiori, mi sembra, per non pretendere almeno da quelle esteriori sopratutto un pregio: semplicità...Che in montagna ci si arrampicano coraggiosamente mentre al mare si resta sdraiati in pace sulla sabbia è il meno. Io conosco lo sguardo di chi rende omaggio all'uno o all'altro. Occhi sicuri di sé, fieri, felici, pieni di spirito di iniziativa, fermezza e forza d'animo errano di cima in cima; mentre sulla vastità del mare che spinge avanti le sue onde con quel fatalismo mistico e paralizzante si posa lo sguardo di chi sogna, lo sguardo velato, disperato e sapiente che si è già sprofondato in chissà quali tristi disordini...Salute e malattia, ecco la differenza. Ci si arrampica con audacia sulla meravigliosa varietà di forme dentellate, svettanti , scoscese per saggiare la forza vitale che ancora non si è spesa fino in fondo. Ma si riposa accanto alla vasta semplicità delle cose esteriori, stanchi come si è del disordine di quelle interiori".
MariavenereMariavenere added a quotation
"Quando eravamo piccoli e giocavamo " a nascondino " , Tom, c'era sempre una "tana ", un angolino ben preciso in cui ci si poteva rifugiare se si era in pericolo e in difficoltà, da dove non era lecito essere scacciati e si poteva riposare in pace. La casa della mamma, questa casa, è stata la mia "tana " nella vita Tom..."
MariavenereMariavenere added a quotation
"Quando eravamo piccoli e giocavamo " a nascondino " , Tom, c'era sempre una "tana ", un angolino ben preciso in cui ci si poteva rifugiare se si era in pericolo e in difficoltà, da dove non era lecito essere scacciati e si poteva riposare in pace. La casa della mamma, questa casa, è stata la mia "tana " nella vita Tom..."
GarrasputGarrasput added a quotation
“In quanto al conte Eberhard, si ricordava che, per difendersi dalla noia di richieste, offerte e accattonaggi, per molto tempo dopo che si era stabilito in quel podere fuori porta, aveva esposto sull’umile uscio di casa un cartello, sul quale si poteva leggere: ‘qui abita il conte Mölln, da solo, non ha bisogno di nulla, non compra nulla e non ha nulla da regalare’. Quando il cartello ebbe sortito il suo effetto e nessuno venne più a importunarlo, egli lo tolse”.
GarrasputGarrasput added a quotation
“In quanto al conte Eberhard, si ricordava che, per difendersi dalla noia di richieste, offerte e accattonaggi, per molto tempo dopo che si era stabilito in quel podere fuori porta, aveva esposto sull’umile uscio di casa un cartello, sul quale si poteva leggere: ‘qui abita il conte Mölln, da solo, non ha bisogno di nulla, non compra nulla e non ha nulla da regalare’. Quando il cartello ebbe sortito il suo effetto e nessuno venne più a importunarlo, egli lo tolse”.
BlueroseBluerose added a quotation
A un tratto disse più piano: «Tra poco tornerà in città, Tony, e fra due settimane avrò finito le vacanze... dovrò andare di nuovo a Gottinga. Ma vuole promettermi che non dimenticherà questo pomeriggio, qui sulla spiaggia, finché sarò ritornato... e sarò dottore... e potrò pregare suo padre per noi due, per difficile che sia? E che intanto lei non ascolterà nessun signor Grünlich?... Oh, non ci vorrà molto tempo, vedrà! Lavorerò come un... Non è difficile...». «Sì, Morten,» disse lei felice e assente, guardando i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani che tenevano le sue...Egli si portò ancor più vicino al petto la mano di lei e chiese con voce soffocata, che pregava: «Non vuole che io... Non potrei... suggellare...?» Lei non rispose, non lo guardò, solo spinse il busto, piano, un po’ più vicino a lui sul monticello di sabbia, e Morten la baciò lentamente e a lungo sulla bocca. Poi chinarono tutti e due gli occhi sulla sabbia, in due direzioni opposte, e si vergognarono moltissimo.
BlueroseBluerose added a quotation
A un tratto disse più piano: «Tra poco tornerà in città, Tony, e fra due settimane avrò finito le vacanze... dovrò andare di nuovo a Gottinga. Ma vuole promettermi che non dimenticherà questo pomeriggio, qui sulla spiaggia, finché sarò ritornato... e sarò dottore... e potrò pregare suo padre per noi due, per difficile che sia? E che intanto lei non ascolterà nessun signor Grünlich?... Oh, non ci vorrà molto tempo, vedrà! Lavorerò come un... Non è difficile...». «Sì, Morten,» disse lei felice e assente, guardando i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani che tenevano le sue...Egli si portò ancor più vicino al petto la mano di lei e chiese con voce soffocata, che pregava: «Non vuole che io... Non potrei... suggellare...?» Lei non rispose, non lo guardò, solo spinse il busto, piano, un po’ più vicino a lui sul monticello di sabbia, e Morten la baciò lentamente e a lungo sulla bocca. Poi chinarono tutti e due gli occhi sulla sabbia, in due direzioni opposte, e si vergognarono moltissimo.
BlueroseBluerose added a quotation
E poi era arrivata la fine. Quella felicità canora, sfolgorante, era ammutolita, spenta; con la testa in fiamme egli si era ritrovato a casa, nella sua stanza, e si era reso conto che soltanto un paio d’ore di sonno là nel suo letto, lo separavano dalla triste realtà quotidiana. Allora lo aveva preso quella crisi di totale sconforto che conosceva bene. Aveva sentito di nuovo quanto male possa farci la bellezza, come possa gettarci nella vergogna e in una nostalgica disperazione, e annientare anche il coraggio e la capacità di vivere la vita comune. Essa lo aveva schiacciato nella sua terribile disperazione sotto un peso così immane, che, ancora una volta si era detto, che qualcosa di più grande delle sue angosce personali doveva gravare fin dall’inizio il suo spirito, un fardello, che una volta o l’altra lo avrebbe soffocato... Poi aveva caricato la sveglia e aveva dormito così profondamente, come si dorme quando non ci si vorrebbe ridestare più. E adesso ecco il lunedì, erano le sei e lui non aveva preparato una sola lezione!
BlueroseBluerose added a quotation
E poi era arrivata la fine. Quella felicità canora, sfolgorante, era ammutolita, spenta; con la testa in fiamme egli si era ritrovato a casa, nella sua stanza, e si era reso conto che soltanto un paio d’ore di sonno là nel suo letto, lo separavano dalla triste realtà quotidiana. Allora lo aveva preso quella crisi di totale sconforto che conosceva bene. Aveva sentito di nuovo quanto male possa farci la bellezza, come possa gettarci nella vergogna e in una nostalgica disperazione, e annientare anche il coraggio e la capacità di vivere la vita comune. Essa lo aveva schiacciato nella sua terribile disperazione sotto un peso così immane, che, ancora una volta si era detto, che qualcosa di più grande delle sue angosce personali doveva gravare fin dall’inizio il suo spirito, un fardello, che una volta o l’altra lo avrebbe soffocato... Poi aveva caricato la sveglia e aveva dormito così profondamente, come si dorme quando non ci si vorrebbe ridestare più. E adesso ecco il lunedì, erano le sei e lui non aveva preparato una sola lezione!
BlueroseBluerose added a quotation
Non è il fatto che in montagna ci si debba arrampicare coraggiosamente, mentre al mare si riposa tranquillamente sulla sabbia. Ma conosco lo sguardo con il quale si accarezza l’una e l’altro. Occhi sicuri, caparbi, felici, audaci, fermi e coraggiosi, vagano di vetta in vetta; ma sulla vastità del mare, che con questo mistico e snervante fatalismo srotola le sue onde, sogna uno sguardo velato, sapiente e disincantato, già profondamente entrato in dolorosi intrighi... Salute e malattia, ecco la differenza. Si scala arditamente la meravigliosa molteplicità delle cime frastagliate, delle vette e dei dirupi, per mettere alla prova la propria energia vitale, non ancora consumata. Ma si cerca riposo sulla vasta semplicità delle cose esteriori, stanchi dei grovigli di quelle interiori.»
BlueroseBluerose added a quotation
Non è il fatto che in montagna ci si debba arrampicare coraggiosamente, mentre al mare si riposa tranquillamente sulla sabbia. Ma conosco lo sguardo con il quale si accarezza l’una e l’altro. Occhi sicuri, caparbi, felici, audaci, fermi e coraggiosi, vagano di vetta in vetta; ma sulla vastità del mare, che con questo mistico e snervante fatalismo srotola le sue onde, sogna uno sguardo velato, sapiente e disincantato, già profondamente entrato in dolorosi intrighi... Salute e malattia, ecco la differenza. Si scala arditamente la meravigliosa molteplicità delle cime frastagliate, delle vette e dei dirupi, per mettere alla prova la propria energia vitale, non ancora consumata. Ma si cerca riposo sulla vasta semplicità delle cose esteriori, stanchi dei grovigli di quelle interiori.»