I fratelli Karamazov
by Fëdor Dostoevskij
(*)(*)(*)(*)(*)(5,769)
I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.

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7
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LA CREAZIONE DI ADAMO - Michelangelo Buonarroti (particolare moderno)
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GUARDIAN ANGEL 1984 - MASQUERADE
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Wordsworth Classics
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R DR D added a note
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KatiaKatia added a note
L'ho lasciato sullo scaffale e al suo posto ho iniziato Lessico famigliare della Ginzburg. Ero arrivata a pagina 284 o giù di lì (ho segnato la data del 31, ma in realtà ho smesso il 15: più tardi ci ho fatto giusto un salto). E' stata una cattiva idea abbandonarlo: riprendendolo in mano mi sono accorta che alcuni particolari non li ricordavo più, le cause più rilevanti della storia intera mi erano sfuggite (a dire il vero lo avevano fatto già molto prima... devo smetterla di leggere quando sono distratta!), non riuscivo a rientrare a pieno nelle atmosfere descritte. Però riaprire quelle pagine e ripercorrerle con lo sguardo è stato un po' come tornare a casa. Mi sono innamorata dei personaggi, mi ci sono affezionata. Ho deciso di rileggerlo daccapo. Per capirci tutto meglio, per innamorarmi ancora una volta. Sento che lo leggerò comunque in questo periodo. Ha il sapore di un libro invernale e non me la sento di leggerlo in un'altra stagione. E poi eccola la cosa bella dei "mattoni": leggendoli, li vivi e loro vivono con te. La sua lettura l'ho lasciata aperta in un periodo un po' così. Ha visto il mio "quasi lasciarmi" con Samuele, le mie urla quella sera, i miei diciannove anni, le vacanze doloranti in preda al panico. Poi ho imparato una nuova cosa sui libri di Dostoevskij: mai lasciarli perdere! O li leggi tutti d'un fiato o non ne vale proprio la pena dopo un lunghissimo periodo di astinenza. Irrobustiscono il tuo spessore di persona (che sia morale, culturale o intellettuale). Una scrittura troppo doverosa e intrisa di suprema grandezza per gli animi (e i lettori) deboli.
KatiaKatia added a note
L'ho lasciato sullo scaffale e al suo posto ho iniziato Lessico famigliare della Ginzburg. Ero arrivata a pagina 284 o giù di lì (ho segnato la data del 31, ma in realtà ho smesso il 15: più tardi ci ho fatto giusto un salto). E' stata una cattiva idea abbandonarlo: riprendendolo in mano mi sono accorta che alcuni particolari non li ricordavo più, le cause più rilevanti della storia intera mi erano sfuggite (a dire il vero lo avevano fatto già molto prima... devo smetterla di leggere quando sono distratta!), non riuscivo a rientrare a pieno nelle atmosfere descritte. Però riaprire quelle pagine e ripercorrerle con lo sguardo è stato un po' come tornare a casa. Mi sono innamorata dei personaggi, mi ci sono affezionata. Ho deciso di rileggerlo daccapo. Per capirci tutto meglio, per innamorarmi ancora una volta. Sento che lo leggerò comunque in questo periodo. Ha il sapore di un libro invernale e non me la sento di leggerlo in un'altra stagione. E poi eccola la cosa bella dei "mattoni": leggendoli, li vivi e loro vivono con te. La sua lettura l'ho lasciata aperta in un periodo un po' così. Ha visto il mio "quasi lasciarmi" con Samuele, le mie urla quella sera, i miei diciannove anni, le vacanze doloranti in preda al panico. Poi ho imparato una nuova cosa sui libri di Dostoevskij: mai lasciarli perdere! O li leggi tutti d'un fiato o non ne vale proprio la pena dopo un lunghissimo periodo di astinenza. Irrobustiscono il tuo spessore di persona (che sia morale, culturale o intellettuale). Una scrittura troppo doverosa e intrisa di suprema grandezza per gli animi (e i lettori) deboli.
MarìseMarìse added a note
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