I fratelli Karamazov
by Fëdor Dostoevskij
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I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.

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C'è nel popolo un dolore taciturno e paziente: si ritira in se stesso, e tace. Ma c'è anche un dolore che esplode; esso dapprima prorompe in lacrime, e poi continua a colare in lamentazioni. [...] Ma non è un dolore più lieve di quello taciturno. Le lamentazioni non gli danno altro ristoro fuorché quello dell'esulcerare e di lacerare il cuore. È un dolore che non desidera neppure di trovar consolazione: si nutre del senso d'essere inconsolabile. Le lamentazioni sgorgano da un bisogno di rinfiammare incessantemente la piaga.
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C'è nel popolo un dolore taciturno e paziente: si ritira in se stesso, e tace. Ma c'è anche un dolore che esplode; esso dapprima prorompe in lacrime, e poi continua a colare in lamentazioni. [...] Ma non è un dolore più lieve di quello taciturno. Le lamentazioni non gli danno altro ristoro fuorché quello dell'esulcerare e di lacerare il cuore. È un dolore che non desidera neppure di trovar consolazione: si nutre del senso d'essere inconsolabile. Le lamentazioni sgorgano da un bisogno di rinfiammare incessantemente la piaga.
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L'importante è che non mentiate a voi stesso. Colui che mente a se stesso, e dà ascolto alla sua proprio menzogna, arriva al punto che più nulla di vero riesce a distinguere né in sé né intorno a sé, e quindi finisce a non stimare né se stesso né gli altri. Non stimando nessuno, cessa d'amare, e per trovare, cosí privo d'amore, qualcosa che lo interessi e lo distragga, s'abbandona alle passioni e ai grossolani piaceri, e scende nei suoi vizi addirittura al livello dei bruti: tutto questo per l'incessante mentire che fa al prossimo e a se stesso.
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L'importante è che non mentiate a voi stesso. Colui che mente a se stesso, e dà ascolto alla sua proprio menzogna, arriva al punto che più nulla di vero riesce a distinguere né in sé né intorno a sé, e quindi finisce a non stimare né se stesso né gli altri. Non stimando nessuno, cessa d'amare, e per trovare, cosí privo d'amore, qualcosa che lo interessi e lo distragga, s'abbandona alle passioni e ai grossolani piaceri, e scende nei suoi vizi addirittura al livello dei bruti: tutto questo per l'incessante mentire che fa al prossimo e a se stesso.
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Nella maggior parte dei casi, gli uomini, e sia pure I farabutti, sono molto più ingenui e semplici di come li giudichiamo noi. E noi per primi siamo così.
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Nella maggior parte dei casi, gli uomini, e sia pure I farabutti, sono molto più ingenui e semplici di come li giudichiamo noi. E noi per primi siamo così.
Fizz HerbertFizz Herbert added a quotation
In astratto si può ancora amare il prossimo. E a volte anche in lontananza. Ma da vicino quasi mai.
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In astratto si può ancora amare il prossimo. E a volte anche in lontananza. Ma da vicino quasi mai.
CcrissCcriss added a quotation
''Vedete, noi siamo nature ampie, karamazoviane, capaci di mescolare insieme i più opposti contrari che immaginar si possa, e di ficcar lo sguardo, nello stesso istante, in entrambi gli abissi, nell’abisso al di sopra di noi, l’abisso degli ideali più alti, e nell’abisso al di sotto di noi, l’abisso della più bassa, della più fetida caduta morale. […] I due abissi, i due abissi, o signori, nello stesso identico momento: senza questo, noi siamo infelici e insoddisfatti, la nostra esistenza non è piena.’'
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''Vedete, noi siamo nature ampie, karamazoviane, capaci di mescolare insieme i più opposti contrari che immaginar si possa, e di ficcar lo sguardo, nello stesso istante, in entrambi gli abissi, nell’abisso al di sopra di noi, l’abisso degli ideali più alti, e nell’abisso al di sotto di noi, l’abisso della più bassa, della più fetida caduta morale. […] I due abissi, i due abissi, o signori, nello stesso identico momento: senza questo, noi siamo infelici e insoddisfatti, la nostra esistenza non è piena.’'
JejelillaJejelilla added a quotation
"Padri, non esasperate i vostri figli". Si, mettiamo prima noi stessi in pratica il precetto di Cristo e solo allora ci potremo permettere di pretenderlo anche dai nostri figli. Altrimenti noi non siamo i padri, ma i nemici dei nostri figli, e loro non sono i nostri figli, ma i nostri nemici, e siamo noi stessi ad averli resi tali! "Perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio"...
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"Padri, non esasperate i vostri figli". Si, mettiamo prima noi stessi in pratica il precetto di Cristo e solo allora ci potremo permettere di pretenderlo anche dai nostri figli. Altrimenti noi non siamo i padri, ma i nemici dei nostri figli, e loro non sono i nostri figli, ma i nostri nemici, e siamo noi stessi ad averli resi tali! "Perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio"...
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In particolare amate i bambini, poiché anch'essi sono senza peccato, come gli angeli, e vivono per la nostra tenerezza, per la purificazione dei nostri cuori e per noi sono un monito. Guai a chi offende un bimbo! Pag. 441
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In particolare amate i bambini, poiché anch'essi sono senza peccato, come gli angeli, e vivono per la nostra tenerezza, per la purificazione dei nostri cuori e per noi sono un monito. Guai a chi offende un bimbo! Pag. 441
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La disgrazia altrui non aguzza l'ingegno. Pag. 427
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La disgrazia altrui non aguzza l'ingegno. Pag. 427
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"Signori, " esclamai all'improvviso, con fervore, " guardatevi attorno, contemplate i doni di Dio: il cielo luminoso, l'aria pura, l'erbetta tenera, gli uccellini, la natura magnifica e innocente... Pag. 414
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"Signori, " esclamai all'improvviso, con fervore, " guardatevi attorno, contemplate i doni di Dio: il cielo luminoso, l'aria pura, l'erbetta tenera, gli uccellini, la natura magnifica e innocente... Pag. 414
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Ma anche delle famiglie peggiori possono conservarsi ricordi preziosi, se solo la tua anima è capace di cercare ciò che è prezioso. Pag. 401
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Ma anche delle famiglie peggiori possono conservarsi ricordi preziosi, se solo la tua anima è capace di cercare ciò che è prezioso. Pag. 401