I miei stupidi intenti
by Bernardo Zannoni
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«Esistono vari modi di strillare un libro magnifico. Ma solo un modo è giusto per "I miei stupidi intenti": leggetelo, leggete questo romanzo in stato di grazia». Marco Missiroli. Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall'uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d'inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d'altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall'istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un'anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne. I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.

All Reviews

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Chiara WhiteChiara White wrote a review
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Sono stata innamorata dei libri di Beatrix Potter, pagine delicate nelle quali gli animali “umanizzati”, sono vestiti in maniera deliziosa e abitano le loro casette nelle tane, totalmente lontani dalla loro bestialità, tutti fiocchetti e famiglie affiatate. La realtà di Archy, la faina protagonista di questo romanzo, è decisamente diversa, l’esatto opposto. La sua storia è un vero romanzo di formazione, di crescita, un precipitare verso la maturità, un lottare con la propria natura, una ricerca di conoscenza, una fuga continua. Mi ha sorpreso trovare “la parola di Dio” in queste pagine, certe riflessioni e un percorso spirituale coinvolgente: ma posso dire che in realtà mi ha rapita. Decisamente più Fantastico Mister Fox che Beatrix, lo trovo un romanzo d’esordio degno di nota (avevo letto anche un libro del padre, pensa tu!). Da leggere. “Non mi sentivo più un animale; avevo barattato i miei istinti per dubbi e domande, per esercitare la ragione, per contraffare la mia natura.” I miei stupidi intenti.
BambùFantasmaBambùFantasma wrote a review
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Cerco l'uomo!
Cosa ci rende umani? Me lo chiedo perché non è poi così tanto scontato che lo siamo a priori. Certo, la tassonomia ci soccorre: genere Homo, parola da cui deriviamo l’aggettivo humanus, e il gioco pare fatto. Eppure non tutto può risolversi nella semantica, vi pare? Anche perché è un approccio del tutto convenzionale… No, bisogna interrogarsi meglio, lambiccarsi, scervellarsi… Ecco: forse umana è quella cosa che si pone domande, oppure – restando accosti all’etimo che vuole l’essere homo nascere dall’humus e persino parteciparne, almeno nella radice linguistica – umana è quella cosa che “scava” per trovare risposte alle proprie domande. Se le cose stessero davvero in questo modo, allora umano sarebbe chiunque si domandi chi sia, cosa sia, da dove venga, dove stia andando, perché faccia ciò che fa, quando morirà, che cosa resterà nel mondo dopo il suo passaggio… A metterla così, si può ben dire che anche Archy è un umano. Ma Archy, il protagonista di I miei stupidi intenti, romanzo d’esordio del giovane Bernardo Zannoni, è una faina, o meglio è anche una faina. Una faina umana… Leggi il contributo per intero su: bambufantasma.wordpress.com/2022/03/03/cerco-luomo
Annalena Accardo Annalena Accardo wrote a review
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Consigliatissimo
Un ottimo testo di un ragazzo giovanissimo al suo primo libro, poetico, bellissimo.
Nut45Nut45 wrote a review
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La faina in copertina mi ha travolto. L'ho divorato, mi sono immedesimata. Archy orfano di padre, ucciso dal contadino perchè era un ladro e rubava le galline è cresciuto con i fratelli dalla madre, che lo scambia con Salomon la volpe, dopo che per un incidente è diventato zoppo e quindi fragile e quindi non idoneo alla sopravvivenza. Inizia così per lui un periodo di formazione e di iniziazione con tutte le esperienze che la vita riserva. Salomon è un grande maestro e gli insegna a leggere sviluppando dentro di lui un'amara consapevolezza, il dramma di essere mortali. Denso e d'impatto, direi. Ma il sottofondo biblico mi ha disturbato, assai.
IlpeIlpe wrote a review
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Mi sono innamorata dell'autore per come scrive, GO Zannoni GO. Mi stava un po' sulle palle leggere un libro di un "pischello" emergente. E mi stava sulle palle anche compare un libro della Sellerio perché non sopporto come rilega i libri. Ma quando ho letto l'incipit ho capito che il Berny sa scrivere, e bene. E ho scoperto che la Sellerio nel formato libro più grande è molto valida. Mi incuriosiva leggere di Archy, e mi sono innamorata anche di lui. Show not tell. Crudo, cinico, brutale, ma anche fresco e limpido.
Mario InisiMario Inisi wrote a review
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Il libro ha un bellissimo incipit, davvero molto interessante. Mi piace anche il genere, ma mi disturba la mancanza totale di empatia di Archi, la faina protagonista della storia. Il suo non è un cammino di evoluzione o di apprendimento, di umanizzazione, lo sembra ma non lo è. Archi resta quello che era, anche dopo che ha imparato a leggere e a scrivere e dopo che ha incontrato Dio. Anzi l'incontro introduce nella sua vita, come in precedenza in quella di Salomon, un livello di finzione e di ipocrisia ulteriore. La cultura rende Archi più subdolo e non ha la meglio sull'istinto, ma è al servizio dell'istinto sia in Archi che nel suo maestro Solomon. L'istrice che a un certo punto della storia ospita Archi è evidentemente un ingenuo e la compagna ha ragioni da vendere a volere la faina fuori della porta di casa e a guardarla con sospetto. La totale mancanza di slanci in questi animali rende la storia ossessiva e senza aperture. Mi aspettavo un libro duro come la collina dei conigli ma con gli stessi slanci invece no. Per me al libro manca qualcosa di necessario a livello di sostanza anche se la scrittura è ottima, l'incipit bellissimo.
LorenzoColtLorenzoColt wrote a review
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Cosa ci rende umani?
Chi l'ha detto che per parlare dell'uomo bisogna per forza raccontare di esseri umani? A volte è più facile farlo parlando di animali. O almeno, Zannoni ci riesce egregiamente.  Perché alla fine, per quanto lo si voglia dimenticare, siamo animali anche noi.  Solo che come Archy, proviamo a non esserlo, a "elevarci" (letteralmente).  Ma se siamo animali, cos'è che ci rende davvero "umani"?  Questa la domanda di un libro ben scritto, originale e incalzante. 
Larmob69Larmob69 wrote a review
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Sorprendente. Un pensiero laterale per scritto: animali molto più umani degli umani. Bella opera prima forse con qualche ingenuità ma con tantissimo talento espressso.
SidnerSidner wrote a review
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La vita agra
"C'è dell'Amore qui, fra le parole. Non si legge, ma si sente."
ElishebaezElishebaez wrote a review
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Archy, my love.
Io non so come nascano le idee e le storie nelle teste di chi scrive. Il bello della lettura è anche questo mistero. Perché quella storia, perché in quella testa? Ne "I miei stupidi intenti" sorprende che questa storia sia nata dalla testa (geniale) di un giovanissimo autore. Bernardo Zannoni è alla sua prima pubblicazione, e io non posso che riconoscere un talento raro. La vita di Archy, faina nato in una notte d'inverno, è quanto di più umano, selvaggio, selvatico e potente si possa immaginare. Il mondo di Archy è il mondo del bosco, un bosco dove gli animali hanno nomi, parlano, vivono, si amano e si uccidono. Perché è inevitabile che il lato animale, spesso, prevalga sull'umano; a volte si fondono i due lati dei personaggi, e diventa invisibile quel discrimine che li separa. Archy è zoppo, per una brutta caduta da piccolo, e sua madre lo vende per una gallina e mezzo alla vecchia volpe Solomon, l'usuraio, temuto e rispettato da tutti gli altri animali, che insegnerà alla faina a leggere e a scrivere. Non è una favola, questa, perché il lettore si troverà a sua volta catapultato in un mondo animale, dove le azioni e le abitudini sono le stesse degli umani. È davvero difficile riassumere in un commento tutto quello che ho vissuto con questa faina, ritrovandomi faina io stessa, senza meravigliarmene. Ho pianto, ho sorriso, ho parteggiato, ho accettato le conseguenze degli stupidi intenti. Soprattutto ho letto amore, tanto amore, e la determinazione a non arrendersi mai, se non a quella fine che attende tutti noi. Leggetelo, questo libro, vi aprirà un mondo interiore insospettabile.