Il caos
by J. Rodolfo Wilcock
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Un ometto deforme e potente, con un occhio solo e le gambe contorte dalla poliomielite, che riesce a trasformare la vita di una città in una “festa permanente”, in cui ciascuno recita la parte che più gli si addice; due nani pelosi che per vendicarsi di un ragazzo colpevole di aver turbato la loro tranquilla vita familiare, gli infliggono le più orribili torture con un saldatore e un apriscatole; un prigioniero di un campo di concentramento, il quale legato a una catena deve raccogliere ogni sera le immondizie di una spiaggia di moda; un giovane zoppo che viene bruciato in piazza dalle stesse autorità per divertire un popolo avido di dittatori; un’isola che sprofonda lentamente nel Pacifico, una bella ragazza che però si sgretola quando fa all’amore, un’invasione di grossi vermi sotterranei; questi sono gli argomenti trattati dalla maligna immaginazione di Wilcock in questi racconti che un critico ha definiti crudeli ma che riescono tuttavia a superare l’intrinseco orrore a forza di poesia, di comprensione umana, di felicità verbale e di trascinante umorismo.

Little Icelander's Review

Little IcelanderLittle Icelander wrote a review
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Era il 1960, e veniva dato alle stampe “Il caos”, esordio nella narrativa dell’argentino Rodolfo J. Wilcock. Ogni racconto che compone questa raccolta è un capolavoro dove la fantasia ipertrofica dell’autore riesce a bilanciare magistralmente grottesco, fantastico e humour nero. Disegnando in pochi tratti mondi alternativi popolati da bestie fantastiche, caratteri stralunati ed assurdi eroi. Schizzi veloci animati da personaggi che si fissano nella memoria dell’incauto lettore, prima vittima del caos primordiale che il demiurgo Wilcock riorganizza scimmiottando e schernendo il reale.
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Era il 1960, e veniva dato alle stampe “Il caos”, esordio nella narrativa dell’argentino Rodolfo J. Wilcock. Ogni racconto che compone questa raccolta è un capolavoro dove la fantasia ipertrofica dell’autore riesce a bilanciare magistralmente grottesco, fantastico e humour nero. Disegnando in pochi tratti mondi alternativi popolati da bestie fantastiche, caratteri stralunati ed assurdi eroi. Schizzi veloci animati da personaggi che si fissano nella memoria dell’incauto lettore, prima vittima del caos primordiale che il demiurgo Wilcock riorganizza scimmiottando e schernendo il reale.