Il cigno nero
by Nassim Nicholas Taleb
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Cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto per secoli, supportati dall'evidenza, che tutti i cigni fossero bianchi? Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un'esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è prevedibile e i rischi controllabili, ma la storia non striscia, salta. I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l'invenzione della ruota, l'11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all'origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le torri gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds. Questo libro è dedicato ai cigni neri: cosa sono, come affrontarli, in che modo trame beneficio.

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SandroEneaSandroEnea added a quotation
"Quando si è un dipendente, ossia si dipende dal giudizio altrui, sembrare indaffarati può aiutare a rivendicare la responsabilità dei risultati ottenuti in un ambienente casuale."
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"Quando si è un dipendente, ossia si dipende dal giudizio altrui, sembrare indaffarati può aiutare a rivendicare la responsabilità dei risultati ottenuti in un ambienente casuale."
Filippo BigliardiFilippo Bigliardi added a quotation
📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
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📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
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📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
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📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
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📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
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📖 Trasciniamo i ricordi lungo linee causative, modificandoli involontariamente e inconsapevolmente. Continuiamo a rinarrare gli eventi passati alla luce di ciò che sembra dare loro un senso logico dopo che sono accaduti. 📖 Quando guardiamo al futuro tendiamo a «scavare tunnel», a considerarlo il solito tran tran privo di Cigni neri, ma nel futuro non c’è niente di solito. 📖 […] la progressione lineare, che è un’idea platonica, non è la norma. 📖 […] eliminare l’illusione analgesica della causalità ci mette molto a disagio 📖 Se questo risulta troppo complicato da capire è perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con le nozioni di causalità e pensiamo che sia più intelligente dire «perché» che accettare il caso. 📖 Sopravvalutiamo quello che conosciamo e sottovalutiamo l’incertezza, comprimendo la gamma dei possibili stati incerti (ossia riducendo lo spazio di ciò che è sconosciuto). 📖 Attribuiamo i successi alle nostre capacità e i fallimenti a eventi esterni fuori dal nostro controllo, ossia al caso. Ci sentiamo responsabili del positivo, ma non del negativo. Questo ci porta a credere di essere migliori degli altri in ciò che facciamo. 📖 In statistica esiste una legge chiamata «legge delle aspettative iterate» che nella sua forma più forte può essere espressa così: se mi aspetto qualcosa in futuro, me lo aspetto già nel presente. 📖 L’idea che per prendere una decisione sia necessario concentrarsi sulle conseguenze (che si possono conoscere) piuttosto che sulla probabilità (che non si può conoscere) è la nozione centrale dell’incertezza. Gran parte della mia vita si basa su di essa.
exsiliumexsilium added a quotation
Noi esseri umani amiamo il tangibile, la conferma, il palpabile, il reale, il visibile, il concreto, il conosciuto, il visto, il vivido, il visuale, il sociale, il radicato, l’emotivamente carico, il saliente, lo stereotipato, il toccante, il teatrale, il romanzato, ciò che è di facciata, l’ufficiale, la verbosità che sembra erudizione (le stronzate), il pomposo economista gaussiano, le scemenze matematizzate, il fasto, l’Académie française, la Harvard Business School, il premio Nobel, i completi scuri con le camicie bianche e le cravatte di Ferragamo, il sermone toccante e il sensazionale. Ma soprattutto preferiamo il narrato. Purtroppo l’attuale versione della razza umana non comprende le questioni astratte perché le serve un contesto, e il caso e l’incertezza sono astrazioni. Rispettiamo ciò che è accaduto, ma ignoriamo ciò che sarebbe potuto accadere. In altre parole, per natura siamo poco profondi e superficiali, e non lo sappiamo.
exsiliumexsilium added a quotation
Noi esseri umani amiamo il tangibile, la conferma, il palpabile, il reale, il visibile, il concreto, il conosciuto, il visto, il vivido, il visuale, il sociale, il radicato, l’emotivamente carico, il saliente, lo stereotipato, il toccante, il teatrale, il romanzato, ciò che è di facciata, l’ufficiale, la verbosità che sembra erudizione (le stronzate), il pomposo economista gaussiano, le scemenze matematizzate, il fasto, l’Académie française, la Harvard Business School, il premio Nobel, i completi scuri con le camicie bianche e le cravatte di Ferragamo, il sermone toccante e il sensazionale. Ma soprattutto preferiamo il narrato. Purtroppo l’attuale versione della razza umana non comprende le questioni astratte perché le serve un contesto, e il caso e l’incertezza sono astrazioni. Rispettiamo ciò che è accaduto, ma ignoriamo ciò che sarebbe potuto accadere. In altre parole, per natura siamo poco profondi e superficiali, e non lo sappiamo.