Il codice Rebecca
by Ken Follett
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Nord Africa, estate 1942. Il generale Rommel, la "volpe del deserto", ha accerchiato le truppe britanniche e sembra a un passo dalla vittoria finale. Ha un'arma segreta: una spia assolutamente fuori dal comune, Alex Wolff, che gli comunica direttamente i piani segreti dell'esercito di Sua Maestà servendosi di un invincibile sistema cifrato, il codice Rebecca. La Germania nazista avrà dunque il sopravvento? Così sembra, a meno che non si riesca a bloccare Wolff e a carpirgli la chiave del codice. L'unico che può farlo è un ufficiale inglese, il maggiore Vendam, nelle cui mani sono le sorti dell'umanità...

Terribbol's Review

TerribbolTerribbol wrote a review
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Duello di spie
Vecchio libro di Follet che ho deciso di leggere perchè amo i racconti sul nazismo e che scorre abbastanza veloce grazie all’interessante ambientazione dell’Egitto della seconda guerra mondiale. Inglesi contro tedeschi (Rommel la volpe del deserto coinvolto nel racconto) con gli egiziani a fare da ago della bilancia. William Vandam contro Alexander Wolff, quasi una sfida da Street Fighter. Follett sembra quasi tifare per entrambi e solo alla fine fa la scelta più “comoda” schierandosi con l’ufficiale inglese. Decisamente molto più interessante il personaggio del perverso e godereccjo Wolff, grande spia mezza tedesco e mezza egiziana, che vale almeno il 70% del libro: peccato che alla fine sia tutto un po’ frettoloso (anche un po’ banale?) e che Wolff sembra se la faccia un pochino sotto rivelandosi meno spietato di quanto mi sarei aspettato, aiutando Vandam a salvare amore, famiglia e mondo intero. Forse perchè tutto sommato il “cattivo” non doveva essere Wolff? Va be’, ma vissero tutti felici e contenti, con le piramidi sullo sfondo.
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Duello di spie
Vecchio libro di Follet che ho deciso di leggere perchè amo i racconti sul nazismo e che scorre abbastanza veloce grazie all’interessante ambientazione dell’Egitto della seconda guerra mondiale. Inglesi contro tedeschi (Rommel la volpe del deserto coinvolto nel racconto) con gli egiziani a fare da ago della bilancia. William Vandam contro Alexander Wolff, quasi una sfida da Street Fighter. Follett sembra quasi tifare per entrambi e solo alla fine fa la scelta più “comoda” schierandosi con l’ufficiale inglese. Decisamente molto più interessante il personaggio del perverso e godereccjo Wolff, grande spia mezza tedesco e mezza egiziana, che vale almeno il 70% del libro: peccato che alla fine sia tutto un po’ frettoloso (anche un po’ banale?) e che Wolff sembra se la faccia un pochino sotto rivelandosi meno spietato di quanto mi sarei aspettato, aiutando Vandam a salvare amore, famiglia e mondo intero. Forse perchè tutto sommato il “cattivo” non doveva essere Wolff? Va be’, ma vissero tutti felici e contenti, con le piramidi sullo sfondo.