Il figlio del cimitero
by Neil Gaiman
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Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni... Età di lettura: da 12 anni.

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zombie49zombie49 wrote a review
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Simpatica fiaba gotica
Un assassino stermina una famiglia: padre, madre, una bambina. Il figlio più piccolo, però, di un anno e mezzo, sgattaiola inosservato dall’uscio socchiuso, e gattona fino all’antico cimitero abbandonato sulla collina. Passa agevolmente tra le sbarre del cancello chiuso, e si addentra nel viale coperto di erbacce. E’ visto e subito protetto dai fantasmi del cimitero: gli Owens, una coppia senza figli, morta duecento anni prima, lo adotta e lo porta nella propria graziosa tomba di famiglia. Di giorno sta nella cappella cimiteriale, fornita di servizi; Silas, un fantasma viaggiatore che può uscire e fare compere tra i vivi, gli procura il cibo. E’ il suo tutore e gli insegna a leggere lettere e numeri sulle lapidi. I fantasmi danno al bambino un nuovo nome: si chiamerà Nobody, ossia Nessuno, abbreviato in Bod. Il piccolo cresce e fa amicizia con una bambina viva; insieme esplorano un luogo pauroso, nascosto in una cripta. Il racconto è articolato in episodi autonomi, che seguono la crescita di Bod; ci sono, naturalmente, storie di orrore, perché non tutte le creature del cimitero sono benevole e gentili: i ghoul sono forniti di denti lunghi e aguzzi, si nutrono di cadaveri, vivono in un mondo sotterraneo dal cielo rosso cupo. Bod, però, è vivo, ed è combattuto fra il desiderio di tornare nel mondo e quello di restare fra i suoi amici fantasmi. Solo da adolescente potrà decidere. La storia è leggera, simpatica, accattivante; i fantasmi non sono paurosi ma accoglienti e amorevoli, anche se non mancano episodi soft horror. E’ un libro rivolto ai bambini, ma gradevole anche per gli adulti. Soddisfa la curiosità e l’attrazione infantile per ciò che fa paura, ma non terrorizza. Credo che i timori dei bambini siano legati a fatti reali, non fantastici; al contrario, la fantasia stimola e affascina. Neil Gaiman è un affabulatore accattivante, e la sua prosa, leggera, scorrevole, divertente, mi ha conquistato leggendo “Miti del Nord”, con le avventure di Odino, Thor e Loki.
Ayame Annamaria FasceAyame Annamaria Fasce wrote a review
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Letto due volte.
Ammetto che la prima volta che lo lessi (più o meno 10 anni fa) mi piacque moltissimo tanto da dargli 5 stelle. L'ho ripreso in questi giorni visto che mi sono dimenticata completamente la trama quindi è come se lo avessi letto per la prima volta. Se devo recensirlo adesso non gli darei 5 stelle anche se è carino come libro, però alla fine mi ha un po' lasciato l'amaro in bocca. Quindi bello con un finale né troppo bello né brutto, con una trama piacevole ma nulla di più.
Attilio FacchiniAttilio Facchini wrote a review
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"Il figlio del cimitero" è un vero gioiello. Si tratta di un romanzo per ragazzi, il secondo che leggo di Gaiman dopo "Coraline", ma rispetto a Coraline mi pare più adatto a una fascia di età adolescenziale, sebbene il soggetto possa apparire molto più dark. La storia è questa: un bimbo di neanche due anni riesce a sfuggire all'assassino dei suoi genitori perché, trovando la porta di casa aperta, esce nel fresco della sera, e gattonando, gattonando si inerpica su un lieve pendio che porta... dove? Ma a un cimitero abbandonato, ovviamente. E cosa succede in questo ameno posto? Ovvio! I fantasmi delle persone seppellite nel cimitero decidono di prendere con sé il bambino, di accudirlo e proteggerlo dall'assassino. Inizia così il racconto di Nobody Owens cui viene conferita la Cittadinanza nel cimitero, che verrà educato da spettri di persone morte centinaia di anni fa i quali gli impartiranno lezioni di... Morte. Gli insegneranno cose tipo Svanimento, Paura, Terrore e, di lezione di morte in lezione di morte, lo prepareranno... alla Vita! Rispetto a "Coraline" questo romanzo, dicevo, ha una vera e propria ambientazione horror, ma a differenza di "Coraline" lo storia è meno complicata. La scrittura di Gaiman, inoltre, è immediata, mai banale, capace di slanci poetici improvvisi conditi da tocchi di macabra comicità. In apparenza il romanzo è lungo. Conta quasi 350 pagine. Ma, in realtà, si legge velocemente e in pochi giorni, senza quasi rendermene conto, mi sono trovato a leggere le ultime, toccanti pagine. Un gioiello, dicevo. Volete che un bambino si appassioni ai libri? Non indugiate: dategli in pasto "Il figlio del cimitero"!
SensationDariaSensationDaria wrote a review
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Tenero e profondo
Nobody Owens è ancora un bebè quando "un uomo chiamato Jack" uccide tutta la sua famiglia. Il piccolo protagonista viene trovato e protetto dagli abitanti del cimitero, fantasmi tanto inqiuetanti quanto divertenti (ci sono dei siparietti tra i defunti che sono veramente esilaranti). Crescendo Bod impara alcune delle qualità dei morti, come attraversare i muri, sparire ed effettuare delle incursioni oniriche; ma come tutti i ragazzini nella loro fase di crescita, Bod è molto curioso, vuole sapere, conoscere, e ciò lo spinge a voler uscire dal cimitero e scoprire com'è la vita tra i suoi simili, i vivi. Scoprirà che è difficile riuscire ad appartenere ad entrambi i mondi e soprattutto che Jack lo sta ancora cercando per finire il lavoro... Questo romanzo si presenta come una storia per ragazzi, ma è molto, molto di più. Questa è una storia di mistero, di crescita, di amicizia, di paura, di libertà. E' una storia che si insinua nel cuore del lettore (indipendentemente dalla sua età). Le bellissime e suggestive illustrazioni permettono al lettore di aggrapparsi maggiormente al filo narrativo. Leggetelo!
Lady in The WaterLady in The Water wrote a review
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Capolavoro Dark
Una storia unica e particolare, cupa e singolare. Amo lo stile di Gaiman, lo sento così affine a me, dai libri per ragazzi a libri più complessi, tutto ciò che scrive è arte.
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che meraviglia, alla fine avevo un groppo in gola.
LuLu wrote a review
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Primo libro che leggo di Nail Gaiman, che dire? Stupendo! premetto che adoro le ambientazioni gotiche e dark e che mi ha ricordato molto i film di Tim Burton, ma l'ho divorato e mi ha pure commosso: chi non lo farebbe leggendo la storia di questo ragazzino con la famiglia uccisa che trova riparo in un cimitero, dove troverà un'altra famiglia, che si prenderà cura di lui. consigliatissimo a tutti!
Chiara TolkienChiara Tolkien wrote a review
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Nessuno è come Gaiman
La storia di Nobody Owens e del piccolo cimitero affollato di anime trapassate in cui vive è stato uno dei primissimi libri di Neil Gaiman che lessi non so più quanti anni fa ed è ogni volta un piacere reimmergersi nelle atmosfere gotiche ma incredibilmente piene di vita di questo scrittore, che riesce aparlare di mondi nascosti sotto il nostro naso e di crescita meglio di chiunque altro, creando personaggi bizzarri e indimenticabili.
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Repubblica vs Mondadori - 28 ott 2018
Ero molto curioso di leggere qualcosa di questo complesso autore inglese: scrittore, giornalista, fumettista ed altro ancora. Ma in particolare ero curioso di un duplice aspetto di questo autore. Scrive libri per ragazzi, vincendo con questo la “Carnegie Medal for children book”. E nello stesso anno, con questo stesso libro, vince il Premio Hugo di fantascienza. Chi sa i miei trascorsi giovanili, non potrà che convenire con me nella curiosa coincidenza. Da adolescente, avevo praticamente tutti i libri vincitori dei Premi Hugo (in onore di Hugo Gernsback, fondatore nel 1926 della prima rivista di Sci-Fi al mondo). Parliamo ad esempio di Robert Heinlein, di Fritz Leiber, di Philip K. Dick, di Roger Zelazny ino a Ursula Le Guin, Philip Farmer e Isaac Asimov. Ma la spinta finale me la donò il libro sulle cure librarie, accostando questo a quell’altro da poco letto (“Corri” della Patchett). Devo dire che confermo la gradevolezza del testo, la sua scorrevolezza, nonché rimandi sapienti a classici della letteratura gotica (da “Il castello di Otranto” Horace Walpole a “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson). Ma anche lo stile un po’ troppo didattico: certo in un “educational book” ci può stare, seppur a volte troppo palese. Fidarsi delle persone, ma controllare. Non aver paura dei diversi. Studiare. Osteggiare i bulli. Insomma, tutta una serie di codici civili che qualcuno dovrebbe ricordare a M6S (vediamo se capite a chi mi riferisco!). La storia, in sé, è di quelle che si pongono sul limitar del vero, dove, facendo un piccolo sforzo, si entra nel gioco e non se ne esce. Come cento anni prima di Neil era stato fatto per l’operazione Peter Pan. Un bambino sfugge ad una strage (ed in questo c’è un ricalco palese dell’inizio di Harry Potter), e viene accolto dalla comunità dei morti in un cimitero. Sotto l’egida della Signora con la falce, i morti si palesano al bambino. Due ne diventano i genitori adottanti. Uno, Silas, il tutore. In quanto Silas non è né vivo né morto, quindi può uscire dal cimitero e procurare al bimbo almeno da mangiare. Non esseno noto a nessuno, così viene chiamato; cioè, in inglese, Nobody, che verrà usato solo con il diminutivo Bod. Nel corso dei capitoli, assistiamo alla crescita di Bod, su per l’infanzia, sino allo scoccare dei 16 anni, che sembra un limite “fisico” per continuare a vivere con i morti (ossimoro cercato a lungo). E Bod attraversa tutte le tappe dell’infanzia e dell’adolescenza, contando solo sui suoi amici “tombali”. Che escono, girano per il cimitero, e non invecchiano (questo il peccato maggior per Bod che invece cresce). Ci sono i teneri genitori Owens, l’antico romano, il poeta, lo scrittore, e tanti altri. Oltre a Silas, che accoglie le richieste di Bod, risponde alle sue domande, cerca di indirizzarlo, ed anche di proteggerlo. C’è Liza, una falsa strega, bruciata per invidia e sepolta in terra sconsacrata. Che tuttavia è gentile e molto innamorata di Bod (anche senza possibilità di futuro). E poi c’è Scarlett, una bimba reale che incontra Bod intorno ai cinque anni. E che poi, dopo una parentesi scozzese, ritrova dieci anni dopo. Con immutata gioia e forse con l’idea che possa nascere qualcosa in più. Ma dietro tutti i momenti di formazione e di cauto divertimento, incombe la storia cupa. Chi è che voleva uccidere Bod? Ed il pericolo esiste ancora? Qui vediamo la parte più gotica del libro, dove ci sono i “buoni”, chiamati anche “Mastini di Dio”, che cercano e riescono alla fine a sconfiggere i cattivi. I buoni che sono amici i Bod: Silas, ad esempio, che scopriamo essere un vampiro pentito, e la signorina Lupescu, un lupo mannaro molto materno. I cattivi fanno parte di una non meglio “Confraternita”, un “Deck of People” (vedrete meglio il perché dell’inglese), che gestisce un non meglio fantomatico potere. Se si sente minacciata, interviene uccidendo a più non posso. Per fare ciò utilizza “gente di basso livello”, diremo i fanti dei battaglioni. Qui c’è appunto la parte intraducibile del libro e del gioco di Gaiman. Il potere è gestito da quell’insieme di persone numericamente ristretto, che costituiscono il mazzo (“Deck”). I sicari sono i Fanti, che in inglese vengono chiamati “Jack”. E sono proprio quattro Jack (come dice il capitolo “Tutti i fanti del mazzo” cioè “All the Jack of the Deck”) che cercano di eliminare Bod. Soprattutto il primo, quello che aveva ucciso la famiglia di Bod. Primo che si mimetizza in ricercatore stralunato, facendosi chiamare Mr. Frost, che raggira Scarlett per usarla contro Bod, minaccia che Bod sventa, facendo uccidere il cattivo da un mostro delle tombe. Ovviamente la parte “ironica” di Gaiman si mostra anche in questo passo, dove il cattivo, alla fine, si presenta come Jack Frost. Che a noi italiani non dice nulla, ma che nella letteratura inglese, e nei racconti popolari, è il nomignolo di Mastro Inverno, quello che porta freddo e gelo, e fa morire campagne e persone. Tornando al romanzo, Scarlett, pur volendo bene a Bod, rimane sconvolta da questi fatti. Sarà Silas a farle dimenticare tutto e rimandarla in Scozia. Dove forse, in un futuro libro, incontrerà di nuovo Bod, e tutto potrà cambiare. Ma Bod deve lasciare il cimiero, ormai è grande, e deve percorrere le strade del mondo. Come gli canta mamma Owens nella ninnananna che lo segue per tutta la storia: “Face your life / Its pain, its pleasure / Leave no path untaken” (“Affronta la vita / Son gioie e dolori / Non lasciar cammini inesplorati”; dove purtroppo nella traduzione l’ultimo verso viene aggiustato con “Che non siano inesplorate / le strade di ieri”. Perché ieri? Misteri). Alla fine, certo, libro per adolescenti, ma ce ne vogliono come questi per farli crescere. Ben scritto, Neil. “È come chi crede che se va a vivere da qualche altra parte sarà felice, ma poi scopre che non è così che funziona. Ovunque tu vada, porti te stesso con te.” (118)
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Pippi Calzelunghe - per RFS
Uno dei capolavori di questo scrittore pazzesco, e che io, adoro alla follia; ogni suo libro è un’opera d’arte che non si può dimenticare nel turbine delle migliaia di libri che ogni giorno la nostra editoria sforna.. ma.. qual è il genere a cui appartiene “Il figlio del cimitero?” Semplicemente lo stile di Gaiman: un perfetto mix di noir, avventura, un pizzico di horror metropolitano e poi il suo mondo, che viaggia perennemente tra la realtà e incubo, tra il nostro mondo ed il mondo oltre, e che con suspence continua a far pensare al lettore, ”Oddio e adesso che succede? Cosa mi aspetta alla prossima pagina?” Siamo in una piccola cittadina americana, dove pare non succeda mai nulla, ma, in una notte piena di nebbia si compie l’orribile omicidio di un’intera famiglia, in cui solo il piccino di casa riesce a sfuggire, trovando rifugio ed ospitalità nel vecchio cimitero in cima alla collina. Qui crescerà Nobody Owens cresciuto da genitori fantasmi, con il fantasma di una strega come migliore amica, una donna lupo come insegnante, ed un tutore, Silas, che ha il dono di poter entrare ed uscire dal cimitero. Una vita felice e sicura al riparo dall’assassino che non ha mai dimenticato e che aspetterà tredici anni prima di portare a termine il suo terribile compito ma che troverà in Bod un degno avversario aiutato e protetto dai suoi alleati dell’aldilà fino al felice epilogo in cui il nostro giovane eroe partirà alla scoperta del mondo. -Voglio vedere la vita-annunciò Bod.-Voglio stringerla tra le mani.Voglio lasciare un’impronta sulla sabbia di un’isola deserta….-