Il Gattopardo
by Giuseppe Tomasi di Lampedusa
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Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini, sente inevitaile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.

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PaolaM.PaolaM. wrote a review
Tutto da dipende da come ci si pone nei suoi confronti: al lettore distratto "Il Gattopardo" può risultare noioso, così come il lettore attento trova in queste pagine un autentico capolavoro della letteratura italiana. Personalmente non sono rimasta delusa leggendo questo romanzoche tratta anche dell'arrivo dei garibaldini in Sicilia, e vi ho trovato aspetti che e modi di fare ancora attuali in questa nostra povera Italia.
SomauroSomauro wrote a review
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Potrà non essere storicamente ineccepibile, ma benché potrebbe sembrare un po' pesante visto il contesto storico in cui è ambientato, in realtà è una lettura piacevolissima e abbondante di spunti esteticamente sopraffini. Meravigliosi i dialoghi tra il Principe e Chevalley, e quello tra Padre Pirrone e Don Pietrino. Inspiegabile che non venga fatto leggere fatto leggere, o quantomeno proposto, alle superiori.
Diego Della RivaDiego Della Riva wrote a review
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L’eleganza storica
In così poche pagine entriamo in un mondo parallelo. Elegante, commovente, sopraffino: capolavoro storico! Da leggere e rileggere
LucaDSLucaDS wrote a review
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Tutto cambia affinché...
mavimavi wrote a review
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Un voto pieno a questo romanzo, che contiene in sè tutti i pensieri della vita, dall'amore all'unità d'Italia.Bellissimi gli aggettivi usati: "sorriso gattopardesco" è un capolavoro di espressività.Tutto il mio affetto a Bendicò, di cui si parla con pochi accenni ma, con la triste fine del volo dalla finestra, simboleggia tutta una vita in tutte le sue sfumature
MagicBotteMagicBotte wrote a review
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Non ho nulla da aggiungere a quanto già scritto e riscritto in relazione a quest'opera. Se è diventata un classico della letteratura un motivo ci sarà. Romanzo di alta letteratura che riconcilia con la scrittura e la lingua italiana.
ikkokuikkoku wrote a review
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Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida
Splendido! A volte, e questa è una di quelle occasioni, ci si ritrova tra le mani un capolavoro, una gemma di inestimabile valore capace di valicare i confini del “libro” ed abbagliare con la sua stupefacente perfezione. Il Gattopardo è questo… e molto di più. Sarebbe delittuoso imbrigliarlo nella definizione di “romanzo storico”, limitante considerarlo un’epopea familiare od un viaggio lungo cinquant’anni attraverso le vicende di una nascitura Italia e di una fratturata Sicilia. Lo scritto di Tomasi da Lampedusa è irresistibile, capace di conquistare fin dalle prime righe e trascinare in un vortice dove costume, storia, critica, nobiltà, scalata sociale, amore, scontro, disillusione si intrecciano continuamente, fino a diventare una massa compatta ed inscindibile. Mi ha riportato alla mente la famiglia Buddenbrook e la loro inesorabile avanzata verso la decadenza ma, in questo caso, oppressi da un caldo torrido che spegne sul nascere ogni velleità di rivalsa o di spinta verso un qualsivoglia rinnovamento. Lo scontro ideologico e sociale è, al contempo, schermaglia umana. Una terra, delle esistenze ed una mentalità stanche e divise, in bilico tra passato e futuro, affacciate su un cambiamento che appare tanto necessario ed inevitabile quanto inutile. Impossibile descrivere tutto ciò che “il Gattopardo” contiene e riesce a risvegliare nel lettore. Una lettura densa, necessaria, dalle infinite sfaccettature. Un percorso di cinquant’anni in un’epoca ed un pensiero che potrebbero apparire lontani ma che, per certi versi, conservano sempre una profonda attualità. Un libro che va letto ma, ancora di più, assaporato in ogni sua più piccola sfumatura, lasciandosi lentamente trasportare attraverso le splendide pagine di questa grandiosa opera. Magari, terminata la lettera, gustato nuovamente attraverso l’altrettanto splendida trasposizione cinematografica firmata Luchino Visconti.
MartinaMartina wrote a review
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Molto lento all’inizio, ma superati i primi ostacoli diventa scorrevole e piacevole. Ho apprezzato molto la descrizione del background e dei personaggi, e quel sentimento di decadenza è perfettamente rappresentato dal romanzo.
AlessandraAlessandra wrote a review
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Ho un rapporto molto particolare con questo libro, nel senso che inizialmente non mi piaceva , lo trovavo molto noioso e troppo dettagliato - e io sono una a cui piacciono i dettagli , eh! Ma in questo caso , per me , erano eccessivi - poi , da metà in poi , mi sono appassionata a tal punto che dovevo controllarmi per non leggerlo troppo in fretta. In particolare, la fine mi ha colpita più di quanto mi sarei mai aspettata e lo ha fatto finire direttamente nella lista dei preferiti. Per fortuna che non abbandono mai i libri, altrimenti mi sarei persa proprio una bella opera!
SissiSissi wrote a review
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Ho snobbato per anni e anni questo romanzo, preferendogli altre letture, altrettanto classiche e opposte contemporanee, leggere e impegnative, di generi variegati, da lettrice eclettica che sono. Ne avevo un timore reverenziale. Poi l’ho aperto. Non mi aspettavo uno stile così fluido, una lettura tanto semplice, empatica, scorrevole, non mi aspettavo di incontrare, amare, immedesimarmi in don Fabrizio ( ma immaginavo di perderlo), non mi aspettavo di capire tante cose e modi siciliani di sentire e vivere, a me avulsi, che non sono scomparsi. Si sono forse tradotti in irripetibili eccellenze di genio e sensibilità o, soprattutto e purtroppo, si sono ammorbati nel potere di chi ha approfittato dell’indolenza di alcune delle stesse suddette eccellenze, spossate dal clima, dalla quiescenza dei luoghi, dalla propria inerte e relativa onestà, dalle troppe vicendevoli straniere sudditanze. Un classico senza tempo, da leggere per capire quanto la storia abbia strapazzato, logorato e creato le premesse per il diffondersi della cancrena laddove si desiderava e desidera solo pacifica sopravvivenza, lieta e vivace (come altrove non si è capaci), ma inevitabilmente sofferta, perché pagata da una tolleranza difficile, dalla rabbia soffocata, da una sana ambizione repressa.