Il grembo paterno
by Chiara Gamberale
(*)(*)(*)(*)( )(77)
Dov’è che impariamo ad amare? Com’è che ci s’ammala dentro, com’è che si guarisce? Ci sono persone che, quando le incontriamo, “ci bussano al sangue”: e Adele, quando incontra Nicola, è certa di avere trovato la persona con cui sentirsi finalmente intera. Ma Nicola è legato da un patto antico a un’altra donna, con lei ha due figli, mentre Adele cresce sua figlia da sola, dopo una vita di sfide e fughe che pare incastrarla in un’eterna adolescenza. Quando l’intesa con Nicola comincia a vacillare, proprio quell’adolescenza le chiede, prepotente, ascolto. Così, in una notte fatale, che segnerà per sempre il destino dell’umanità, Adele torna come in sogno al paese dove è nata, marchiata da un soprannome, Senzaniente, che è pesato sulla sua famiglia perfino dopo che il padre, Rocco, ha sfidato la miseria e conquistato il benessere. La storia fra Adele e Nicola s’intreccia allora alla storia di Adele e suo padre, in una spola sempre più serrata fra passato e presente, dove quello che ci è stato tolto quand’eravamo bambini rischia di diventare l’unica misura di quello che il mondo ci potrà offrire. Fra medici che dovrebbero curare e invece mettono in pericolo, una donna che guarda dalla finestra il capodanno degli altri e un’altra che danza con uno straccio, nessuno degli indimenticabili personaggi di questo romanzo riesce a tenere stretto quello che è convinto di desiderare, mentre l’intrinseca violenza delle relazioni si mescola alla loro intrinseca dolcezza. E una televisione sempre accesa si prende gioco dello sforzo di tutti di credere alla propria esistenza.

Librangolo's Review

LibrangoloLibrangolo wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Quando le crepe dell'anima diventano fessure di luce
Si è soliti dire che l’attesa del piacere, è essa stessa il piacere. O di quello che tu immagini o speri, possa rivelarsi tale. L’ultimo libro di Chiara Gamberale, scrittrice che, lo dico subito, seguo e apprezzo da anni, è stata la conferma che aspettare con gioia un suo nuovo lavoro, non sia mai un azzardo e cosa più importante, un piacere disatteso, semmai sempre nuovo e che fidelizza ogni volta l’ammirazione per una delle donne più capaci e sensibili del nostro panorama letterario.
Ne “Il Grembo paterno” troviamo tutti gli ingredienti che, chi conosce già i suoi precedenti piatti forti - intesi come libri – ama gustare e in questo, i vissuti dei personaggi si alternano tra di loro in uno spazio temporale che corre sul filo dell’attualità di questi tempi vissuti a difenderci dal mondo fuori, ammalato e da cui sottrarsi, e dell’epoca bambina e adelescenziale, parafrasando il nome della protagonista Adele, in cui centrale è il rapporto tra lei e il padre, che con un punto di vista originale e maturo, vuole soffermarsi su quella che a volte è l’origine non fisica in questo caso, ma mentale, della nascita di una serie di codici comportamentali che assorbiamo come e più del latte materno, attraverso la presenza, nei primi anni di vita spesso un po' sottovalutata, della figura paterna e che svela molto di ciò che forma, blocca, valorizza, teme, emoziona, odia, ama una donna, in tutto il suo percorso di crescita e anche molto più avanti, specie quando a sua volta diventa genitore, ma anche tenendo conto se non lo fosse diventata.
Qui la mia recensione:
librangolo.altervista.org/il-grembo-paterno-chiara-gamberale
LibrangoloLibrangolo wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Quando le crepe dell'anima diventano fessure di luce
Si è soliti dire che l’attesa del piacere, è essa stessa il piacere. O di quello che tu immagini o speri, possa rivelarsi tale. L’ultimo libro di Chiara Gamberale, scrittrice che, lo dico subito, seguo e apprezzo da anni, è stata la conferma che aspettare con gioia un suo nuovo lavoro, non sia mai un azzardo e cosa più importante, un piacere disatteso, semmai sempre nuovo e che fidelizza ogni volta l’ammirazione per una delle donne più capaci e sensibili del nostro panorama letterario.
Ne “Il Grembo paterno” troviamo tutti gli ingredienti che, chi conosce già i suoi precedenti piatti forti - intesi come libri – ama gustare e in questo, i vissuti dei personaggi si alternano tra di loro in uno spazio temporale che corre sul filo dell’attualità di questi tempi vissuti a difenderci dal mondo fuori, ammalato e da cui sottrarsi, e dell’epoca bambina e adelescenziale, parafrasando il nome della protagonista Adele, in cui centrale è il rapporto tra lei e il padre, che con un punto di vista originale e maturo, vuole soffermarsi su quella che a volte è l’origine non fisica in questo caso, ma mentale, della nascita di una serie di codici comportamentali che assorbiamo come e più del latte materno, attraverso la presenza, nei primi anni di vita spesso un po' sottovalutata, della figura paterna e che svela molto di ciò che forma, blocca, valorizza, teme, emoziona, odia, ama una donna, in tutto il suo percorso di crescita e anche molto più avanti, specie quando a sua volta diventa genitore, ma anche tenendo conto se non lo fosse diventata.
Qui la mia recensione:
librangolo.altervista.org/il-grembo-paterno-chiara-gamberale